Quotazione del rame in calo, fenomeno strutturale o temporaneo?

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Non Ferrosi LME Determinanti dei prezzi

Dal lato dei prezzi delle materie prime esistono due indicatori che rispecchiano e colgono i fenomeni in atto sulla congiuntura mondiale: la quotazione del petrolio e del rame. Inoltre il metallo rosso è in grado di anticipare le dinamiche globali, in quanto a guidarne l’andamento intervengono maggiormente le aspettative.

Per quanto riguarda l’oro nero, nelle recenti settimane il prezzo ha registrato una caduta rispetto all’intensa crescita dei mesi precedenti, perdendo nell’arco di due settimane circa 4 dollari al barile. La relativa debolezza del prezzo del petrolio è dovuta alle preoccupazioni per il diffondersi della variante Delta, che ha portato alcuni paesi a imporre nuovamente delle misure restrittive alle libertà di movimento.
In questo scenario preoccupano le politiche di tolleranza zero della Cina. A seguito di un contagio da Covid-19, avvenuto presso uno dei porti principali, il governo ha imposto che l’equipaggio da navi straniere debba presentare l’esito di test negativo o il passaporto sanitario al fine di scaricare la merce. Questa politica sta creando tensioni nella catena di approvvigionamento, oltre ad acuire dei problemi strutturali nel trasporto container, che soffre un momento di carenza nell’offerta.

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Il clima di incertezza e la congestione presso i porti cinesi, in aggiunta ad altri fenomeni specifici, stanno impattando anche sull’andamento rame. Nei mesi estivi il metallo rosso segnala infatti una leggera flessione, come si nota nel grafico di seguito.

Grafico 1: Quotazione giornaliera del rame
Quotazione giornaliera del rame

In un ottica di medio periodo, la relativa debolezza del prezzo del rame è spiegata dal clima di incertezza e dalle preoccupazioni per un ulteriore rallentamento della domanda globale; si aggiunge inoltre il fattore della rimozione temporanea dei blocchi stradali in Perù, secondo paese produttore al mondo, volti ad interrompere la catena di approvvigionamento del metallo.
Ad agosto il rame al London Metal Exchange è trattato sui 9350 dollari alla tonnellata, registrando un calo dell’8% rispetto al picco di maggio e valori giornalieri in alcuni casi inferiori ai 9000 dollari alla tonnellata.
A determinare la significativa discesa sotto i 9000 dollari sono state le aspettative sulle future politiche monetarie delle banche centrali, soprattutto la US Federal Reserve (FED): l’andamento del rame risulta infatti inversamente correlato al tasso di cambio del dollaro.
Nelle settimane recenti la FED ha annunciato che potrebbe promuovere una politica di tapering, un rallentamento nel ritmo di acquisto degli asset, volto ad interrompere le politiche accomodanti attuate nel 2020. Su questa aspettativa la scorsa settimana il dollaro si è rafforzato a fronte di un calo del rame (fonte DailyDataLab).

Nell’arco di pochi giorni la quotazione del rame ha comunque mostrato un rimbalzo, sostenuta dalla rivolta dei lavoratori peruviani che hanno sollevato nuovamente un blocco stradale per interrompere la catena di approvvigionamento, generando quindi tensioni sull’offerta. Ad oggi il rame è quotato 9320 dollari alla tonnellata, rientrando sui valori dello scorso aprile.

Se da un lato il prezzo del rame è in una fase di debolezza rispetto ai massimi della primavera, la dinamica degli altri metalli non ferrosi non sembra andare in questa direzione. Il seguente grafico riporta la dinamica dei principali metalli non ferrosi.

Grafico 2: Quotazione giornaliera dei metalli non ferrosi
Quotazione giornaliera dei metalli non ferrosi

Dal grafico emerge il segnale di un leggero rallentamento nei tassi di crescita, piuttosto che di un calo. La spiegazione di questa differenza potrebbe ricadere nel ruolo del prezzo del rame, ovvero come il metallo rosso sia maggiormente guidato dalle aspettative e più sensibile alle dinamiche globali.