Quali fattori stanno guidando i prezzi finanziari delle commodity?
Alluminio e zinco: i prezzi LME superano le quotazioni SHFE
Pubblicato da Luca Sazzini. .
Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie PrimeNegli ultimi mesi, i prezzi finanziari delle commodity stanno seguendo dinamiche sempre più disomogenee.
Il comparto dell’energia continua a essere caratterizzato da un’elevata volatilità, fortemente influenzata dall’evoluzione del contesto geopolitico, che si conferma il principale driver delle dinamiche dei prezzi nel breve periodo. Anche questa settimana, infatti, la ripresa dei prezzi del petrolio è stata sostenuta dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, a seguito del rifiuto da parte degli Stati Uniti della proposta di pace iraniana.
Quanto più a lungo dovesse protrarsi la chiusura dello Stretto di Hormuz, tanto maggiore sarà la probabilità che i prezzi dell’energia rimangano su livelli relativamente elevati. Il direttore esecutivo dell’International Energy Agency (IEA) ha definito l’attuale crisi energetica come la più grave mai registrata nella storia.
Nonostante queste tensioni, i mercati finanziari continuano a scontare una tendenza di fondo ribassista per i prezzi del petrolio, guidata dalle attese di una riduzione della domanda futura e dalla possibilità di una risoluzione del conflitto in Iran entro l’estate. Ad oggi, i futures sul Brent a 1 anno sono scambiati intorno agli 80 $/barile: sebbene restino superiori al prezzo spot di febbraio, pari a 70 $/barile, risultano comunque inferiori del 25% rispetto ai livelli correnti.
Il mercato dei metalli preziosi si sta discostando sempre più dall’andamento degli energetici. Dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, la correlazione tra gli indici PricePedia dell’energia e dei metalli preziosi è diventata fortemente negativa, attestandosi a -0.78 su un massimo teorico di 1. Questa dinamica riflette i timori dei mercati finanziari di un’accelerazione dell’inflazione energetica, che potrebbe indurre le banche centrali ad adottare politiche monetarie più restrittive per contenerne gli effetti. Nel mese di aprile, infatti, il tasso di inflazione annua negli Stati Uniti e nell’area euro è cresciuto rispettivamente del 3.8% e del 3%, in aumento rispetto al mese precedente e sensibilmente superiore all’obiettivo del 2%.
Se tale dinamica dovesse proseguire, le banche centrali potrebbero continuare a posticipare il prossimo taglio dei tassi di interesse, aumentando al contempo la probabilità di eventuali rialzi dei tassi. Un simile scenario ridurrebbe l’attrattività dei beni rifugio tradizionali rispetto alle obbligazioni governative, che, oltre a essere considerate strumenti sicuri, offrono rendimenti più elevati al crescere dei tassi di interesse.
Nei prossimi mesi, tuttavia, i metalli preziosi dovrebbero mantenere un orientamento al rialzo, sostenuti dalle aspettative di una domanda di oro ancora solida da parte delle banche centrali.
Il settore dei metalli industriali prosegue la sua tendenza di aumento dei prezzi, sia per i metalli ferrosi sia per quelli non ferrosi, guidata soprattutto dalle attese di una crescita della domanda legata alla transizione energetica e al riarmo.
Nel comparto dei non ferrosi, la dinamica dei prezzi è stata ulteriormente rafforzata dalle recenti interruzioni delle produzioni minerarie di diversi metalli e dal crescente aumento della domanda connesso allo sviluppo delle infrastrutture necessarie ai data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Un elemento interessante che sta emergendo nella dinamica dei prezzi di alcuni metalli non ferrosi è la crescente divergenza tra le quotazioni del London Metal Exchange (LME) e quelle dello Shanghai Futures Exchange (SHFE). Nell’ultimo periodo, infatti, i prezzi dell’alluminio e dello zinco sul LME hanno superato quelli corrispondenti quotati a Shanghai, nonostante questi ultimi includano anche il costo dell’IVA e di altre imposte. Questa apparente anomalia riflette sia le differenze nei livelli di scorte sia la diversa natura dei mercati di riferimento. Il LME è un benchmark globale, che attualmente presenta una limitata disponibilità di scorte fisiche di alluminio e zinco, mentre lo SHFE è un mercato locale, con consegna esclusivamente in Cina, attualmente caratterizzato da un elevato livello di scorte dovuto all’eccesso di offerta nel mercato regionale di riferimento.
Nel caso dell’alluminio, la scarsità di offerta sul mercato LME sta influenzando anche le quotazioni dei contratti al Chicago Mercantile Exchange (CME). A differenza del contratto di Shanghai, quello del CME prevede infatti la consegna a livello globale e risulta quindi maggiormente allineato al benchmark internazionale rappresentato dal LME[1].
Nei due grafici seguenti è riportato il confronto tra i prezzi delle diverse quotazioni finanziarie di alluminio e zinco.
| Confronto tra i prezzi finanziari dell'alluminio | Confronto tra prezzi finanziari dello zinco |
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Come emerge dall’analisi del grafico, i prezzi dell’alluminio e dello zinco quotati alla borsa di Shanghai si sono attestati, nella quasi totalità dei casi, su livelli sempre superiori rispetto alle corrispondenti quotazioni del LME. Nel caso dell'alluminio, le uniche eccezioni si registrano nel 2011, nel 2018, nel 2022 e nella fase attuale, caratterizzata da una ridotta disponibilità di scorte nei magazzini del LME. Per quanto riguarda lo zinco, invece, i prezzi quotati al LME hanno raggiunto livelli analoghi a quelli dello SHFE soltanto nel 2022 e nel periodo più recente.
Nel mercato degli alimentari i prezzi finanziari degli oli, nonostante la lieve flessione di questa settimana, restano sostenuti dall’andamento dei prezzi energetici, in virtù del loro ruolo di prodotti sostitutivi nella produzione di biodiesel. I prezzi dei cereali e dei tropicali sono invece interamente legati alle previsioni meteorologiche che potrebbero influenzare i raccolti delle prossime stagioni.
[1] Si veda: Key attributes of the physically deliverable CME Aluminum futures contract.
APPENDICE NUMERICA
ENERGIA
Nell'ultimo periodo, l’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici ha registrato continui cambiamenti di direzione, in funzione del riaccendersi o del ridursi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
L’heatmap degli energetici evidenzia un rialzo settimanale generalizzato dei prezzi, più accentuato per quelli del gas naturale e del petrolio.
HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
METALLI PREZIOSI
L’indice finanziario dei metalli preziosi chiude la settimana in flessione, a causa della crescita dell'inflazione statunitense superiore alle aspettative.
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Dall'analisi dell'heatmap emerge un aumento settimanale della media mobile a 3 giorni dei prezzi dell'argento, a fronte di una caduta di quelli del palladio.
HeatMap dei prezzi in euro dei metalli preziosi
FERROSI
Nonostante la lieve flessione settimanale, entrambi gli indici finanziari dei metalli ferrosi continuano a essere sostenuti da un trend di crescita dei prezzi.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Dall'analisi dell'heatmap si segnala una flessione settimanale dei prezzi dei coils inox.
HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
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NON FERROSI INDUSTRIALI
I due indici finanziari LME e SHFE, nell'ultimo periodo, si stanno allontanando sempre di più, a causa della maggior carenza di scorte di alluminio e zinco nel mercato LME.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia un aumento generalizzato dei prezzi.
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
ALIMENTARI
Nell’ultima settimana, i tre indici finanziari degli alimentari hanno evidenziato andamenti contrastanti dei prezzi, influenzati principalmente dalle previsioni meteorologiche.
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
CEREALI
L'heatmap dei cereali segnala un aumento generalizzato dei prezzi su base settimanale.
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
TROPICALI
L'heatmap dei tropicali evidenzia un aumento settimanale della media mobile dei prezzi dello zucchero, sostenuti dalla ripresa degli energetici.
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali