I prezzi delle materie prime sono già ad un punto di svolta?

Un’analisi sul ciclo economico 2011 per interpretare gli attuali segnali

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Nell’articolo della scorsa settimana si è evidenziato che i prezzi delle materie prime stanno attraversando una fase di forte tensione, attestandosi sui livelli di massimo degli ultimi dieci anni.
Nella storia recente l’ultimo forte ciclo di aumento dei prezzi è avvenuto, infatti, tra la metà 2009 e la primavera del 2011, al quale è poi seguito un trend di decrescita, terminato solo nel 2016.
All’epoca a determinare la flessione generalizzata dei prezzi ci sono state delle manovre di politica fiscale e monetaria da parte delle principali banche centrali, ad esempio la Banca Centrale Europea o la Federal Reserve, volte arginare gli effetti della crisi. In quel periodo infatti l’Europa scontava la crisi del debito sovrano mentre gli Stati Uniti, a partire dalla seconda metà del 2011, non recuperavano più ai tassi attesi - tra le cause la forte disoccupazione (il rapporto nuove offerte di lavoro sul numero di disoccupati era 1 a 4).

Nonostante la natura della Grande Crisi e del “Great Lockdown” sia differente, è utile un confronto tra i due periodi storici per capire sia l’intensità dell’attuale dinamica rialzista, sia per monitorare eventuali somiglianze nelle fase di discesa e ascesa dei prezzi delle materie prime.

A questo scopo è utile prima analizzare la dinamica degli indici di prezzo aggregato più generali e poi quella dei più specifici riferiti alle singole merceologie.

Il grafico che segue riporta in euro l’indice di prezzo totale delle materie prime e degli Industriali (1).

Grafico 1: Andamento degli indici di prezzo delle materie prime e degli industriali
Andamento degli di prezzo delle materie prime e degli industriali

La dinamica dell’indice totale delle materie prime riflette, per la maggior parte, l’andamento del prezzo del petrolio. Dal punto di vista dei minimi storici, l’indice totale, trascinato dalla caduta del barile, ha registrato il punto più basso durante la crisi sanitaria a maggio 2020, sperimentando poi una significativa crescita pari al +45%. Attualmente l’indice si ferma, però, su un livello inferiore al punto di massimo di aprile 2011.
Durante il precedente ciclo, il valore ha sfiorato i massimi storici, registrando un’intensa crescita tra maggio 2009 ad aprile 2011 (+65%).
Questa dinamica è identica a quella del petrolio: nel 2011 il Brent si è attestato sui massimi, prossimo ad un valore di 80 euro al barile (111 dollari), ad oggi invece il livello è più basso e si attesta prossimo a 60 euro al barile (70 dollari). Il recupero, quindi, dell’indice totale delle materie prime andrà di pari passo con la dinamica del petrolio e quindi con le politiche di offerta dell’OPECPlus e la ripresa della domanda di combustibili.

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Per quanto riguarda l’indice degli Industriali, ad oggi si attesta, circa, sullo stesso livello del massimo del 2011 e dallo scorso luglio è cresciuto di un ammontare pari al +33%. Durante la precedente crisi, l’indice ha toccato il punto di minimo ad aprile 2009 ed ha impiegato due anni per raggiungere il massimo ad aprile 2011 (+55%), dopodiché è stato interessato da un trend ribassista fino al 2016.
Se l’indice totale delle materie prime risulta guidato dall’andamento del barile, a determinare la dinamica dell’indice degli Industriali intervengono più merceologie ad esempio: metalli Non Ferrosi, Ferrosi e Plastiche&Elastomeri. Il grafico che segue riporta gli indici di prezzo in euro.

Grafico 2: Andamento degli indici di prezzo delle principali merceologie
Andamento degli di prezzo principali merceologie

L’indice dei Non Ferrosi ha toccato il punto di minimo a marzo 2009 e poi ha sperimentato una forte crescita: in due anni è aumentato del +83%, toccando il punto di massimo a marzo 2011. In seguito si è inserito su un trend ribassista. Confrontando la crescita 2011 con quella attuale, ad oggi l’indice dei Non Ferrosi si trova su un livello leggermente superiore rispetto al picco del 2011, aumentando nell’arco di un anno di circa il +34%. A sostenere il rialzo c’è il prezzo del rame quotato al London Metal Exchange, che registra una variazione anno su anno pari al +57%.

Per quanto riguarda l’indice dei Ferrosi, dopo aver ha toccato il minimo a dicembre 2009, è stato interessato da una significativa crescita fino a giugno 2011; a giugno 2011, accrescendo il proprio livello del +50%. Confrontando l’attuale fase con la scorsa, l’indice è aumentato all'incirca della stessa intensità ma in un arco temporale molto più ristretto: da settembre a giugno 2021 l’indice è cresciuto del +44%, attestandosi su un livello superiore al massimo storico 2011.
Questa spinta è stata sostenuta soprattutto dall’intensa crescita sul mercato dei coils, la cui quotazione finanziaria al Chicago Mercantile Exchange è aumentata vertiginosamente, segnando una variazione anno su anno pari al +204%.

Infine, anche l’indice delle Plastiche&Elastomeri ha registrato una dinamica simile, raggiungendo il minimo a maggio 2009 e il massimo a maggio 2011 (+60%). Ad oggi, il prezzo delle Plastiche&Elastomeri è in aumento ma sta crescendo ad un ritmo meno intenso rispetto agli altri indici di prezzo: dall’estate 2020 ad oggi è aumentato del +22% e si attesta su un livello ben inferiore a quello del 2011.

Dal confronto dei principali indici di prezzo si estrae il comune segnale di una dinamica di crescita e decrescita quasi contemporanea ma che avviene con intensità differente. Ad oggi le serie di prezzo che hanno recuperato maggiormente sono quelle guidate dai riferimenti finanziari, infatti gli indici dei Ferrosi e Non Ferrosi, per i quali esiste una quotazione, sono aumentati più intensamente rispetto all’indice delle Plastiche&Elastomeri.
Data la sincronia nelle fasi di ripresa e caduta è possibile, quindi, che anche in questa fase gli indici di prezzo registreranno un’inversione di rotta nello stesso momento.

A questo proposito quindi è utile monitorare gli indicatori di prezzo che riescono a fornire un’anticipazione dell’andamento del ciclo economico per il breve periodo, ad esempio il prezzo del rame al LME, che attualmente sta attraversando una fase di debolezza dopo aver registrato il picco a maggio 2021 (fonte: DailyDataLab).

Dall’analisi del 2011 emerge che la quotazione del metallo è un indicatore anticipatore; già da marzo 2011 aveva invertito la rotta anticipando di due periodi la quotazione del petrolio. Inoltre il prezzo del rame a Londra si muove in anticipo anche rispetto al prezzo del minerale, maggiormente soggetto alle politiche di offerta da parte dei produttori. Il grafico che segue ne riporta l’andamento in euro.

Grafico 3: Andamento del prezzo del rame e dei suoi minerali
Andamento del prezzo del rame e dei suoi minerali

A febbraio 2011 il metallo ha registrato un massimo mentre i minerali continuavano a crescere nei due mesi successivi. Durante la crisi del 2008 già ad ottobre i prezzi del metallo calavano mentre quelli del minerali crescevano; la stessa dinamica sembra riguardare il 2020: a maggio i prezzi del metallo sono già in aumento mentre i minerali iniziano la fase di crescita solo a luglio. Ne deriva che spesso sono le aspettative a guidare i punti di svolta del rame, piuttosto che le politiche di offerta. Inoltre la sua attuale dinamica potrebbe fornire informazioni sull’andamento del ciclo economico nel breve periodo.

(1) L'indice PricePedia del prezzo degli Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno&Carta, Chimica per l'Indutria, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche&Elastomeri e Fibre Tessili.