Gli effetti dei prezzi dell'energia sulle altre materie prime: il caso dello zinco

La dinamica dei prezzi delle materie prima è in bilico tra gli effetti dovuti al caro energia e quelli dovuti alla debolezza della domanda

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Previsioni Zinco Caro energia Determinanti dei prezzi

I processi di produzione di molte materie prime impiegano elevate quantità di gas ed energia elettrica, creando un forte legame tra il loro prezzo e quello dell'energia.
Nella tabella che segue sono riportati, per grandi famiglie di materie prime, l'incidenza che i consumi di gas ed energia elettrica hanno avuto nel 2019 sui costi totali dei diversi beni. Nell'ultima colonna, la tabella riporta anche l'aumento diretto[1] dei costi totali, tra la media del 2019 e luglio 2022, dovuto alla sola variazione dei prezzi del gas e dell'energia elettrica.
Se si considera che questi sono valori medi dei valori associati ai singoli prodotti, è evidente l'impatto che l'aumento dei prezzi del gas e dell'energia elettrica hanno avuto sui costi di produzione delle materie prime.

Incidenza dei consumi di gas ed energia elettrica e loro effetto sui costi medi per famiglie di prodotto
Famiglia di prodotto Incidenza Gas e Energia Elettrica Effetto sui costi totali
 Incidenza percentuale 2019Var. % media 2019-luglio 2020
Metalli 4.451.7
Materiali da costruzione 4.4 51.3
Carta 4.0 46.6
Minerali 3.7 42.6
Chimica 2.7 30.9

Un caso emblematico da questo punto di vista è quello dello zinco. Il suo processo di produzione richiede, infatti, elevate quantità di energia.

Processo di produzione dello zinco

Il processo di produzione dello zinco è composto dalle seguenti cinque fasi:

1. Estrazione mineraria
Lo zinco è un elemento relativamente abbondante (23-esima posizione) sulla crosta terrestre. La sua concentrazione è elevata (superiore al 40%) in alcuni minerali (quali la sfalerite) che vengono estratti per poi essere trattati nelle fonderie di zinco.
2. Tostaura
In questa fase i minerali di zinco sono scaldati ad una temperatura di 950 gradi e trasformati in calcina, a forma di sabbia.
3. Lisciviazione e purificazione
La calcina viene sciolta in acido solforico durante un processo chimico chiamato lisciviazione. Il solfato di zinco prodotto viene quindi purificato, separandolo dagli altri metalli presenti nella calcina.
4. Elettrolisi
Questa fase consiste nel far passare corrente elettrica in una soluzione di solfato di zinco. In questo modo lo zinco contenuto nella soluzione si deposita sul catodo di alluminio. Una volta rimossi i catodi, lo zinco viene staccato e fuso per formare blocchi e lingotti.
5.Fusione e colata
Nell'ultima fase lo zinco viene nuovamente rifuso per ottenere le forme, dimensioni e leghe richieste.

La fase di elettrolisi richiede necessariamente energia in forma di elettricità, pari a circa 3 MWh per tonnellata. Al prezzo del PUN del 26 agosto il costo della sola fase di elettrolisi è risultata pari a oltre 2100 euro per tonnellata. Se si considera che l'input complessivo di energia (non necessariamente elettrica) per una tonnellata di zinco può arrivare a superare i 20 MWh (se la concentrazione di zinco nel minerale è bassa), è chiaro come gli attuali prezzi dell'energia elettrica rendano non sostenibile la produzione di zinco in Europa.
Nell'ultimo mese sia Glencore che Nyrstar, i due principali produttori di zinco in Europa, hanno, infatti, annunciato chiusure di impianti, a causa degli alti costi dell'energia elettrica.

Gli effetti sul prezzo del zinco

Gli effetti degli aumenti dei prezzi dell'energia elettrica in Europa sul prezzo dello zinco possono essere analizzati attraverso il confronto di livelli e dinamica delle quotazioni dello zinco al London Metal Exchange (LME) e allo Shanghai Futures Exchange (SHFE), riportati nel grafico che segue.

Prezzo dello zinco sui mercati finanziari (LME e SHFE)
Prezzo dello zinco

Dall'analisi di questo grafico emerge chiaramente come, fino alla fine di settembre 2021, i due mercati siano stati tra loro in perfetto equilibrio. Il prezzo del metallo quotato al SHFE è strutturalmente superiore a quello registrato al LME di circa il 15%, per fattori amministrativi (le quotazioni al SHFE includono anche l'iva del 14%). Questo differenziale inizia a ridursi a ottobre, dopo la prima impennata dei prezzi dell'energia elettrica in Europa il 10 ottobre. Il differenziale si è poi azzerato a marzo, quando è risultato chiaro che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia non avrebbe avuto un esito a breve. In alcuni giorni il prezzo dello zinco al LME è risultato superiore a quello quotato al SHFE, segnalando come l'incertezza sul mercato europeo è stata tale da bloccare le azioni di arbitraggio tra i due mercati.
Il grafico consente tuttavia di evidenziare anche come tra metà aprile 2022 e metà luglio 2022 il prezzo dello zinco si sia nettamente ridotto su entrambi i mercati: di oltre il 25% al LME e di oltre il 20% al SHFE.

È il segnale evidente che, in quella fase, l'effetto dovuto alla riduzione della domanda ha dominato rispetto a quello legato all'aumento del prezzo dell'energia elettrica.

Nell'ultimo mese però le forze dei due fattori si sono invertite. L'aumento dei prezzi dell'energia elettrica in Europa è stato tale da portare questo fattore a dominare rispetto alla debolezza della domanda. Naturalmente il prezzo delle zinco è aumentato di più al LME, che maggiormente riflette le condizioni di mercato europeo, trascinando verso l'alto anche il prezzo al SHFE.

Conclusioni

L'elevata quantità di energia necessaria per la produzione dello zinco rende il prezzo del metallo molto sensibile alle variazioni dei prezzi energetici. Gli aumenti del prezzo del gas in Europa (superiore da due giorni a 300 euro/MWh) e dell'energia elettrica (superiore da due giorni a 700 euro/MWh) hanno aumentato significativamente i costi di produzione dello zinco sul mercato UE. Le condizioni di debole domanda, attuale e attesa, non consentono però di trasferire interamente l'aumento dei costi energetici sui prezzi del metallo, che rimane del 20% inferiore ai massimi di metà aprile 2022.
La tensione tra:

  • pressioni all'amento dei prezzi via costi
  • riduzioni per debolezza della domanda

permarrà anche nel prossimo futuro, aumentando la volatilità del prezzo.
Tuttavia, i prezzi del gas e dell'energia elettrica in Europa non possono rimanere a questi livelli. Il loro equilibrio potrà avvenire o attraverso soluzioni di governo dei prezzi e della domanda, oppure attraverso una crisi economica. È probabile, quindi, che nel prossimo futuro venga meno la pressione dal lato dei costi al prezzo dello zinco, riportando a prevalere gli effetti di domanda. In questo scenario il prezzo dello zinco potrebbe ritornare progressivamente verso i 3000 euro alla tonnellata.


[1] L'aumento dei costi diretti è solo una parte della variazione dei costi che l'aumento del prezzo di un input determina per un dato prodotto/settore/industria. Ad esempio, un aumento del prezzo del gas e dell'energia elettrica determina un aumento diretto dei costi del rame, ma anche dei costi, e quindi dei prezzi, dei minerali del rame. Anche l'aumento dei prezzi di minerali di rame influenza il prezzo del rame, diventando, quindi, uno, tra i tanti, canali indiretti attraverso cui l'aumento del prezzo del gas e energia elettrica determina il prezzo del rame.