Apertura dei mercati internazionali e sicurezza delle materie prime

Il caso dei legname di conifere in placche segnala l'importanza di una pluralità di offerta internazionale per calmierare i prezzi

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Legno Legno ingegnerizzato Determinanti dei prezzi

Con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, la crisi del gas in Europa e il progressivo allargamento del divieto di importazione di commodity dalla Russia, il tema della sicurezza delle materie prime è ritornato al centro dell'attenzione delle istituzioni europee. Il dibattito che si è sviluppato ha messo spesso sul banco degli imputati la globalizzazione che ha caratterizzato l'economia mondiale negli ultimi 30 anni.
Per i critici dell'apertura del commercio mondiale e della globalizzazione, quest'ultima non solo ha portato ad un diminuzione dei posti di lavoro nei paesi industrializzati e ad un aumento delle disuguaglianze economiche e sociali, ma ha anche causato un aumento del rischio materie prime. La causa va ricercata nella maggiore interdipendenza tra le nazioni, che rende alcuni paesi vulnerabili a turbolenze geopolitiche in altre parti del mondo.

L'osservazione dei fatti degli ultimi anni segnala, viceversa, che l'apertura del commercio mondiale può essere una parte della soluzione del rischio materie prime e non la fonte del problema. Due fatti, in particolare, portano a questa valutazione:

  • l'importanza che molti paesi in via di sviluppo, con la Cina in testa, hanno avuto nell'aumentare l'offerta delle commodity sul mercato mondiale[1];
  • più recentemente, le modalità con cui l'UE si è liberata dai vincoli che la legavano alle importazioni di commodity dalla Russia[2].

Questo articolo approfondisce il secondo punto, descrivendo il caso del prezzo del legno di conifere in placche. Questo caso è forse relativamente poco importante ma è emblematico di quali avrebbero potuto essere i costi per l'economia europea se le imprese europee non avessero potuto trovare sui mercati internazionali, in modo relativamente facile e non oneroso, alternative alle importazioni dalla Russia.

Le importazioni UE di legno di conifere in placche

Il legno di conifere in piccole placche o particele è un materiale ottenuto dalla triturazione di legno grezzo o da scarti di legno. Esso è utilizzato direttamente come combustibile (cippato) in caldaie a biomassa, stufe o centrali termiche, oppure ulteriormente lavorato per produrre pellet o pannelli di legno.
Fino al 2021 il principale esportatore verso l'UE di questo materiale è stata la Russia, con un volume di materiale che in quell'anno ha superato i 2.5 milioni di tonnellate. Successivamente all'invasione dell'Ucraina, le importazioni della UE dalla Russia si sono velocemente annullate, come risulta dal grafico qui riportato.

Importazioni UE di legno di conifere in placche

 

Come risulta dal grafico, l'alternativa per le imprese europee alle importazioni dalla Russia consiste nelle importazioni intra-UE dalla Germania, Estonia e Lettonia e nelle importazioni extra-UE dall'Ucraina. A fronte del crollo delle importazioni dalla Russia i flussi di importazioni UE dagli altri paesi sono aumentati, ma non tanto da compensare i flussi russi. Complessivamente l'UE, dai cinque paesi qui considerati, dopo aver importato nel 2021 5.5 milioni di tonnellate di legno di conifere in piccole placche e particelle ha visto crollare le importazioni a 3.5 milioni di tonnellate nel 2023.

Effetti sui prezzi UE

La limitata sostituzione delle importazioni dalla Russia di legno di conifere in placche ha naturalmente ridotto l'offerta sul mercato UE di legno di conifere in placche, con l'effetto di sostenerne il livello dei prezzi.
Nel grafico che segue è riportata la dinamica del loro prezzo doganale.

Prezzo del legno di conifere in placche

Prezzo del legno di conifere in placche

Non vi sono dubbi sul fatto che il legno di conifere in placche ha cambiato livello di prezzo a seguito del divieto di importazioni dalla Russia. In tutto il decennio scorso il prezzo era risultato relativamente stabile, all'interno del range 50-60 euro per tonnellata. Da oltre due anni, invece, il prezzo risulta superiore a 85 euro/ton, con punte che sono andate oltre i 100 euro/ton.

Conclusioni

Il caso del prezzo del legno di conifere in placche è emblematico nel ricordare come, senza un'offerta plurima sul mercato internazionale, il crollo delle importazioni da un paese può tradursi in uno shock di prezzo che difficilmente può essere riassorbito nel breve periodo.
Per quanto riguarda specificatamente il legno di conifere in placche, questo fatto suggerisce prezzi ancora elevati nel prossimo futuro e, di conseguenza, prezzi relativamente elevati anche per il pellet[3] e per i pannelli in legno.
In termini più generali, però, questo caso richiama l'importanza di un commercio mondiale aperto, con una pluralità di paesi esportatori, quale fattore di mitigazione del rischio materie prime.


[1] Per una descrizione delle crescita dell'offerta di commodity sul mercato mondiale, si veda l'articolo: "Gli effetti della globalizzazione sull'offerta di materie prime"
[2] Per una descrizione delle informazioni disponibili e un'analisi più ampia della sostituzione delle importazioni UE dalla Russia, si veda l'articolo: "Sicurezza materie prime: l'importanza di un'economia mondiale aperta agli scambi internazionali"
[3] Nell'articolo "Effetto Russia sul prezzo del pellet" sono descritti i risultati di una stima econometrica che lega il prezzo del pellet al prezzo del legno di conifere in placche.