Aggiornamento Congiuntura Settembre 2026
Accelerano i prezzi europei dei materiali di acquisto sostenuti dall'escalation in Medio Oriente
Pubblicato da Pasquale Marzano. .
Last Price CongiunturaA settembre 2026 i prezzi dei materiali di acquisto delle imprese manifatturiere europee sono tornati a salire con decisione. In aggregato, i prezzi in euro delle commodity monitorate da PricePedia sono aumentati del +6.5% rispetto ad agosto, portandosi sopra i massimi toccati dall'inizio del conflitto.
A spingere i rialzi è stata la nuova escalation in Medio Oriente, che ha coinvolto sia lo Stretto di Hormuz sia quello di Bab el-Mandeb, altro snodo cruciale per i traffici energetici mondiali, da cui transitano le esportazioni saudite provenienti dall'oleodotto East-West. In seguito ad attacchi con droni lanciati dall'Iraq, quest'ultimo è stato chiuso temporaneamente dall'Arabia Saudita, mentre gli Houthi sostenuti dall'Iran hanno consolidato il controllo sulla costa yemenita del Mar Rosso, fino all'isola di Perim, all'imbocco dello stretto.
Tale contesto ha alimentato le preoccupazioni degli operatori su due fronti: da un lato l'offerta globale di petrolio, con il Brent tornato sopra i 100 dollari al barile; dall'altro il rallentamento del commercio mondiale, poiché l'unica alternativa al transito da Bab el-Mandeb è la circumnavigazione dell'Africa via Capo di Buona Speranza, che comporta costi di trasporto più elevati e tempi di consegna più lunghi.
Il grafico seguente illustra l'andamento in euro dei prezzi delle materie prime sul mercato europeo attraverso i principali aggregati PricePedia, con base 100 i rispettivi livelli di gennaio 2022: Totale Commodity[1], Industriali[2], Energetici e Alimentari.
A livello di singole macro-categorie, a trainare l'aumento di settembre sono state soprattutto le commodity energetiche, i cui prezzi in euro sono cresciuti in media di circa il +13% rispetto ai valori medi di agosto. All'interno del comparto, la crescita più intensa ha riguardato il petrolio greggio, oltre il +15% su base mensile, seguito da gas naturale e gasolio, entrambi sopra il +14%.
Più contenuto l'aumento delle commodity alimentari, pari in media al +0.9% mensile: nel comparto proseguono i rincari di frumento e degli altri cereali, rispettivamente del +3.3% e del +2.2%. I prezzi di uova e derivati registrano invece un calo congiunturale del -1.6%, su livelli poco inferiori ai massimi storici di maggio 2026.
A settembre 2026 anche le commodity industriali, analogamente a quelle alimentari, hanno registrato un aumento dei prezzi in euro prossimo al +1% rispetto ad agosto, confermando il trend rialzista avviato con il conflitto nel Golfo Persico. Rispetto ai livelli pre-conflitto di febbraio 2026, i prezzi dei materiali di acquisto industriali risultano infatti superiori di quasi il +12%, raggiungendo a settembre i livelli più elevati da maggio 2023.
La dinamica dei prezzi delle materie prime industriali da inizio conflitto
All'interno del comparto degli industriali si conferma la maggiore reattività all'evoluzione del conflitto da parte delle merceologie più legate alla filiera petrolchimica.
Nel grafico che segue, la dinamica dell'indice Industriali viene scomposta nelle principali sotto-categorie, considerando le variazioni percentuali dei prezzi in euro tra febbraio e settembre 2026.
Grafico 2: Variazioni % in euro di settembre 2026 rispetto a febbraio 2026
Fonte: PricePedia
A eccezione dei prodotti della Chimica Farmaceutica, i cui prezzi risultano inferiori di quasi un punto percentuale rispetto alla media di febbraio 2026, a settembre tutte le principali categorie merceologiche presentano rincari.
Le pressioni più rilevanti per gli acquisti riguardano i prodotti chimici organici e plastiche ed elastomeri, con aumenti dei prezzi in euro superiori al +21%. Ai maggiori costi lungo la filiera petrolchimica si aggiunge un crescente rischio di approvvigionamento, legato alla minore disponibilità di prodotti provenienti dai paesi del Golfo Persico, come approfondito nell'articolo Rischio Hormuz dopo oltre sei mesi di conflitto nel Golfo Persico.
Rincari significativi interessano anche fibre tessili e metalli non ferrosi, entrambi in aumento di oltre il +13%. Per i metalli non ferrosi, in particolare, i prezzi sono sostenuti sia dai timori sul lato dell'offerta, sia dalla crescente domanda collegata agli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. A rafforzare ulteriormente le pressioni sui costi contribuisce il forte rincaro dell'acido solforico, materia prima utilizzata nei processi di raffinazione dei metalli e attualmente su livelli storicamente elevati.
Più contenuti, ma comunque rilevanti, gli aumenti dei prodotti chimici inorganici, prossimi al +10%. Restano invece inferiori al +5% i rincari di legno e carta, chimica specialty e metalli ferrosi, che mostrano finora una pressione sui costi più moderata rispetto al resto delle altre categorie di commodity industriali.
Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!
1. L'indice PricePedia Totale Commodity risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle commodity industriali, alimentari ed energetiche.
2. L'indice PricePedia del prezzo degli Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno e Carta, Chimica Farmaceutica, Chimica: Specialty, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche ed Elastomeri e Fibre Tessili.