Monitorare il presente guardando al passato

Gli andamenti di prezzo delle materie prime nel 2009 e 2011 forniscono strumenti per il monitoraggio delle dinamiche in atto sui mercati

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Nell’articolo della scorsa settimana si è analizzato il ciclo economico 2011 per cercare di individuare similitudini e differenze con l’attuale ciclo dei prezzi delle materie prime. Le conclusioni tratte sono le seguenti:

  1. la dinamica di crescita e decrescita dei prezzi delle materie prime è quasi contemporanea ma avviene con intensità differente;
  2. ad oggi le serie di prezzo che hanno recuperato maggiormente sono quelle guidate dai riferimenti finanziari.

Durante la flessione 2020 le merceologie che hanno subito maggiormente gli effetti della crisi sanitaria sono state quelle legate all’andamento del prezzo del petrolio, che eccezionalmente ha raggiunto valori negativi ad aprile 2020, o quelle la cui produzione di beni non era considerata necessaria al momento delle chiusure degli impianti industriali, ad esempio le Fibre Tessili.

Prima del 2011, il più recente e intenso crollo è stato quello sperimentato nel 2008-2009, dovuto alla crisi dei mutui subprime, crisi esplosa e ampliatasi a settembre 2008 con il fallimento della banca d’investimenti Lehman Brothers. Da ciò poi è dipesa la successiva flessione 2011. Risulta quindi interessante analizzare l’andamento dei prezzi dei principali comparti merceologici in queste due fasi, andando ad individuare se c’è stato un crollo generalizzato e/o se ci sono state delle merceologie che hanno scontato maggiormente gli effetti della crisi. Lo scopo è individuare degli indicatori di prezzo che risultino più sensibili alle dinamiche in atto nel ciclo economico.

A partire da ottobre 2008 tutte le merceologie hanno registrato un netto crollo, a fronte di una dinamica nel 2011 differente a seconda dei vari comparti merceologici. I grafici che seguono riportano gli indici di prezzo Studiabo1 in euro per le principali merceologie, raggruppati a seconda delle dinamiche comuni.

Indice di prezzo Alimentari, Legno&Carta e Tessile
Andamento prezzo dell'indice degli Alimentari, Legno&Carta e Fibre Tessili
Indice di prezzo Chimici Organici ed Energetici
Andamento prezzo Chimici Organici ed Energetici
Indice di prezzo Chimici Industriali ed Inorganici
Andamento prezzo Chimici Industriali ed Inorganici
Indice di prezzo Non Ferrosi, Ferrosi e Plastiche&Elastomeri
Andamento Non Ferrosi, Ferrosi e Plastiche&Elastomeri

Nel 2011, l’indice di prezzo degli Alimentari, Legno&Carta e Fibre Tessili non ha subito una profonda flessione, ma ha arrestato la corsa dopo l’ascesa verificatasi dall’inizio del 2010. A partire da questa data, infatti, i prezzi si sono stabilizzati. Anche la filiera dei Chimici Organici, a seguito della crescita registrata nel 2010, non ha registrato alcuna flessione; questa dinamica è spiegata dal prezzo del petrolio che tra l’estate 2011 e la fine del 2013 ha raggiunto i livelli di massimo storico2. Inoltre nel 2011 la Chimica per l’Industria e la Chimica Organica sembrano mostrare delle dinamiche a se stanti; registrando una caduta a partire dalla fine del 2012.

I comparti che, invece, hanno subito una caduta significativa sia nel 2008-2009 che nel 2011 sono Non Ferrosi, Ferrosi e Plastiche&Elastomeri.
L’indice dei metalli Ferrosi e delle Plastiche&Elastomeri ha iniziato la flessione a partire da ottobre 2008, a seguito del fallimento di Lehman Brother, perdendo nell’arco di un anno rispettivamente il -33% e il -20%. Entrambe poi hanno registrato un aumento fino a maggio 2011 e a partire da luglio hanno subito una nuova flessione che si è protratta fino al 2016. Confrontando l’andamento delle serie storiche a dodici mesi dall’inizio della nuova caduta, queste hanno perso rispettivamente -7% e -6%, trattandosi quindi di un calo di un’intensità nettamente inferiore rispetto al 2009.
I Non Ferrosi, invece, hanno avuto una dinamica leggermente diversa. L’indice scontava una flessione già da metà 2007, che poi si è acuita a partire da maggio 2008, allineandosi quindi al generale crollo dei prezzi delle materie prime, perdendo tra maggio 2008 e 2009 il -34%. Per quanto riguarda la flessione 2011, i metalli Non Ferrosi, similmente a Ferrosi e Plastiche&Elastomeri, hanno registrato un calo meno intenso e tra aprile 2011 e 2012 hanno perso il -9%.

Da quest’analisi deriva che i metalli Non Ferrosi si muovono sempre in anticipo rispetto alla dinamica di tutte le merceologie, rispecchiando quindi maggiormente le dinamiche del ciclo mondiale. Ad esempio, il prezzo dei metalli Non Ferrosi nel 2007 scontava già una flessione, riflettendo l’inizio della Grande Crisi. Questa dinamica è spiegata dalla quotazione del rame. Il grafico che segue riporta l’indice di prezzo dei metalli Non Ferrosi e il prezzo del rame al London Metal Exchange.

Andamento prezzo del rame e dei metalli non ferrosi
Andamento prezzo del rame e dei metalli non ferrosi

Dal grafico emerge che, al netto di una maggiore volatilità del prezzo del metallo rosso, l’andamento delle due serie storiche è identico. Questo conferma l’ipotesi, come analizzato la scorsa settimana, che a guidare il prezzo del rame intervengano maggiormente le aspettative piuttosto che le determinanti di domanda e offerta, rendendolo quindi più sensibile alle dinamiche in atto.

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(1) Gli indici aggregati delle materie prime vengono costruiti sulla base delle serie storiche di prezzo presenti nelle rispettive merceologie in PricePedia, ad esempio l'indice di prezzo dei metalli Non Ferrosi è costruito sulla base dei prezzi delle materie prime inseriti all'interno di questa merceologia. Le serie storiche vengono aggregate sulla base dei pesi delle importazioni europee.
(2) L’indice di prezzo degli Energetici è rappresentativo del prezzo del petrolio.