Prezzo dei pneumatici e transizione ecologica

L'aumento dei prezzi del carbon black collega il prezzo dei pneumatici alla transizione ecologica

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Gomma Naturale Determinanti dei prezzi

La transizione ecologica, fondamentale se vogliamo rendere sostenibile l'economia di mercato, ha e avrà dei costi significativi che si dovranno imparare a gestire. Una parte rilevante di questi costi deriverà dalle modificazioni dei prezzi relativi: i prezzi dei prodotti inquinanti tenderanno ad aumentare sempre più e i prezzi dei prodotti eco-sostenibili tenderanno, invece, a diminuire progressivamente. Questa modificazione dei prezzi relativi sarà, in alcuni casi, indotta dalle istituzioni attraverso le imposte indirette o l'introduzione di obblighi amministrativi (quali ad esempio l'obbligo di acquistare diritti per l'emissione di CO2). Molto più spesso sarà il mercato a produrre una divaricazione dei prezzi relativi, rendendo non convenienti nuovi investimenti per la produzione di prodotti inquinanti. I minori investimenti tenderanno a ridurre l'offerta in modo più veloce della riduzione della domanda, determinando un aumento dei prezzi, necessario a sostenere una accelerazione nel processo di riduzione della domanda.
In questi anni abbiamo visto all'opera queste forze di mercato sui prezzi delle materie prime energetiche, con la riduzione degli investimenti e prezzi sempre più alti per gli idrocarburi, a fronte di prezzi tendenzialmente in diminuzione per l'energia da fonti rinnovabili.
Il caso dei prodotti energetici è, tuttavia, solo il caso più eclatante. Molti altri prodotti, stanno sperimentando e sperimenteranno questo percorso.

Un caso interessante è quello dei pneumatici e del nero di carbonio, un materiale usato nella loro produzione, ritenuto altamente inquinante. Il nero di carbonio (o carbon black: CB) è una polvere fine di carbonio prodotta dalla combustione incompleta di prodotti petroliferi pesanti, usato principalmente per rinforzare gli pneumatici, rendendoli più resistenti ai raggi ultravioletti e prolungandone la durata. Ogni anno si producono circa 14 milioni di tonnellate di nero di carbonio in tutto il mondo, generando fino a 40 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.
Dato il prezzo raggiunto dai certificati CO2, nel 2022 il costo dovuto alla emissione di CO2 per produrre CB nella UE ha superato i 200 euro alla tonnellata, rendendo sempre meno conveniente la sua produzione all'interno dell'Unione. È questo un passaggio che si inserisce in un lungo percorso di spostamento della produzione di CB dai paesi a maggior reddito verso i paesi di nuova industrializzazione, come emerge dalla analisi delle due treemap riportate in basso, relative ai maggiori esportatori mondiali di CB nel 2000 e nel 2021.

Principali esportatori mondiali di Carbon Black
20002021
Risultati sondaggio linkedin Risultati sondaggio linkedin

Dal confronto delle due mappe risulta evidente come nella prima parte di questo secolo si sia registrato in questo settore una riduzione dell'importanza dell'industria europea e nordamericana, a fronte dell'emergere di una leadership di Russia, Cina e più in generale dell'Asia.

I maggiori costi di emissione di CO2 non spiegano però, da soli, l'aumento dei prezzi europei, passati da un livello prossimo ai 1000 euro per tonnellata agli attuali 2000 euro. L'analisi storica del prezzo del CB evidenzia come il prezzo di questo prodotto sia sempre risultato all'interno del range 800-1200 euro per tonnellata, evidenziando l'eccezionalità dei prezzi più recenti.

Determinanti del prezzo dell'acido solforico

La spiegazione va ricercata nella leadership mondiale che l'UE sta svolgendo in tema ambientale, sostenuta dall'ipotesi (contenuta nel pacchetto "Fit for 55") di aumentare i dazi sulle importazioni per fermare la delocalizzazione della CO2. Le ipotesi legislative della UE stanno creando una best-practice a cui molti paesi stanno guardando con interesse, primi fra tutti gli Stati Uniti. Le modifiche in atto nel settore del CB non sono dovute solo all'aumento dei costi di emissione di CO2 ma anche alle recenti innovazioni tecnologiche che consentono di produrre CB dai pneumatici utilizzati, con benefici in termini di economia circolare e di minori emissioni di CO2. A fronte di queste prospettive, gli investimenti nella produzione tradizionale di CB si stanno riducendo con l'effetto di sostenere l'aumento dei prezzi.

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Infine, nel 2022, si è aggiunta l'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia a cui sono seguite le sanzioni UE di blocco immediato o previsto della maggior parte delle importazioni UE dalla Russia. Nel 2021, la Russia risultava il primo importatore nella UE. Nel corso dei primi nove mesi del 2022, le importazioni dalla Russia non sono ancora diminuite, ma in previsione di possibili riduzioni sono letteralmente esplose le importazioni dalla Cina.

Effetto dell'aumento del prezzo del carbon black

L'effetto dell'aumento del prezzo del carbon black si è riflesso in un aumento dei prezzi dei pneumatici, nonostante il prezzo della gomma naturale, altra componente principale nelle produzione di pneumatici, non abbia accusato particolari incrementi. Come risulta dal grafico qui riportato, la gomma naturale ha registrato in questo ciclo di aumento dei prezzi delle commodity, incrementi relativamente modesti, sia rispetto alle altre commodity sia rispetto alla sua storia.

Prezzo doganale europeo dei pneumatici (euro/kg)

La tabella che segue riporta livello (euro/Kg) e variazione dei prezzi dei pneumatici nell'ultimo anno.

Prezzo doganale europeo dei pneumatici (euro/kg)
Pneumaticiottobre 2021ottobre 2022Var. %
per autovetture5.385.929.9
per autoveicoli: indice carico <=121 4.265.1119.8
per autoveicoli: indice carico > 121 3.353.8515.0
per moto7.928.416.3
per trattori3.463.9112.9
per macchine movimento terra4.184.9919.3

Due tipologie di pneumatici hanno accusato nell'ultimo anno una crescita dei prezzi particolarmente elevata, prossima al 20%: i pneumatici per autoveicoli con un indice di carico inferiore a 121 (principalmente veicoli commerciali e autocarri) e pneumatici per macchine movimento terra. Per due altre tipologie l'aumento è stato prossimo al 14%, nettamente superiore all'inflazione media: i pneumatici per autoveicoli con un indice di carico superiore a 121 (principalmente autotreni e autoarticolati) e i pneumatici per i trattori. Solo per due tipologie di pneumatici, per automobile e moto, l'aumento dei prezzi nell'ultimo anno è stato inferiore al 10% e all'inflazione media.