Recupero congiunturale o superciclo delle materie prime?

Cosa ci insegna la dinamica dei prezzi da inizio secolo

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Non Ferrosi Petrolio Strumenti e Metodologie

I prezzi dei metalli non ferrosi continuano a crescere anche ad aprile, alimentando le aspettative degli analisti per un nuovo superciclo delle commodity.
Nelle scorse settimane abbiamo visto come l’ultimo superciclo si sia verificato nel primo decennio del secolo corrente, in seguito al processo di industrializzazione e urbanizzazione della Cina, che ha portato ad una crescita sostenuta dei consumi di materie prime come i metalli non ferrosi e il petrolio.

Un’analisi dell’andamento dei prezzi di queste commodity dal 2000 a oggi ci può aiutare a distinguere un superciclo dai normali recuperi congiunturali.
Innanzitutto è utile ricordare che il superciclo è un ciclo straordinario e raro in cui i prezzi delle materie prime aumentano ad una intensità inaspettata, e tale aumento è dovuto principalmente ad una forte e repentina crescita della domanda di commodity a cui l’offerta non riesce ad adeguarsi altrettanto velocemente.
I cicli congiunturali, invece, rappresentano le normali fasi di espansione e contrazione dell’attività economica, in cui i prezzi delle materie prime oscillano intorno ad un livello medio senza particolari rotture strutturali rispetto ai periodi precedenti.
Di seguito vengono illustrati i grafici dei prezzi mensili dei principali metalli non ferrosi (alluminio, nichel, rame e zinco) e del petrolio, espressi in dollari per tonnellata. Il prezzo delle singole commodity viene messo a confronto con la rispettiva media di lungo periodo, costruita come una media mobile decentrata a 5 anni.
Quando il prezzo effettivo si trova sopra/sotto la media di lungo periodo si è in una fase di espansione/contrazione del ciclo economico.

Alluminio
Alluminio
Petrolio
Petrolio
Nichel
Nichel
Rame
Rame
Zinco
Zinco

I grafici mettono in evidenza come il superciclo di inizio secolo abbia innalzato il livello medio dei prezzi di tutte le commodity considerate. Ad esempio, il rame è passato dai 2000 dollari iniziali ai 6000, l’alluminio dai 1600 ai 2300 dollari.
Dai grafici illustrati si può affermare che la fine del superciclo sia avvenuta tendenzialmente intorno al 2011, sebbene emergano delle sottili differenze tra le singole commodity. Il petrolio, infatti, ha continuato a crescere fino al 2014, rimanendo sopra la media di lungo periodo, sebbene con un’intensità degli scostamenti inferiore rispetto al periodo precedente. Il rame, invece, ha toccato un nuovo punto di massimo storico nel 2011.
Ciò che accomuna le materie prime dopo la conclusione del superciclo è la presenza di un trend decrescente(1) determinato da una minore crescita dei consumi delle commodity, come è possibile osservare nei grafici dell’articolo delle settimane scorse. Inoltre, per quanto riguarda l’alluminio, ha inciso anche un ulteriore fattore: secondo un rapporto dell’Intarnational Energy Agency (IEA), infatti, l’uso intensivo di energia nel processo produttivo dell’alluminio è diminuito nel corso del 2010-2018 a fronte dello sviluppo di nuove tecnologie, e ciò ha portato, a parità di costi, ad un aumento della produzione e quindi ad una riduzione dei costi medi di produzione dell'alluminio.

Nella fase attuale, sebbene i prezzi siano su livelli alti, è ancora troppo presto per riuscire ad affermare che ci troviamo di fronte ad un nuovo superciclo. Per tutte le commodity, infatti, il livello medio dei prezzi è uguale (se non inferiore) al livello post-superciclo. Inoltre, ad eccezione del rame, gli scostamenti dalla media delle altre commodity sono ancora troppo contenuti rispetto a quelli osservati durante lo scorso superciclo.
Un'indicazione della durata dell’attuale fase espansiva può essere estratta dall’analisi del grafico che segue, in cui vengono mostrati degli indicatori del ciclo congiunturale del periodo 2017-18, costruiti come rapporto tra prezzo effettivo e media di lungo periodo, in base 1002.

Indicatore del ciclo congiunturale
Indicatore del ciclo congiunturale

Come è possibile osservare dal grafico, per le commodity considerate il ciclo espansivo del 2017-18 è durato da un minimo di 10 mesi ad un massimo di 21, rispettivamente per petrolio e alluminio.
Ciò porta a ritenere plausibile l’ipotesi che la fase espansiva attuale si concluda entro la fine del 2021.


(1) Ad eccezione dello zinco per cui si assiste ad una riduzione dell’offerta in seguito al blocco nel 2016-18 delle attività estrattive della Glencore
(2) Lo zinco è stato escluso dal grafico a causa della forte crescita