Quanto pagano l'energia elettrica le imprese europee
Prezzi diversi non solo tra mercati nazionali, ma anche in base ai livelli di consumo
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
PUN Energia Elettrica Determinanti dei prezziIl recente aumento dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica ha riportato l’attenzione sul differenziale strutturale che caratterizza il mercato italiano rispetto a quello di altri paesi europei. In Italia, infatti, il prezzo dell’energia elettrica tende a essere sistematicamente più elevato rispetto a quello registrato nelle principali economie concorrenti.
L’analisi si concentra quasi sempre sulle quotazioni del Mercato del Giorno Prima (MGP), che rappresentano il prezzo all’ingrosso di riferimento pagato dagli operatori nei diversi mercati nazionali. Questo indicatore è certamente utile per confrontare le dinamiche dei prezzi tra paesi, ma non esaurisce il quadro dei costi effettivamente sostenuti dalle imprese.
Nella tabella seguente sono riportati i prezzi medi annui all’ingrosso dell’energia elettrica nei principali paesi europei con cui l’Italia compete.
Prezzi dell'energia elettrica sul Mercato del Giorno Prima (Euro/MWh)
| 2019 | 2022 | 2023 | 2026 (*) | |
|---|---|---|---|---|
| Italia | 52 | 304 | 127 | 127 |
| Germania | 43 | 235 | 95 | 97 |
| Francia | 39 | 276 | 97 | 62 |
| Spagna | 48 | 168 | 88 | 45 |
| Polonia | 56 | 167 | 112 | 111 |
| (*) Primi cinque mesi dell'anno | ||||
Dal 2022 l’Italia registra il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica più elevato tra i principali paesi europei considerati. In questo periodo, il prezzo italiano è risultato leggermente superiore a quello polacco. Il differenziale con la Germania è stato più ampio, mentre il divario rispetto alla Francia — e, dal 2026, soprattutto alla Spagna — è diventato particolarmente rilevante.
Nei primi cinque mesi del 2026, grazie alla crescente quota di produzione da fonti rinnovabili e a una quota di circa il 20% di energia nucleare, la Spagna è diventata il paese europeo con il prezzo dell’energia elettrica più basso, inferiore anche a quello francese. Nello stesso periodo, il prezzo all’ingrosso italiano è risultato pari a circa 3 volte quello spagnolo.
Questo prezzo, tuttavia, rappresenta solamente una parte della componente energia inclusa nel costo finale dell’elettricità pagato dalle imprese nei diversi paesi. Esso non considera infatti i margini dei distributori sulla componente energia, i costi di trasporto e gli oneri di sistema, oltre alle imposte.
Una fonte particolarmente preziosa per misurare i prezzi effettivamente sostenuti dalle imprese è rappresentata dall’indagine che i paesi dell’UE effettuano semestralmente sui prezzi dell’energia elettrica pagati dalle imprese nei diversi stati membri[1].
Questa banca dati consente di disporre di informazioni sui prezzi effettivamente pagati dalle imprese:
- sia al netto che al lordo delle imposte;
- distinti per fasce di consumo di energia elettrica.
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Componenti dei prezzi dell'energia elettrica pagati dalle imprese italiane
La tabella che segue riporta le principali componenti di costo dell’energia elettrica per tre diverse tipologie dimensionali di imprese:
- micro imprese con consumi annui inferiori a 20 MWh;
- piccole imprese con consumi annui compresi tra 20 e 500 MWh;
- imprese energivore con consumi annui compresi tra 70 e 150 GWh.
Prezzi dell'energia elettrica pagati dalla imprese italiane per fascia di consumi (Euro/MWh)
| 2019 | 2022 | 2023 | 2025 | Var 2019-2025 | |
|---|---|---|---|---|---|
| Consumi inferiori a 20 MWh | |||||
| ----- Margini commerciali e trasporto | 130 | 45 | 158 | 183 | 54 |
| ----- Oneri di sistema e imposte | 129 | 12 | 57 | 89 | -40 |
| ----- Totale prezzo (netto IVA) | 311 | 361 | 342 | 388 | 77 |
| Consumi compresi tra 20 e 500 MWh | |||||
| ----- Margini commerciali e trasporto | 57 | -14 | 97 | 81 | 24 |
| ----- Oneri di sistema e imposte | 79 | 16 | 53 | 52 | -27 |
| ----- Totale prezzo (netto IVA) | 188 | 306 | 277 | 249 | 61 |
| Consumi compresi tra 70 e 150 GWh | |||||
| ----- Margini commerciali e trasporto | 26 | -13 | 50 | 22 | -5 |
| ----- Oneri di sistema e imposte | 14 | 1 | 6 | 6 | -7 |
| ----- Totale prezzo (netto IVA) | 92 | 292 | 183 | 144 | 52 |
| per memoria: | |||||
| ----- PUN (Prezzo Unico Nazionale) | 52 | 304 | 127 | 116 | 64 |
L’analisi di questi dati consente di evidenziare alcuni aspetti particolarmente rilevanti.
- In Italia, le differenze nel prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese in funzione della dimensione aziendale risultano estremamente marcate. Le micro imprese pagano un prezzo complessivo quasi pari a 3 volte quello sostenuto dalle imprese energivore, mentre il prezzo pagato dalle piccole imprese è quasi il doppio rispetto a quello delle grandi imprese ad alta intensità energetica.
- Tutte le componenti contribuiscono a determinare questo differenziale di prezzo. Particolarmente rilevante — soprattutto per le micro imprese e, in misura minore, per le piccole imprese — è la componente relativa ai margini commerciali e ai costi di trasporto. Per le micro imprese questa voce rappresenta la componente di costo più importante, nettamente superiore persino al prezzo del PUN.
-
Inoltre, la componente relativa ai margini commerciali è aumentata significativamente negli anni successivi allo shock energetico del 2022. La ragione principale va ricercata nel profondo cambiamento delle politiche commerciali adottate dai distributori italiani, che hanno incrementato in misura rilevante i margini applicati ai contratti a prezzo fisso.
Diversamente da quanto avveniva prima dello shock energetico del 2021-2022, i distributori non sono più disposti ad assumersi il rischio associato alle variazioni del PUN se non in presenza di margini considerati adeguatamente elevati.
Effetti della differenziazione dei prezzi per fascia dimensionale
Le forti differenze tra le componenti del prezzo dell’energia elettrica pagato dalle diverse tipologie di imprese producono effetti rilevanti sul grado di competitività dei vari sistemi produttivi nazionali, come emerge dalla tabella riportata di seguito.
Prezzi al netto IVA pagati dalla imprese europee per fascia di consumi (Euro/MWh)
| Italia | Germania | Francia | Spagna | Polonia | |
|---|---|---|---|---|---|
| Prezzo pagato dalle imprese europee per fascia di consumo (Euro/MWh) | |||||
| <20 MWh | 388 | 327 | 260 | 247 | 345 |
| 20-500 MWh | 249 | 263 | 209 | 168 | 264 |
| 500-2000 MWh | 227 | 227 | 160 | 137 | 196 |
| 2-20 GWh | 199 | 193 | 125 | 122 | 172 |
| 20-70 GWh | 165 | 159 | 92 | 110 | 162 |
| 70-150 GWh | 144 | 144 | 77 | 99 | 144 |
| per memoria: | |||||
| Prezzo all’ingrosso | 116 | 91 | 65 | 65 | 104 |
L’analisi dei dati riportati consente di evidenziare alcune caratteristiche particolarmente significative dei diversi mercati nazionali europei:
- Per tutte le fasce di consumo, le imprese francesi e spagnole pagano mediamente l’energia elettrica a prezzi significativamente inferiori rispetto alle imprese italiane, tedesche e polacche, riproducendo così i differenziali che caratterizzano i rispettivi mercati all’ingrosso.
- La Spagna risulta il paese con i prezzi dell’energia elettrica più bassi per le micro imprese e per le piccole e medie imprese.
- Per le imprese energivore, il paese con i prezzi più competitivi è la Francia.
- Le micro imprese italiane sono quelle che pagano l’energia elettrica ai prezzi più elevati, non solo rispetto alle imprese spagnole e francesi, ma anche rispetto a quelle tedesche e polacche.
- Se si escludono le micro imprese, i prezzi pagati dalle imprese italiane nelle altre fasce di consumo non risultano molto diversi da quelli sostenuti dalle imprese tedesche e polacche, annullando di fatto gran parte dei differenziali esistenti nei prezzi all’ingrosso dei tre paesi.
Conclusioni
L’integrazione del mercato elettrico europeo è ancora lontana dall’essere completata. Le imprese dell’Unione Europea continuano infatti a pagare l’energia elettrica a prezzi molto differenti, a causa non solo delle divergenze nei prezzi all’ingrosso espressi dai diversi mercati elettrici nazionali, ma anche delle differenti politiche commerciali adottate dalle società di distribuzione e dei diversi sistemi di oneri e imposizione fiscale.
Dal punto di vista del costo dell’energia elettrica, la Spagna risulta il paese più favorevole per le imprese non energivore, con un vantaggio contenuto rispetto alla Francia ma molto ampio nei confronti di Germania, Polonia e Italia. Per le imprese energivore, invece, il paese più competitivo è la Francia.
Le micro imprese italiane, che tendono a sottoscrivere contratti a prezzo fisso, sono quelle che pagano l’energia elettrica ai prezzi più elevati rispetto a qualsiasi altra categoria di imprese europee. La ragione principale risiede nella crescente indisponibilità delle società di distribuzione ad assumersi il rischio delle variazioni del PUN senza applicare margini commerciali particolarmente elevati.
Se si escludono le micro imprese, il differenziale di prezzo pagato dalle imprese italiane rispetto a quelle tedesche e polacche risulta relativamente contenuto; in alcuni casi, le imprese italiane arrivano persino a pagare prezzi inferiori. Rimane invece molto elevato il differenziale rispetto alle imprese francesi e spagnole.
[1] Fonte: Electricity prices for non-household consumers - bi-annual data (from 2007 onwards)