Dopo la forte crescita degli ultimi mesi, qual è la situazione rispetto al periodo pre-Covid?

Prezzi delle materie prime a confronto: marzo 2021 su marzo 2019

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Alimentari Chimici Organici Energetici Ferrosi Non Ferrosi Preziosi Plastiche ed Elastomeri Prodotti dell'Industria Chimica Legno e Carta Fibre Tessili Petrolio Indicatori Congiunturali Inox Chimici Inorganici Congiuntura

Nelle recenti settimane abbiamo analizzato il recupero in atto del ciclo economico rispetto alla storica flessione della primavera 2020, focalizzandoci sulla produzione industriale manifatturiera e sull’andamento dei prezzi delle materie prime.

Nello specifico caso della produzione industriale, oltre a confrontare i valori dell’indice nel I trimestre 2021 rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, abbiamo utilizzato come benchmark anche il I trimestre del 2019, per misurare la performance 2021 rispetto ai livelli pre-pandemici. Dall’analisi è emerso che il livello dell’indice di produzione industriale mondiale risulta, ad oggi, superiore rispetto a quello del 2019, definendo quindi non soltanto un recupero rispetto alla caduta del 2020, ma anche una crescita rispetto ai livelli antecedenti la crisi sanitaria.

Dal lato dei prezzi delle materie prime, lo scenario risulta leggermente differente: la ripresa rispetto ai livelli prepandemici sussiste, infatti, solo per quelle merceologie che, nel corso del 2020, hanno registrato una relativa stabilità (ad esempio gli Alimentari), una crescita sostenuta (Preziosi) o che sono state tra le prime a segnare un’inversione di tendenza, come i metalli Ferrosi e Non Ferrosi. Questi ultimi due comparti sono stati sostenuti dalla ripartenza dell’industria cinese e sono stati tra i primi ad intraprendere un cammino di ripresa da giugno 2020.
Il grafico che segue riporta le variazioni in euro degli indici di prezzo PricePedia, per merceologia; le variazioni calcolate confrontano i valori di marzo 2021 rispetto a quelli di marzo 2019.

Grafico 1: Marzo 2021, variazioni % in euro rispetto a Marzo 2019

Fonte: PricePedia

Rispetto al grafico che raffigura le variazioni tendenziali di marzo 2021 su marzo 2020, riportato nel precedente articolo, le merceologie che segnalano una variazione percentuale negativa dell’indice di prezzo a marzo 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019 sono più numerose, e rispecchiano quei comparti che hanno sofferto maggiormente nel corso dello scorso anno.

A registrare la variazione più profonda rispetto ai livelli del 2019 c’è la filiera delle Fibre Tessili, tra le prime a subire il contraccolpo delle chiusure in quanto ritenuto un settore non essenziale (-15.4%). Seguono gli Energetici (-14.3%), la filiera della Chimica Inorganica (-13.8%) ed Organica (-12.1%). Registrano una variazione negativa ad una sola cifra Legno&Carta (-8.2%), Chimici per Industria (-7.6%) e Plastiche&Elastomeri (-7.2%).
Dal lato degli incrementi di prezzo troviamo invece gli Alimentari (+6.8%), che nel corso del 2020 hanno registrato stabilità o una lievissima crescita – anche in relazione a restrizioni all’offerta volte a garantire la sicurezza alimentare, come accaduto per il mais in Russia e in Argentina. Seguono i metalli Non Ferrosi (+7%) e Ferrosi (+9.4%), la cui crescita è spiegata dagli stimoli fiscali ed economici che la Cina ha promosso per rilanciare l’intera industria. Il più poderoso incremento rispetto ai livelli di marzo 2019 è infine registrato dai Preziosi (+47.3%), la cui dinamica 2020 è stata costantemente rialzista, ad indicare l’elevata incertezza sui mercati.

I dati sugli indici di prezzo suggeriscono quindi che, se da un lato il recupero rispetto ai livelli 2020 è giunto a completamento, rispetto ai livelli prepandemici alcuni comparti mostrano ancora evidenti segnali di debolezza.