La maggiore vulnerabilità dei prezzi dei carburanti
Il ruolo dello Stretto di Hormuz e delle diverse strutture di mercato nella trasmissione degli shock energetici
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
Petrolio Petrolchimica CongiunturaA due mesi dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e dal successivo blocco dello Stretto di Hormuz, è utile analizzare come gli aumenti dei prezzi del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) — le principali commodity energetiche che transitano attraverso lo stretto — si siano trasmessi ai prezzi delle diverse filiere energetiche e petrolchimiche.
L’evidenza mostra chiaramente che la trasmissione degli shock non è uniforme: essa dipende in modo cruciale dalle caratteristiche strutturali dei mercati coinvolti, tra cui l’elasticità della domanda, il ruolo delle scorte e il grado di integrazione lungo la filiera.
1. Lo shock iniziale: petrolio e gas
Negli ultimi due mesi, dal 27 febbraio alla fine di aprile, il prezzo del petrolio Brent è aumentato del 63%, mentre il WTI ha registrato un incremento simile (+60%). Il petrolio Dubai ha mostrato una crescita più contenuta (+54%), ma con un profilo temporale diverso, riflettendo la sua maggiore esposizione ai rischi legati allo Stretto di Hormuz.
Nello stesso periodo, il prezzo del GNL è aumentato del 58%, mentre il gas scambiato al TTF olandese si è fermato al +43%.
| Prezzi del petrolio: Brent, WTI e Dubai | Prezzi del gas scambiato al TTF e GNL |
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L’evoluzione dei prezzi riflette tre fasi distinte: inizialmente, l’emergere della minaccia iraniana ha colpito soprattutto il petrolio Dubai; successivamente, le aspettative di tregua hanno ridotto i prezzi; infine, il fallimento delle trattative e il blocco navale hanno innescato una nuova fase rialzista, più intensa per il petrolio rispetto al gas, segnalando aspettative di shock più persistenti sul lato dell’offerta.
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2. La trasmissione ai carburanti
Per valutare la trasmissione dello shock, è utile osservare i prezzi dei prodotti petroliferi. I dati mostrano che nel mese di marzo benzina e gasolio hanno registrato aumenti in dollari superiori al 50%, mentre butano (+31%) e propano (+21%) hanno evidenziato variazioni molto più contenute. Nel mese di aprile, la benzina ha continuato a crescere, mentre i prezzi dei gas liquefatti di petrolio (GPL: butano e propano) sono rimasti sostanzialmente stabili.
Prezzi finanziari dei derivati del petrolio (variazioni % mensili in dollari)
fonte: Chicago Mercantile Exchange (CME)
Questo risultato appare controintuitivo, dato che oltre il 40% del commercio mondiale dei gas liquefatti di GPL transita attraverso lo Stretto di Hormuz, contro circa il 20% per la benzina e il 10% per il gasolio. La spiegazione risiede nelle caratteristiche dei mercati.
I carburanti presentano una domanda rigida nel breve periodo e una bassa sostituibilità, oltre a livelli di scorte limitati. Questo rende il pass-through rapido e quasi completo. Al contrario, il mercato del GPL è più flessibile: la domanda è più elastica, esistono alternative energetiche e la gestione delle scorte è più ampia, fattori che attenuano l’impatto degli shock.
Un ruolo importante è svolto anche dalle aspettative: gli operatori non hanno inizialmente scontato una chiusura prolungata dello stretto, ipotizzando la capacità del sistema globale di riequilibrarsi attraverso arbitraggio e riallocazione dei flussi.
3. L’effetto sui prodotti petrolchimici
Le stesse logiche spiegano anche la dinamica dei prezzi delle termoplastiche. Nel mese di marzo, il polipropilene è aumentato del 27%, il polietilene lineare del 21% e il PVC del 14%. In aprile, i primi due hanno continuato a crescere ma a ritmi inferiori al 10%, mentre il PVC ha registrato una riduzione di circa il 4%.
Prezzi finanziari delle termoplastiche (variazioni % mensili in dollari)
fonte: Dalian Commodity Exchange (DCE )
La minore reattività è legata alla maggiore complessità della filiera produttiva: le termoplastiche derivano da processi che includono più passaggi intermedi e l’utilizzo di feedstock sia petroliferi sia gassosi, determinando un trasferimento più graduale dei costi energetici.
Inoltre, la domanda è più elastica e legata al ciclo economico: settori come manifattura, edilizia e beni durevoli possono ridurre o rinviare gli acquisti. La maggiore capacità di gestione delle scorte lungo la filiera contribuisce ulteriormente ad assorbire gli shock di breve periodo.
Anche in questo caso, le aspettative giocano un ruolo centrale: in assenza di scenari di interruzione prolungata, i mercati tendono a considerare temporanei gli shock, limitando l’ampiezza degli aumenti.
4. Il ruolo delle aspettative e degli scenari
L’evoluzione del conflitto incide sui prezzi attraverso due canali: da un lato determina l’intensità dello shock petrolifero, dall’altro ne condiziona la trasmissione lungo la filiera.
In uno scenario di risoluzione relativamente rapida, l’effetto principale è un aumento strutturale dei prezzi dell’energia dovuto al maggiore premio per il rischio. In questo contesto, il pass-through resta elevato per i carburanti ma più contenuto per GPL e prodotti petrolchimici.
Al contrario, in caso di conflitto prolungato o escalation, gli effetti diventano più ampi e diffusi. Una chiusura duratura dello Stretto di Hormuz o un deterioramento della capacità produttiva iraniana ridurrebbero l’efficacia dei meccanismi di riequilibrio globale, rendendo insufficienti arbitraggio e riallocazione dei flussi.
In tale scenario, anche i prezzi del GPL e delle termoplastiche tenderebbero ad allinearsi maggiormente a quelli del petrolio, con aumenti più marcati e persistenti.
Conclusioni
L’analisi mostra che la trasmissione degli shock energetici dipende in modo cruciale dalla struttura dei mercati. Carburanti, GPL e prodotti petrolchimici reagiscono in modo diverso in funzione dell’elasticità della domanda, della capacità di gestione delle scorte e del grado di integrazione delle filiere.
Questi elementi determinano non solo l’intensità degli effetti sui prezzi, ma anche la loro tempistica e persistenza, rendendo fondamentale considerare le caratteristiche specifiche di ciascun mercato per comprendere appieno l’impatto degli shock geopolitici.