Energia sotto pressione geopolitica: TTF stabile, Brent in rafforzamento, API2 sostenuto dal gas
Andamento settimanale delle commodity energetiche
Pubblicato da Nicolò Genta. .
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Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 1 maggio sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 45.8 €/MWh (+0.9 €/MWh)
- HenryHub USA 8.1 €/MWh (+0.7 €/MWh)
- JKM Asia 49.2 €/MWh (+1.0 €/MWh)
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
Nel corso della seduta odierna il front-month TTF si è attestato a 46.1 EUR/MWh e il day-ahead a 46.2 EUR/MWh, confermando un mercato sostanzialmente stabile e ancora vicino ai livelli della settimana precedente. L’oscillazione contenuta dei prezzi riflette un equilibrio tra forze opposte: da un lato, le manutenzioni in Norvegia hanno ridotto i flussi verso l’Europa, creando un elemento di sostegno al prezzo; dall’altro, la domanda del settore elettrico è rimasta più debole grazie all’elevata produzione solare e ai consumi ridotti del fine settimana, compensando in parte la minore offerta.
Questa stabilità, tuttavia, non elimina le fragilità dei fondamentali. Gli stoccaggi europei restano inferiori ai livelli dello scorso anno, con un riempimento del 33.4% rispetto al 40.3% di maggio 2025, mentre la Germania mostra un ritardo ancora più marcato, al 26.5% contro il 33.8%. Inoltre, la struttura dei contratti fino a ottobre non offre segnali economici sufficienti a incentivare il riempimento, lasciando il mercato esposto a eventuali tensioni sulla disponibilità estiva.
L’Italia rappresenta un’eccezione positiva, avendo già raggiunto quasi il 50% delle scorte per il prossimo inverno, con Snam che ha annunciato la chiusura delle aste finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo del 90% entro il 31 ottobre.
In questo quadro, il livello osservato oggi conferma la continuità con la dinamica di fine settimana: il mercato rimane calmo in superficie, ma resta condizionato dal basso livello degli stoccaggi e dall’incertezza sulle minori consegne di GNL dal Golfo, che potrebbero ridurre il margine di sicurezza dell’offerta europea. Secondo alcuni osservatori, proprio a maggio dovrebbe emergere con maggiore chiarezza l’impatto delle mutate condizioni sull’approvvigionamento europeo; a causa dei tempi di transito, gli effetti complessivi dell’interruzione delle consegne di GNL dal Golfo potrebbero infatti manifestarsi proprio nel corso del mese.
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Petrolio
I prezzi del Brent hanno chiuso a 108.2 $/bbl venerdì 1 maggio, in aumento di 2.9 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato anch’esse un rialzo, con una variazione settimanale di 7.5 $/bbl e chiudendo a 101.9 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
Il Brent ha aperto lunedì 4 maggio a 108.2 $/bbl, gli stessi livelli della chiusura dello scorso fine settimana. Nel corso di lunedì, tuttavia, il prezzo si è portato su livelli più elevati, in un mercato ancora fortemente condizionato dal premio di rischio geopolitico. A rafforzare questa percezione hanno contribuito le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, dopo indiscrezioni non confermate su un presunto episodio militare nell’area e l’annuncio statunitense di iniziative per agevolare il passaggio delle navi commerciali. Anche se l’episodio è stato smentito, il mercato ha reagito al rischio di una maggiore esposizione delle rotte energetiche a incidenti o rallentamenti. Il meccanismo di trasmissione è diretto: più aumenta il rischio percepito di interruzione dei flussi dal Golfo, più il Brent incorpora un premio aggiuntivo, anche in assenza di una perdita fisica immediata di offerta.
In questo quadro, l’aumento produttivo annunciato da alcuni Paesi OPEC+ appare meno incisivo, perché il mercato continua a dare maggior peso alla sicurezza degli approvvigionamenti.
Carbone Termico
Il mercato del carbone termico europeo ha chiuso la scorsa settimana in aumento di 5.0 $/ton, con l’API2 front-month che ha chiuso a 107.4 $/ton. I futures sul carbone termico australiano hanno registrato una variazione settimanale di 3.7 $/ton, chiudendo a 133.9 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
La crescita dei prezzi del carbone termico europeo è stata sostenuto soprattutto dal rialzo del TTF, che ha rafforzato la convenienza relativa del carbone nella generazione elettrica. Questo effetto è particolarmente rilevante perché, nonostante la produzione tedesca da carbone sia diminuita nell’ultima settimana e gli spread restino sfavorevoli, il differenziale tra i costi marginali di gas e carbone continua a favorire lo switching verso il carbone, sostenendo la domanda potenziale di API2.
In Europa nordoccidentale, le scorte ARA restano sufficienti per maggio e giugno, limitando la pressione immediata sulle importazioni, ma il fabbisogno previsto per il terzo e quarto trimestre indica un mercato più esposto nella stagione estiva.