Il prezzo dello zinco tra fattori interni ed esterni

L’analisi evidenzia il legame circolare tra il metallo non ferroso e le sue materie prime.

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Non Ferrosi LME Determinanti dei prezzi

A luglio il prezzo dello zinco al London Metal Exchange (LME) è cresciuto fino ad arrivare ai 2299 $/Ton, punto di massimo degli ultimi sei mesi. Da aprile in poi, infatti, come segnalato nell’articolo Il lockdown colpisce anche la quotazione dello zinco, i tagli dei produttori imposti dalle misure di lockdown in Paesi come il Perù, hanno frenato la caduta registrata nel primo trimestre dell’anno.
In questa fase risulta, dunque, importante riuscire a capire quali fattori potranno avere un ruolo nel sostenere l’attuale dinamica dei prezzi delle commodity, o a determinarne i cambiamenti.

L’analisi

Dall’analisi effettuata, emerge un forte legame tra i prezzi del metallo, dei minerali e dei rottami: lo zinco infatti, così come altri metalli, può essere prodotto sia dal processo di estrazione e lavorazione dei minerali, sia dal recupero dei rottami e degli scarti dei processi produttivi. Ciò influenza in modo bidirezionale il legame esistente tra materie prime e output.
Nel grafico che segue è possibile osservare come i prezzi dello zinco siano caratterizzati da una dinamica molto simile, a testimonianza della forte relazione esistente.

Confronto dati mensili, $/Ton

La conseguenza di questo legame si ripercuote sulle variazioni di prezzo del metallo non ferroso. Qualora, infatti, il prezzo venisse perturbato da fenomeni esterni (ad esempio una speculazione finanziaria), questi avrebbero degli effetti, anche duraturi, sul prezzo delle materie prime. Di conseguenza, le modificazioni dei prezzi dei rottami e dei minerali influenzerebbero il prezzo del metallo, creando un effetto moltiplicativo. L’effetto totale sul prezzo dello zinco sarebbe, dunque, composto da effetti diretti e da effetti indiretti.
A questo proposito abbiamo costruito dei modelli econometrici che prendono in considerazione sia il legame circolare appena descritto, sia la relazione che lega il prezzo dello zinco a importanti variabili definite esterne, quali le tensioni tra domanda e offerta e il tasso di cambio effettivo del dollaro.
Dal punto di vista statistico i modelli sono molto validi e permettono di conoscere quale sia il prezzo di equilibrio, in funzione delle determinanti considerate, e soprattutto conoscere con quale velocità vengono riassorbiti i disequilibri esistenti nel prezzo dello zinco.

Gli effetti sul prezzo dello zinco

I risultati dell’analisi indicano che gli shock sui fattori considerati hanno un impatto sul prezzo dello zinco che è più forte rispetto a quanto visto con altri metalli. Tuttavia, i disequilibri tendono ad essere riassorbiti più velocemente rispetto a questi ultimi (circa un trimestre).
Di seguito vengono riportati i contributi delle determinanti alle variazioni fatte registrare dal prezzo dello zinco negli ultimi mesi, a partire dal febbraio di quest’anno. I contributi sono divisi in tre categorie:

  • fattori esterni identificati, ovvero componenti esogene del prezzo dello zinco quali il tasso di cambio effettivo del dollaro e le tensioni tra domanda e offerta,
  • fattori interni, dovuti alle interazioni tra il prezzo dei minerali e dei rottami di zinco col prezzo del metallo, e che comprendono anche gli effetti indiretti,
  • altri fattori esterni.
Contributi alle variazioni del prezzo dello zinco spot in $/Ton nel periodo febbraio 2020 - luglio 2020
Contributi alle variazioni del prezzo dello zinco spot in $/Ton nel periodo febbraio 2020 - luglio 2020

Dal grafico si può osservare come a febbraio, parallelamente all’aumento esponenziale del numero dei casi di coronavirus registrati in Cina e il calo della domanda cinese, lo zinco abbia perso il -10%, trascinato dai fattori esterni, tra cui l’anticipazione delle conseguenze del Covid19 da parte dei mercati finanziari.
A marzo si registra una variazione del prezzo dello zinco spot, rappresentata dalla linea nera, pari a quella del mese precedente, confermando le aspettative di febbraio: in questa fase, sia i fattori esterni, sia l’effetto di moltiplicazione dei fattori interni vanno nella direzione di un contributo negativo. Gli altri fattori esterni danno un contributo positivo segnalando la probabile chiusura di posizioni aperte precedentemente.
Ad aprile, la lieve variazione negativa si somma a quelle già registrate a febbraio e marzo. Il prezzo dello zinco, in livelli, tocca il punto di minimo dal maggio 2016.
I mesi di maggio, giugno e luglio fanno registrare una situazione opposta. Si segnalano, infatti, delle variazioni positive del prezzo dello zinco dovute ai fattori esterni e agli effetti diretti e indiretti dei fattori interni. Gli altri fattori esterni, invece, tendono a calmierare i contributi positivi delle altre determinanti considerate.
Nei prossimi mesi, salvo lo scoppio di nuovi focolai, la ripresa delle operazioni di estrazione nelle miniere di zinco potrebbe bilanciare l’auspicata ripresa dell’attività industriale mondiale, stabilizzando il prezzo del metallo non ferroso.