A novembre l’Europa si è chiusa, ma tengono gli indici di prezzo

Gli indici di prezzo non registrano (per ora) una nuova contrazione, a fronte delle più recenti misure anti-Covid

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Quest’autunno è stato segnato dal ritorno a regimi restrittivi volti a contenere i contagi da Covid-19.
In primavera il blocco generalizzato dell’attività industriale aveva provocato una profonda flessione economica, sfociata, a partire dai mesi successivi, in una lenta ripresa. L’imposizione di nuovi lockdown è stata accompagnata dallo spettro di una nuova caduta (il cosiddetto double dip), scenario che tuttavia non sembra si stia attualmente materializzando, almeno in termini di dinamiche europee dei prezzi delle materie prime. L’indice di prezzo totale e l’indice degli industriali non mostrano, infatti, segnali di flessione, come si nota dal grafico di seguito.

Grafico 1: Confronto indice totale delle materie prime e industriali
Confronto indice totale delle materie prime e industriali

A novembre l’indice totale delle materie prime rallenta il ritmo di recupero e rimane stabile sui livelli di ottobre, in relazione alla frenata del comparto energetico; l’indice degli industriali invece prosegue la ripresa, sostenuto dalla ripartenza del settore dei Ferrosi e Non Ferrosi, e registra un miglioramento - sia in termini di variazioni congiunturali che tendenziali - rispetto a quanto registrato ad ottobre (rispettivamente +1.2% e -7.7%).

Se quindi la ripresa del comparto degli industriali in Europa si sta lentamente consolidando, un recupero effettivo e maggiormente solido è stato registrato dall’indice degli industriali cinese.

Grafico 2: Confronto indice di prezzo degli Industriali europeo e cinese
Indice di prezzo degli Industriali europeo e cinese

Dopo la caduta dei primi mesi del 2020, da maggio ad oggi l’indice cinese ha guadagnato il 21%, segnale che l’industria asiatica è tornata ad operare a pieno regime.

Tornando in Europa, per quanto riguarda le singole merceologie il quadro delle variazioni tendenziali rimane invariato, in termini di posizionamento, rispetto a quello dello scorso mese; fanno eccezione i prezzi dei Ferrosi, che recuperano punti rispetto ad ottobre con una variazione anno su anno pari al -1.6%.

Grafico 3: Novembre 2020, variazioni % in euro rispetto a Novembre 2019

Fonte: PricePedia

Guardando ai valori assoluti, nel mese di novembre le variazioni tendenziali risultano più marcate per per tutte le merceologie, ad eccezione degli Energetici che calano (-36.7%) a causa del rallentamento di petrolio, carbone e gas. Si rilevano variazioni negative inferiori alle due cifre per Chimici Organici, Fibre Tessili e Plastiche&Elastomeri, che scontano ancora gli effetti dei lockdown generalizzati di primavera. Seguono i prezzi di Chimici Inorganici (-7.7%), Chimica per l’Industria (-5.4%) e Legno&Carta (-5.3%).
Insieme ai Ferrosi recuperano due punti percentuali anche i prezzi dei Non Ferrosi (-3.2% tendenziale, rispetto al -5.07% di ottobre), sostenuti dal recupero generalizzato che sta riguardando questi materiali nei mesi più recenti, in seguito alla ripresa della domanda asiatica (come riportato nei seguenti articoli per il caso di alluminio e zinco). Stabili gli Alimentari.
In linea con il lento recupero dell’attività economica, cala anche leggermente l’incertezza sui mercati: l'aumento tendenziale dei prezzi dei Preziosi passa infatti dal +26.9% di ottobre al +24.6% di novembre.

In conclusione, dal quadro di novembre emerge una forchetta tra i livelli di attività industriale cinese ed europea, con la Cina che è tornata sui livelli prepandemici e il Vecchio Continente che mostra un recupero più stentato, scontando ancora gli effetti del lockdown di primavera. Per quanto riguarda le nuove misure restrittive di Novembre, gli indici europei non mostrano, per ora, segnali di flessione.