Il panino di MC Donald's

Settimanale Metalli non ferrosi LME - Commento del 29 luglio 2019

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Nella scorsa settimana c’è stato un deciso ribasso dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il ribasso dell’alluminio seguito dal nichel. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese fino a toccare quota 2820 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona neutra. La settimana scorsa è risultata molto buona la correlazione col cambio del dollaro (che si è apprezzato contro tutte le principali valute). La correlazione tra metalli e petrolio (in rialzo) resta nella norma.

COMMENTO MACROECONOMICO

A chi viaggia spesso capita di vedere i grandi marchi e i brand famosi in tutte le principali città del mondo. Uno di questi è sicuramente Mc Donald's, la corporation americana leader nel fast food a base di panini e patatine. I panini MC costano ovunque lo stesso prezzo fatto salvo il diverso peso delle valute. Non tutti sanno però che il costo del panino di MC è anche un indice economico utilizzato dagli economisti per valutare la parità del potere d’acquisto, il Big Mac Price Index. Questo indice misura il costo del panino venduto da una delle catene più capillari al mondo e consente di stimare il potere d’acquisto dei cambi valutari “ideali” per garantire la parità del costo. In base a questo indice si scopre ad esempio che, in questo momento, secondo quanto pubblicato dall’Economist, il dollaro è sopravvalutato e il rublo sottovalutato. La valuta più forte è il franco svizzero e tra le più deboli risulta la sterlina inglese per via di Brexit. Se guardiamo un altro indice famoso, il dollar index (paniere che ci da la parità tra dollaro e altre sei valute euro, yen, sterlina, franco svizzero, dollaro australiano, dollaro canadese) vediamo che in effetti la valuta americana è vicina ai massimi del 2019 a loro volta vicino ai valori del maggio 2017, mentre l’euro è vicino ai minimi 2019 a loro volta vicini ai valori di aprile 2017. Tra le altre valute importanti risultano svalutate sia lo yuan cinese sia la lira turca.
Il presidente Trump si è più volte espresso sul tema delle valute sostenendo che il dollaro americano fosse troppo valutato (e quindi non aiuta le esportazioni) e ha accusato alcune banche centrali di manovrare per tenere le loro valute su valori bassi. Dopo la guerra dei dazi e dei trattati, molti analisti sono convinti che Trump utilizzerà anche la guerra valutaria nella sua lunga campagna elettorale per essere rieletto presidente. Intanto le banche centrali più importanti del mondo a cominciare da BCE, FED, BPOC hanno annunciato una politica monetaria espansiva (bassi tassi d’interesse e nuovo Q.E.) per contrastare i venti di recessione economica che si potrebbe manifestare nel 2020, come ha dichiarato l’FMI e la stessa BCE, nei giorni scorsi. Il governatore Draghi alla sua penultima riunione come Presidente BCE è stato molto diretto: “L’outlook internazionale, e dell’area euro in particolare, sta peggiorando, specie per il settore manifatturiero. L’inflazione non ha raggiunto il target prefissato e la crescita economica resta bassa.” L’analisi del rallentamento è uguale per tutti: dazi, Brexit ecc.
I vari indicatori economici pubblicati la scorsa settimana hanno evidenziato un forte calo dell’attività manifatturiera in Germania, come testimonia l’indice PMI sceso a 43 punti, il minimo degli ultimi 7 anni. Il rallentamento della locomotiva tedesca fa rallentare tutta l’economia dell'Euro Italia compresa.
Tra le altre notizie importanti della settimana scorsa c’è l’elezione di Boris Johnson a leader del Partito Conservatore e a Premier del governo inglese. Nelle sue prime dichiarazioni Johnson ha detto che Brexit si farà entro la fine di ottobre, costi quel che costi e poi per la Gran Bretagna, tornata libera e sovrana, inizierà un “nuova età dell’oro”.

La reazione dei mercati

I metalli non ferrosi hanno archiviato una settimana di ribassi. Tra i metalli preziosi, in ribasso l’oro. In rialzo il prezzo di Brent e WTI e in ribasso quello del gas naturale. In rialzo il dollaro e in ribasso l’euro.