Un'analisi della volatilità dei prezzi della lana cashmere

Motivazioni della volatilità del prezzo della lana cashmere

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Fibre Tessili Determinanti dei prezzi

Il cashmere è un tessuto originario del Kashmir, zona suddivisa tra India, Cina e Pakistan. Questo è considerato un bene di lusso a tutti gli effetti. Nell’ultimo ventennio il suo prezzo è aumentato vertiginosamente, toccando nel 2015 il massimo storico di 122 euro al Kg. Il motivo di questo alto valore risiede nella tosatura della pecora, poiché la lana si ricava dalle zone del vello più pregiate.
In questo articolo viene fatta un’analisi della volatilità dei prezzi della lana cashmere.

Le pecore per la produzione di cashmere, originarie della regione omonima (Kashmir), pascolano tra gli altopiani e le montagne di Iran, Mongolia, Tibet e Afghanistan. Nel mercato internazionale del cashmere è però la Cina ad assumere un ruolo centrale. Nonostante non ne abbia una produzione diretta, la Cina esporta cashmere sia non pettinato sia cardato. Infatti osservando il prezzo ricavato dal totale delle importazioni europee di cashmere (NPT per il non pettinato, CPT per il cardato) e confrontandolo con quello ottenuto dalle importazioni europee dalla Cina (NPC per il non pettinato, CPC per il cardato), emerge che le due serie hanno lo stesso andamento. Questo implica che è il mercato cinese a determinare il prezzo del cashmere. Importazioni europee totali contro importazioni cinesi di non pettinata Importazioni europee totali contro importazioni cinesi di cardata Inoltre osservando i grafici emerge come il prezzo del cashmere sia caratterizzato da una forte volatilità, a fronte di tre motivi principali:
1) l’alta concentrazione dell’offerta rende il prezzo più sensibile agli shock produttivi delle imprese cinesi rispetto a quelli che potrebbero riguardare imprese operanti in altri paesi;
2) il cashmere è un bene soggetto a forte stagionalità;
3) le condizioni climatiche giocano un ruolo fondamentale rendendo il prezzo della lana altamente imprevedibile. Un esempio è stato il pungente inverno che tra il 2009/2010 ha decimato i pascoli in Mongolia. In questa occasione il prezzo della lana non pettinata è calato del 17,31%, mentre del 15,24% per la lana cardata.

Attualmente non esiste un mercato finanziario della lana cashmere, ma vi è una società privata cinese, la Bohai Commodity Exchange (BOCE), che quota il prezzo della lana cashmere. Nel grafico sono riportati i prezzi della lana cashmere indicizzati al 2016 e l’indice della lana del BOCE. Indice di prezzo in euro del cachmere Dai dati recepiti per il periodo dal 2015 al 2017, emerge come l’indice finanziario (in giallo) sia fortemente correlato con l’andamento dei prezzi doganali pur mostrando una minore volatilità. In un articolo precedente (articolo) si è analizzato il prezzo della lana australiana ed anche in quel caso la Cina giocava un ruolo importante. Interessante risulta essere quindi il fatto che il prezzo della lana d’importazione cinese non è volatile come quello del cashmere, esso è infatti determinato su di un mercato con minore concentrazione dell’offerta oltre ad essere meno sensibile a esternalità di natura stagionale.