Stabilizzazione dei prezzi guidati dalla mancata escalation del conflitto in Medioriente. Resta comunque alta la tensione e la volatilità sui mercati

Andamento settimanale delle commodity energetiche

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Gas Naturale

Alla chiusura di venerdì 20 ottobre sul mercato del gas naturale si sono registrati i seguenti livelli di prezzo e la relativa variazione rispetto al venerdì precedente:

  • TTF Olanda 51.1 €/MWh (-2.9 €/MWh)
  • NBP Regno Unito 49.4 €/MWh (-4.6 €/MWh)
  • HenryHub USA 9.3 €/MWh (-1.2 €/MWh)
  • PSV Italia 45.2 €/MWh (-5.6 €/Mwh)
  • JKM Asia 59.3 €/MWh (+12.4 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

Calano i prezzi del gas in Europa dopo i picchi raggiunti nella prima metà di ottobre.
La stabilizzazione dei prezzi è attribuibile alle ultime previsioni meteorologiche che evidenziano temperature superiori alle medie stagionali in Europa centrale e alle mediazioni dell’Occidente in Medioriente che hanno frenato momentaneamente l’invasione via terra dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza.
Poiché infatti questa non si è concretizzata durante il fine settimana, i contratti a termine hanno annullato buona parte dei loro guadagni. L'impatto di una potenziale escalation è difficile da valutare. Mentre la produzione di gas israeliana è già compromessa dalla chiusura del giacimento di Tamar, nel panorama globale, tuttavia, le quantità sottratte al mercato non risultano di grande impatto. Un rischio maggiore sarebbe il potenziale impatto sulle rotte di trasporto del GNL, in particolare sullo stretto di Hormuz e il Canale di Suez.
Lo scorso giovedì si è raggiunto un decisivo accordo tra Chevron e i dipendenti dei suoi due impianti GNL in Australia, ponendo fine alla diatriba che aveva portato il sindacato Offshore Alliance a minacciare nuovi scioperi nel corso della settimana. Lo scontro tra le parti andava avanti dal 9 agosto, giorno in cui i lavoratori votarono a favore di un' azione sindacale.

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Petrolio

Venerdì il Brent è stato quotato a 92.2 $ al barile, registrando un aumento rispetto alla settimana precedente di +1.3 $. Simile la dinamica del WTI, che ha chiuso a 88.8 $ al barile, registrando un aumento di +1.1 $ rispetto alla scorsa settimana. Infine l'Oman/Dubai è rimasto stabile a 90.7 $ al barile.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

Settimana tranquilla per il comparto Oil: gli indici petroliferi hanno oscillato in un range ristretto dopo i forti rialzi della prima metà di ottobre.
Nel mese di settembre le raffinerie cinesi hanno prelevato dalle scorte di greggio per la seconda volta in tre mesi a fronte di un calo delle importazioni. Secondo le ultime analisi, le raffinerie hanno utilizzato circa 240.000 barili al giorno (bpd) dalle scorte, con una netta inversione di tendenza rispetto ad agosto, dove hanno arricchito i serbatoi di stoccaggio di circa 1.32 milioni di bpd. Tuttavia, le raffinerie hanno fatto ricorso alle scorte anche a luglio, con un quantitativo stimato pari a 510.000 bpd.
La Cina non rende noti i volumi di greggio che entrano o escono dalle scorte strategiche e commerciali, ma una stima può essere fatta sottraendo la quantità di greggio processato dal totale del greggio disponibile dalle importazioni e dalla produzione nazionale. I prelievi dalle scorte di settembre e luglio sono avvenuti mentre le raffinerie cinesi hanno aumentato la produzione per soddisfare la crescente domanda interna, l’incremento dei prezzi globali e l'aumento delle esportazioni di carburante.

Carbone Termico

Questa settimana sia il carbone termico spot Europa che il carbone termico spot Australia hanno chiuso a 130.3 €/Ton, registrando rispettivamente variazioni di -1.2 e -6.4 €/Ton rispetto al venerdì precedente.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Nonostante la crescita dei prezzi del gas, la domanda effettiva degli utilizzatori finali di carbone termico in Europa rimane piuttosto debole. La produzione di energia elettrica da centrali termoelettriche alimentate dal combustibile in Germania è calata del 33% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Tuttavia, l'imminente stagione invernale potrebbe portare un incremento ai consumi.
Stando ai dati mensili pubblicati dalla General Administration of Customs, l'import di carbone e lignite in Cina è stato complessivamente di 42.1 milioni di tonnellate nel mese di settembre. Si tratta di un aumento del 27,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il fattore principale che ha favorito l'aumento dei volumi di importazione nel mese di settembre è stato la necessità degli utilizzatori finali di accumulare scorte in vista della stagione invernale.