L’accordo USA-Cina e i dati economici del 2019

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 20 gennaio 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Nella scorsa settimana c’è stato un rialzo dei prezzi che ha interessato 4 metalli su 6. In evidenza il rialzo del piombo. Le quotazioni dell’indice LMEX sono salite sopra quota 2890 $, ai massimi da giugno 2019. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra ma in rialzo. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione rialzista) e vicino all’importante resistenza che si trova in area 2900. La volatilità è salita.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Dopo quasi due anni di guerra sui dazi commerciali, lo scorso 15 gennaio gli Stati Uniti sono arrivati a una tregua con la Cina. Trump ha definito questo “un accordo storico”, mentre il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato: “L’accordo è vantaggioso per il mondo intero”.

Però, secondo Myron Brilliant, vicepresidente esecutivo per gli affari internazionali della Camera di commercio degli Stati Uniti, l’accordo “ferma l’emorragia” e “cura i sintomi”, ma non interviene sulle cause profonde del problema, piuttosto interrompe la possibile escalation della guerra dei dazi. Mentre da questa parte dell’Atlantico, il commissario europeo per il commercio Phil Hogan sottolinea che aver cambiato la cornice abituale delle trattative, preferendo il negoziato bilaterale, impone di verificare che l’accordo Usa-Cina rispetti le linee guida del WTO.

Oltre alla notizia dell’accordo USA-Cina, l’attenzione degli operatori si è rivolta ai dati più recenti sulle economie di America, Cina ed Europa. Il mercato del lavoro americano conferma un buon momento per l’economia statunitense, che continua a crescere e creare posti di lavoro, con la disoccupazione ai livelli più bassi da 50 anni.

In Cina, invece, i dati sulla crescita economica sono i peggiori dal 1990, con un +6.1% di PIL per il 2019 (in flessione rispetto al 6.8% del 2018). Le ragioni del rallentamento economico vanno cercate nella diminuzione della domanda interna (che ha fatto calare la produzione) e, in parte, anche nel calo dell’export.

Persiste, anche se sta rallentando, la contrazione della produzione industriale in tutta l’Eurozona. Gli ultimi dati indicano che la crescita economica della Germania, nel 2019, ha segnato il punto più basso dal 2013. A pesare sono state la debolezza dell’export e la minore domanda nel comparto automotive. Per l’Italia, infine, il Centro Studi di Confindustria, nel suo ultimo report dedicato alla congiuntura, evidenzia che l’economia è ancora in stagnazione per via dell’export, della debole domanda interna e del basso livello degli investimenti.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Per quanto riguarda i prezzi delle materie prime in generale, si evidenzia una performance negativa per i principali indici (CRB e GSCI). Il comparto dei metalli non ferrosi evidenzia una performance settimanale positiva per rame, piombo, stagno, zinco e alluminio secondario. Performance invece negativa per alluminio primario e nichel. Performance negativa anche per i prezzi del petrolio (Brent e WTI) e per quelli del gas naturale. Nel comparto dei metalli preziosi in rialzo i prezzi di platino e palladio (che segna il nuovo massimo assoluto) e in ribasso per oro e argento. Tra le valute si evidenzia il rialzo del dollaro e dello yuan. In ribasso invece l’euro.