Quotazione in euro della gomma naturale su livelli minimi dal 2014

Analisi del mercato internazionale della gomma naturale; la dinamica del suo prezzo finanziario e reale

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Plastiche ed Elastomeri Congiuntura

Il prezzo della gomma naturale sta attraversando una fase di sostanziale stabilità in questa seconda metà del 2018, con una quotazione mensile che oscilla intorno ai 1300 euro per tonnellata allo Shanghai Futures Exchange (SHFE). Tale livello si attesta come minimo da inizio 2014, momento in cui ha avuto origine un breve ciclo di apprezzamenti. Nei primi mesi del 2017 è iniziata la fase conclusiva del ciclo, in cui il prezzo è stato interessato da un trend negativo, passando da 2700 euro/ton agli attuali livelli, segnalando una perdita di valore di circa -52%.

La gomma naturale (o poliisoprene naturale) è un prodotto che ha una storia molto antica, iniziata con le popolazioni amazzoniche, il cui utilizzo nella costruzione di oggetti è però piuttosto recente. Oggi è ampiamente impiegata nella costruzione di svariati prodotti sia di uso domestico (calzature, elastici, attrezzatura sportiva, ecc.) che industriale (tubi, guarnizioni, pneumatici, ecc.). Si ricava dall’incisione del tronco di una vasta varietà di alberi1 (circa 300) da cui si estrae il lattice. Questo viene poi lavorato con lo zolfo in un processo termico noto come vulcanizzazione (Goodyear, 1839) per ottenere la reticolazione strutturale che gli conferisce l’elasticità e la resistenza allo stiramento.

I due principali prodotti scambiati sul mercato della gomma naturale sono i fogli affumicati di gomma e la gomma naturale tecnicamente specificata (TSNR). Il foglio affumicato è un prodotto piuttosto grossolano. Esso si suddivide in diverse tipologie commerciali, di cui la principale è l'RSS32, che è quella utilizzata per la produzione di pneumatici. La TSNR si distingue dai fogli affumicati per le specifiche tecniche più stringenti nella struttura chimica ed è anch'essa usata per produrre pneumatici, impermeabili, tappetini, nastri trasportatori, etc.

Il mercato internazionale della gomma naturale

Di seguito i grafici interattivi (selezione del prodotto in alto a sinistra) che restituiscono le dimensioni del mercato internazionale dei fogli affumicati di gomma e della gomma naturale tecnicamente specificata (TSNR) con riferimento all’import/export dei principali paesi player operanti su di essi.

Il mercato della gomma naturale (2017)

Maggiori Esportatori

Maggiori Importatori

I principali paesi produttori ed esportatori di fogli affumicati (Ribbed Smoked Sheets, RSS), secondo i dati del 2017, sono Thailandia, Indonesia, Myanmar (o Birmania) e Vietnam. In realtà la Thailandia domina un mercato che ha fatto registrare nel 2017 scambi per un valore di quasi 2 miliardi di euro - in crescita del 41% rispetto al 2016 -, possedendo una quota dell’export mondiale pari al 62% (circa 1,2 miliardi di euro); Indonesia, Vietnam e Myanmar detengono quote tra il 7 e il 5% mentre gli altri paesi non superano l’1%. La Cina è il principale paese importatore con una quota di mercato del 27% e un valore degli acquisti dall'estero di 500 milioni di euro circa; seguono Giappone e USA con quote prossime al 12%.

Sul mercato della gomma TSNR le esportazioni di Indonesia e Thailandia valgono circa 2/3 del mercato, con quote pari rispettivamente a 40 e 22% e valori che nel 2017 hanno raggiunto i 4,5 e 2,5 miliardi di euro. Anche la Malesia detiene una quota significativa che sfiora i 10 punti percentuali per un valore di 1,1 miliardi di euro; quarto e quinto posto sono occupati da Vietnam e Costa d’Avorio con quote del 6%. Anche dal lato import la situazione è analoga a quella del mercato dei fogli, che vede protagonisti Cina (25%), Stati Uniti (13%) e Giappone (8%).

L'evoluzione del mercato della gomma naturale

Dai grafici (governati dalla selezione del menù a tendina) si nota che entrambi i mercati sono stati interessati dallo stesso fenomeno: tra il 2009 e il 2011 le dinamiche dei valori scambiati a livello globale registrano un picco positivo (record dal 2000) per poi subire un trend negativo fino al 2016. Mentre sul mercato dei fogli, nello stesso periodo, le quantità sono rimaste pressoché stabili, sul mercato della gomma TSNR il volume degli scambi ha continuato a crescere quasi ininterrottamente dal 2000 ad oggi. Ciò fa concludere che il trend negativo dei valori tra il 2011 e il 2016 è dovuto unicamente all’effetto di riduzione del prezzo e non alla contrazione del mercato (come emerge anche dai grafici riportati sopra).

La dinamica del prezzo

La gomma naturale, oltre ad avere delle caratteristiche uniche, è un bene sostituto degli elastomeri sintetici ottenuti dall’etilene e polietilene. A tal proposito è utile il confronto tra l’andamento della gomma quotata all’SHFE e del brent all’Intercontinental Exchange (ICE), che è il feedstock principale nella produzione degli elastomeri attraverso i suoi polimeri.

Confronto dinamica Brent (ICE) e Gomma Naturale (SHFE)
NB: questo grafico è stato costruito importando i dati della quotazione della gomma in PricePedia da un csv esterno grazie alla nuova modalità di confronto

Le due dinamiche hanno dei movimenti coincidenti in alcune fasi seppur con intensità differenti: entrambi subiscono un trend negativo tra il 2014 e il 2016, con un rimbalzo nella prima fase del 2015; crescono nella seconda metà del 2016 e nei primi mesi del 2017 per poi decrescere fino a metà del 2017, momento in cui le due dinamiche divergono del tutto, infatti la gomma continua a perdere valore fino ad oggi mentre il barile recupera fino al massimo da 4 anni registrato ad ottobre3.

Il confronto tra la dinamica del prezzo dei fogli affumicati, della gomma tecnicamente specificata e della gomma naturale spot (GN_Spot) quotata a Shanghai, evidenzia la forte relazione tra il prezzo finanziario e quelli reali.

Le differenze principali riguardano la maggiore volatilità del prezzo finanziario oltre che il ritardo di circa due periodi da parte dei prezzi reali. La dinamica di lungo periodo conferma inoltre che il trend negativo dei valori scambiati su entrambi i mercati tra il 2011 e il 2016 ha decretato la conclusione del ciclo economico, con il ritorno dei prezzi ai livelli antecedenti al suo inizio. La dinamica di breve periodo segnala una stabilizzazione dei prezzi dopo il trend negativo iniziato nel 2017 e attenuatosi nei mesi scorsi, che si attesta sui livelli di minimo degli ultimi anni, pari a 1550, 1400 e 1300 euro/ton per fogli, TSNR e spot.

Nell’articolo intitolato “Slowing Chinese demand, supplies to weigh on rubber prices in 2019” di novembre, pubblicato da Reuters, è riportata l’intervista a Jom Jacob, economista senior dell’Association of Natural Rubber Producing Countries (ANRPC), il quale afferma che le previsioni sul prezzo non sono favorevoli per i prossimi due anni, poiché si prevede una riduzione del tasso di crescita della Cina (che è il primo consumatore mondiale di gomma naturale) e una crescita dell’offerta che pesa sul “sentiment” degli operatori economici. Secondo Jacob la produzione mondiale potrebbe aumentare nel 2019 a un tasso del 5,8%, con quella thailandese che resterebbe protagonista. Sulla situazione del 2018 Jacob afferma che “i prezzi più alti del petrolio greggio spesso avvantaggiano i prezzi della gomma perché gli investitori ritengono che il caro petrolio incoraggerà il passaggio alla gomma naturale dalla gomma sintetica. Quest'anno, tuttavia, il rally del greggio non è riuscito a sostenere i prezzi della gomma a causa dell'aumento delle scorte in Cina”. Jacob ritiene infine che la sovrapproduzione si sia realizzata nonostante India e Malesia abbiano deciso di abbandonare il “tapping” (incisione dei tronchi) a causa dei prezzi troppo bassi e quindi non remunerativi.


(1) La principale tipologia è l’Hevea brasiliensis che è coltivata nelle zone tropicali e sub-tropicali.
(2) E' la stessa tipologia di gomma naturale che costituisce il sottostante del future contrattato allo Shanghai Futures Exchange.
(3) Il brent nel mese di novembre ha subito una perdita del suo valore in euro del -17%.