Acido solforico: scarsità di prodotto e aumenti dei costi alla base degli attuali prezzi elevati

Aumenti dei prezzi molto differenziati per area geografica e fase della distribuzione

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Industria dell'acido solforico Determinanti dei prezzi

Martedì 3 febbraio si è riunita la Commissione Prezzi dei Prodotti Chimici Industriali della Camera di Commercio di Milano. Nel corso dell’incontro, gli esperti presenti hanno confermato un intervallo di prezzo compreso tra 480 e 500 euro alla tonnellata per l’acido solforico puro al 78–80%. Questo livello di prezzo era già stato indicato nella precedente riunione del 13 gennaio e rappresenta un aumento del 13% rispetto ai prezzi di dicembre e di circa il 30% rispetto ai livelli di gennaio 2025.
Il dato risulta particolarmente significativo se inserito nel contesto di un mercato delle commodity chimiche che, nel breve periodo, mostra nel complesso una sostanziale stabilità dei prezzi e che, nel confronto su base annua, evidenzia ancora dinamiche prevalentemente ribassiste.

In questo quadro generale, l’acido solforico si distingue quindi per la presenza di almeno due elementi di forte discontinuità rispetto al resto del comparto:

  • una crescita dei prezzi particolarmente marcata e persistente;
  • un livello di prezzo che risulta storicamente e commercialmente elevato.

Forte crescita dei prezzi dell’acido solforico

L’aumento registrato a gennaio 2026, pari al 13% rispetto a dicembre e al 30% rispetto a gennaio 2025, risulta particolarmente significativo se confrontato con i corrispondenti tassi di variazione degli indici aggregati PricePedia dei prezzi delle commodity della chimica organica e inorganica. Tali indici sono rimasti sostanzialmente stabili a gennaio 2026 rispetto a dicembre 2025 e mostrano una lieve riduzione se confrontati con i livelli di gennaio dell’anno precedente.

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Livello di prezzo storicamente elevato per l’acido solforico

La soglia dei 500 euro alla tonnellata non era mai stata raggiunta in precedenza dal prezzo dell’acido solforico rilevato dalla Commissione Prezzi. Questo livello appare particolarmente elevato sia se confrontato con il prezzo rilevato dalla Commissione nel 2019 — ultimo anno prima del forte sconvolgimento dei mercati mondiali delle materie prime — sia se confrontato con altre rilevazioni di prezzo dell’acido solforico disponibili sul mercato.
Nel 2019, il prezzo dell’acido solforico rilevato dalla Commissione Prezzi dei Prodotti Chimici Industriali della Camera di Commercio di Milano era pari a 250 euro alla tonnellata, ossia circa la metà del livello registrato nelle ultime rilevazioni.

Il divario di prezzo risulta ancora più marcato se si confronta il benchmark della Commissione Prezzi con altre fonti di rilevazione, sia doganali sia alla produzione. Il prezzo FOB delle esportazioni cinesi di acido solforico nel dicembre 2025 è stato infatti pari a 58 euro alla tonnellata, mentre il prezzo dei flussi intra-UE (media tra valori CIF e FOB) stimato da PricePedia per gennaio 2026 si è attestato a 126 euro alla tonnellata.
Un’ulteriore conferma del fatto che un livello di prezzo prossimo ai 500 euro alla tonnellata trovi giustificazione solo in condizioni di marcata scarsità di prodotto — almeno sul mercato italiano — emerge dall’analisi dei prezzi alla produzione ex fabrica rilevati dagli uffici statistici dei paesi dell’Unione Europea e pubblicati da Eurostat. Nella tabella che segue sono riportati, a titolo di confronto, i prezzi alla produzione di alcuni paesi UE insieme ai prezzi doganali intra-UE e al prezzo FOB cinese.

Acido solforico: Prezzi alla produzioni e prezzi doganali (euro/tonnellata)

Voce 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025
Prezzo alla produzione Franco Fabbrica
    Italia 52.4 48.0 61.4 106.8 74.4 71.4 N.A.
    Germania 69.1 N.A. N.A. N.A. N.A. 80.3 N.A.
    Spagna 51.7 48.6 64.3 121.1 85.9 73.4 N.A.
    Francia 106.3 97.9 N.A. 121.8 N.A. 122.8 N.A.
    Polonia 31.4 27.6 38.3 73.3 40.2 44.2 N.A.
    Media Unione Europea 57.1 48.5 59.3 105.7 71.6 75.6 N.A.
Prezzi doganali
    Intra-UE (media CIF-FOB) 64.5 56.0 76.8 131.1 96.6 84.6 116.5
    Cina FOB 46.0 7.4 80.7 107.9 21.0 31.1 61.9

 

Come emerge dai dati riportati in tabella, le dinamiche di prezzo delle diverse rilevazioni risultano tra loro coerenti, con un forte allineamento sia negli anni di flessione sia in quelli di crescita. Anche i livelli di prezzo presentano differenze che appaiono congruenti con le specifiche caratteristiche dei diversi mercati, mantenendo in ogni caso un ordine di grandezza generalmente prossimo ai 100 euro alla tonnellata.
Alla luce di queste evidenze, il livello di prezzo indicato nelle ultime due rilevazioni della Commissione Prezzi dei Prodotti Chimici Industriali della Camera di Commercio di Milano sembra trovare spiegazione non solo nell’aumento dei costi, come discusso nel seguito dell’articolo, ma anche — e probabilmente soprattutto — in una significativa carenza di prodotto. Tale carenza appare riferibile alla fase distributiva del mercato italiano e, con ogni probabilità, anche a quello europeo.

Poiché le carenze di offerta, quando limitate alle sole fasi distributive, possono essere riassorbite in tempi relativamente brevi, diventa quindi cruciale estendere l’analisi alla situazione del mercato mondiale dell’acido solforico.

Il mercato mondiale dell’acido solforico

Con una produzione annua prossima ai 300 milioni di tonnellate, l’acido solforico rappresenta uno dei principali prodotti dell’industria chimica inorganica. Il suo impiego prevalente è nell’industria dei fertilizzanti, ma trova applicazione anche nella sintesi di numerosi altri prodotti chimici. Il processo produttivo si basa sull’ossidazione del biossido di zolfo a temperature comprese tra 450 e 500 °C ed è, dal punto di vista industriale, relativamente semplice. I costi variabili di produzione risultano quindi determinati quasi esclusivamente dai costi dell’energia e, soprattutto, dal prezzo dello zolfo.
Come descritto in Prezzo dello zolfo: un nuovo ciclo globale di rialzo?, nel corso del 2025 il prezzo dello zolfo ha registrato forti aumenti, proseguiti anche nei primi mesi del 2026. Le ragioni di questa dinamica sono riconducibili sia a una ricomposizione dell’offerta a livello mondiale — con una riduzione delle esportazioni da parte di Kazakistan e Turkmenistan e un aumento di quelle provenienti dai paesi del Golfo — sia a un rafforzamento della domanda di acido solforico, legato a due principali dinamiche strutturali.

  • una crescente richiesta di elevata purezza metallurgica e di qualità dei materiali lungo le filiere della meccanica di precisione, che dipendono da processi chimico-metallurgici a monte ad alta intensità di utilizzo di acido;
  • l’aumento degli impieghi dell’acido solforico nell’industria estrattiva, in particolare per la produzione di nichel in Indonesia e, soprattutto, di rame in Cile e nella Repubblica Democratica del Congo[1].

La pressione dal lato dei costi a livello mondiale emerge con chiarezza anche se si analizzano congiuntamente le dinamiche recenti dei prezzi dell’acido solforico riportate nel grafico che segue. Tali dinamiche riguardano sia i prezzi ricavati dagli scambi commerciali dei paesi dell’Unione Europea sia quelli desunti dalle dichiarazioni di esportazione della Cina, principale produttore mondiale di acido solforico e, da alcuni anni, anche principale esportatore.

Acido solforico: confronto tra prezzi UE e prezzi alle esportazioni cinesi

Acido solforico: confronto tra prezzi UE e prezzi alle esportazioni cinesi

Conclusioni

Gli elementi emersi da questa analisi consentono di delineare con maggiore chiarezza l’attuale configurazione del mercato mondiale dello zolfo e dell’acido solforico.

  • il crescente fabbisogno di elevata “purezza metallurgica” e l’intensificazione delle attività estrattive stanno determinando un aumento strutturale della domanda mondiale di acido solforico e, di conseguenza, di zolfo;
  • a fronte di un’offerta di zolfo relativamente rigida nel breve periodo, la crescita della domanda sta innescando un nuovo ciclo rialzista dei prezzi dello zolfo a livello globale. L’aumento del prezzo dello zolfo si riflette, a sua volta, in una fase di marcata crescita dei prezzi dell’acido solforico;
  • gli aumenti dei prezzi dell’acido solforico stanno interessando l’intera catena distributiva, portando i livelli di prezzo a valori mai sperimentati in precedenza, nemmeno durante la fase più acuta della crisi delle materie prime del 2022.
  • in un contesto di forte incertezza sull’evoluzione dei prezzi e delle disponibilità, le imprese utilizzatrici stanno verosimilmente aumentando le proprie scorte a fini precauzionali, contribuendo ad accentuare — soprattutto a livello distributivo — le condizioni di carenza dell’offerta di acido solforico.

[1] L’acido solforico è largamente utilizzato nei processi di lisciviazione dei minerali ossidati di rame. Gli elevati livelli del prezzo del rame stanno incentivando lo sfruttamento di minerali a minore tenore, caratterizzati da un utilizzo significativamente più elevato di acido solforico per unità di metallo prodotto.