800 euro per una tonnellata di zolfo? Non è un prezzo sostenibile

Oltre i 500 €/t entrano in gioco i meccanismi di sostituzione tra acido solforico e acido cloridrico

.

Industria dell'acido solforico Determinanti dei prezzi

La fase di aumento dei prezzi dello zolfo ha origini lontane, anche se solo recentemente questa commodity è entrata nell’area di attenzione dei mass media, soprattutto per l’elevata quota di zolfo scambiato a livello mondiale che, prima del blocco, transitava attraverso lo Stretto di Hormuz[1].
Al di là dei fenomeni di breve periodo, legati prevalentemente a fattori geopolitici, molti elementi indicano che lo zolfo sia entrato in una nuova fase strutturale del ciclo industriale globale[2].
Per anni il mercato ha considerato lo zolfo:

  • un sottoprodotto della raffinazione;
  • una commodity secondaria;
  • una variabile quasi marginale della chimica industriale.

Oggi il quadro del rischio commodity sta cambiando rapidamente. Il problema non è più soltanto energetico o metallurgico: sta diventando sempre più chimico. In particolare, l’acido solforico si sta progressivamente trasformando da semplice by-product industriale a risorsa strategica della supply chain globale. Questo cambia profondamente il significato economico del prezzo dello zolfo.

Il ruolo centrale dell’acido solforico

L’acido solforico è uno dei reagenti industriali più importanti al mondo. È utilizzato:

  • nei fertilizzanti fosfatici;
  • nella lisciviazione del rame;
  • nella raffinazione metallurgica;
  • nel nichel prodotto con il processo High Pressure Acid Leach (HPAL);
  • nelle batterie;
  • nel trattamento chimico industriale.

Il suo prezzo sta registrando una fase di crescita intensa che ha portato le quotazioni, in alcuni mercati, a livelli mai raggiunti in precedenza. Nel grafico che segue sono riportati i prezzi dell’acido solforico rilevati da tre diverse fonti:

  • prezzi doganali intra-UE;
  • prezzi doganali FOB delle esportazioni cinesi;
  • prezzi all’ingrosso definiti dalla Commissione Prezzi Prodotti Chimici della Camera di Commercio (CCIAA) di Milano.
Prezzi regionali dell'acido solforico
	Prezzi regionali dell'acido solforico

Tutte e tre le fonti registrano una crescita significativa, pur evidenziando livelli di prezzo tra loro molto differenti. Queste differenze riflettono:

  • l’esistenza di mercati regionali separati a livello mondiale;
  • gli elevati costi logistici dell’acido solforico;
  • la diversa posizione lungo la catena produttiva e distributiva.

I prezzi doganali possono infatti essere assimilati a prezzi alla produzione o all’esportazione, mentre i prezzi rilevati dalla CCIAA di Milano risultano più vicini ai prezzi di distribuzione sul mercato finale.

La fase di forte rialzo è comune a tutte e tre le serie. Tuttavia, mentre i prezzi doganali — sia intra-UE sia FOB Cina — risultano ancora inferiori ai massimi raggiunti nel 2022, i prezzi rilevati dalla CCIAA di Milano il 5 maggio hanno superato in modo significativo il picco registrato durante il ciclo rialzista del 2022.

La relazione tra prezzo dell'acido solforico e prezzo dello zolfo

Esistono due principali processi industriali per la produzione di acido solforico:

  • Sulfur burner: questo processo utilizza zolfo elementare come materia prima. Lo zolfo viene bruciato per produrre anidride solforosa, successivamente trasformata in acido solforico;
  • Sulfur smelter: in questo processo l’anidride solforosa è generata come sottoprodotto delle attività di fusione metallurgica. Molti minerali metallici contengono infatti, oltre al metallo principale, anche quantità limitate di zolfo che vengono liberate durante la lavorazione.

I costi di produzione dell’acido solforico ottenuto tramite il primo processo sono largamente determinati dal prezzo dello zolfo, mentre i costi di produzione associati al secondo processo possono essere considerati prossimi allo zero, poiché l’anidride solforosa rappresenta di fatto un sottoprodotto della produzione metallurgica.

Poiché la quantità di acido solforico prodotta attraverso il processo di smelter non è normalmente sufficiente a soddisfare l’intera domanda mondiale, il prezzo di mercato dell’acido solforico tende a essere determinato dal processo sulfur burner e, in particolare, dal prezzo dello zolfo.

Dalla reazione chimica che trasforma lo zolfo in acido solforico è possibile derivare un coefficiente tecnico fondamentale:

1 ton di H2SO4 → 0,33 ton di zolfo

In altre parole, sono necessari circa 330 kg di zolfo per produrre una tonnellata di acido solforico.
Questo coefficiente rappresenta il punto di partenza fondamentale per comprendere il possibile limite superiore del prezzo dello zolfo.

Il ruolo dell’acido cloridrico

L’acido solforico può essere parzialmente sostituito, in alcuni utilizzi industriali, dall’acido cloridrico, in particolare:

  • nel trattamento delle acque;
  • nella regolazione dell’acidità richiesta in alcuni processi industriali;
  • nel decapaggio;
  • in alcuni processi chimici generali.

In questi utilizzi l’acido cloridrico può quindi rappresentare un sostituto economicamente plausibile.

Poiché l’acido cloridrico è normalmente commercializzato con una concentrazione del 31–33%, mentre l’acido solforico è tipicamente venduto in soluzione al 93–98%, si ricava che, mediamente, una tonnellata di acido solforico commerciale contiene circa il doppio dell’acidità utile rispetto a una tonnellata di acido cloridrico commerciale.

Dato che il prezzo attuale dell’acido cloridrico (prezzo doganale intra-UE) è pari a 90 €/t, una soglia teorica di prezzo competitivo dell’acido solforico può essere collocata attorno a 180 €/t.

Oltre questa soglia:

  • l’acido cloridrico inizia a diventare competitivo negli utilizzi sostituibili;
  • la domanda di acido solforico diventa progressivamente più elastica rispetto al prezzo;
  • gli aumenti di prezzo dell’acido solforico incontrano una crescente resistenza economica.

In altre parole, il prezzo dell’acido solforico può certamente aumentare in misura significativa, ma oltre l’area di 180–200 €/t iniziano ad attivarsi meccanismi di sostituzione con l’acido cloridrico.

Da qui emerge il limite superiore al prezzo dello zolfo

Se il prezzo dell’acido solforico incontra una crescente resistenza competitiva oltre l’area di 180–200 €/t, allora anche il prezzo dello zolfo trova implicitamente un limite economico.

Il solo costo dello zolfo incorporato nell’acido rappresenta circa il 33% del prezzo dello zolfo stesso. Se lo zolfo sale, ad esempio, a: 500 €/t, allora il solo costo della materia prima incorporata nell’acido diventa:

500 × 0,33 = 165 €/t

A questo valore devono ancora essere aggiunti:

  • i costi energetici;
  • i costi di ammortamento e manutenzione degli impianti;
  • i costi logistici;
  • i margini industriali.

Di conseguenza, un sulfur burner difficilmente riesce a produrre acido solforico sotto 180–200 €/t con zolfo a 500 €/t.

Ed è esattamente a quel livello che iniziano ad attivarsi i processi di sostituzione dell’acido solforico con l’acido cloridrico, indebolendo progressivamente la domanda di acido solforico e, indirettamente, anche quella di zolfo.

Attualmente il mercato mondiale dello zolfo sembra prossimo al raggiungimento di questo limite. Nel grafico che segue è riportato il prezzo dello zolfo rilevato da tre fonti differenti:

  • prezzi doganali intra-UE;
  • prezzi doganali FOB delle esportazioni cinesi;
  • prezzo interno cinese rilevato da Sunsirs, relativo a zolfo industriale granulare ad alta purezza (tenore di zolfo ≥99%), utilizzato principalmente nella produzione di fuochi d’artificio e formulazioni pesticidi.
Prezzo internazionale dello zolfo
Prezzo internazionale dello zolfo

Fino a pochi mesi fa, i tre prezzi risultavano sostanzialmente allineati. Negli ultimi mesi, i due prezzi doganali hanno continuato a muoversi in parallelo, mentre il prezzo dello zolfo destinato al mercato cinese dei fuochi d’artificio e pesticidi ha registrato aumenti in forte accelerazione, fino a superare — una volta convertito in euro — la soglia degli 800 €/t[3].

È evidente come questo forte aumento debba essere interpretato nel contesto degli effetti che lo Stretto di Hormuz sta esercitando sulla disponibilità mondiale di zolfo nel breve termine, anche alla luce della sostituzione in corso tra l’offerta mondiale proveniente dai paesi asiatici e quella proveniente dai paesi del Golfo[4].

Perché 800 €/t di zolfo sono difficili da sostenere

Con zolfo a 800 €/t, il solo contenuto di zolfo incorporato nell’acido diventerebbe:

800 × 0,33 = 264 €/t

Considerando anche gli altri costi di produzione, il prezzo dell’acido solforico difficilmente potrebbe risultare inferiore a 300 €/t, un livello incompatibile con numerosi utilizzi industriali sostituibili e tale da determinare una progressiva riduzione della domanda.

Per questo motivo, 800 €/t possono essere possibili nel breve periodo durante shock estremi, ma risultano difficilmente sostenibili come equilibrio strutturale di lungo periodo.

Per ora questo prezzo anomalo è stato registrato in una specifica nicchia di mercato, il cui prezzo è tuttavia considerato un buon benchmark del prezzo mondiale dello zolfo.
Nei prossimi mesi è probabile che continui la tensione sui prezzi generali dello zolfo (rappresentati dai prezzi doganali), portando a ulteriori aumenti. Tuttavia, è plausibile che tali prezzi non si spingano molto oltre la soglia dei 500 €/t.

Di conseguenza, anche il prezzo dell’acido solforico dovrebbe evitare di superare in modo significativo i 200 €/t, almeno in termini di prezzi alla produzione.

Diverso — e in parte più imprevedibile — è invece il comportamento dei mercati più a valle, nei quali i prezzi incorporano:

  • margini distributivi e commerciali;
  • costi logistici locali;
  • vincoli regionali di disponibilità;
  • dinamiche informative spesso concentrate esclusivamente sull’offerta.

In questi mercati, gli aspetti legati alla domanda e alla sostituibilità dei prodotti tendono infatti a essere considerati molto meno rispetto alle tensioni immediate sulla disponibilità fisica del prodotto.


[1] Per un approfondimento sulle commodity maggiormente influenzate dal blocco dello Stretto di Hormuz, si veda l’articolo Rischio di approvvigionamento in caso di chiusura dello Stretto di Hormuz .

[2] Per un’analisi dei fattori che hanno determinato un nuovo ciclo dei prezzi dello zolfo e dell’acido solforico, si veda l’articolo Acido solforico: scarsità di prodotto e aumenti dei costi alla base degli attuali prezzi elevati .

[3] Lo zolfo industriale granulare ad alta purezza (tenore di zolfo ≥99%), utilizzato principalmente nella produzione di fuochi d’artificio e formulazioni pesticidi, rappresenta un proxy ragionevole del mercato dello zolfo elementare utilizzato nei sulfur burner per la produzione di acido solforico, pur incorporando possibili premi legati a purezza, confezionamento o applicazioni specialistiche.

[4] Per una descrizione dei cambiamenti in atto nei flussi di commercio mondiale, si veda Prezzo dello zolfo: un nuovo ciclo globale di rialzo? .