Rischio geopolitico sostiene gas e petrolio, carbone più stabile tra rinnovabili e domanda incerta

Andamento settimanale delle commodity energetiche

.

Energetici Indicatori Congiunturali Analisi settimanale energetici

A cura di:



Gas Naturale

I prezzi del gas naturale europeo sono saliti con forza nella scorsa settimana, sostenuti soprattutto dal premio di rischio legato allo Stretto di Hormuz. Il rialzo è stato rafforzato anche da interruzioni non programmate della produzione norvegese, che hanno ridotto l’offerta disponibile.
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 24 aprile sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:

  • TTF Olanda 44.9 €/MWh (+6.1 €/MWh)
  • HenryHub USA 7.4 €/MWh (-0.3 €/MWh)
  • JKM Asia 48.2 €/MWh (+4.8 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

In apertura odierna il contratto si attesta a 44.6 €/MWh, con movimenti contenuti nonostante le tensioni geopolitiche e l’incertezza sui tempi di riapertura del passaggio marittimo. Nelle ultime sedute la spinta rialzista si è attenuata, mentre i fondamentali mostrano segnali di allentamento: temperature più miti riducono la domanda e la forte produzione rinnovabile limita il ricorso al gas per la generazione elettrica.
La produzione norvegese resta frenata dalle manutenzioni e gli arrivi di GNL potrebbero diminuire da maggio, ma il principale fattore di mercato rimane la geopolitica.

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!

Petrolio

Il mercato petrolifero ha registrato un deciso rafforzamento nell’ultima settimana, sostenuto principalmente dalle tensioni geopolitiche legate allo Stretto di Hormuz, che hanno alimentato un significativo premio di rischio sull’offerta globale.
I prezzi del Brent hanno chiuso a 105.3 $/bbl venerdì 24 aprile, in aumento di 14.9 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI hanno registrato anch’esse un forte rialzo, con una variazione settimanale di 10.6 $/bbl e chiudendo a 94.4 $/bbl.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

La dinamica dei prezzi rialzista è stata guidata dal protrarsi delle difficoltà nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e dalle interruzioni nei flussi marittimi, che hanno rafforzato i timori di carenze di offerta.
In apertura di lunedì 27 aprile, i prezzi si mantengono su livelli elevati, con il Brent intorno a 104.9 $/bbl e il WTI a 95.4 $/bbl , mostrando variazioni contenute ma un contesto ancora fortemente condizionato dal rischio geopolitico. I fondamentali evidenziano segnali più equilibrati, con una domanda leggermente più debole legata a fattori stagionali e a prezzi energetici elevati, ma tali elementi non risultano sufficienti a compensare le tensioni sull’offerta. Il mercato resta quindi guidato principalmente da dinamiche geopolitiche, con elevata sensibilità alle notizie su flussi commerciali e sicurezza delle rotte energetiche.

Carbone Termico

Il mercato del carbone termico europeo ha chiuso la scorsa settimana in aumento di 0.5 $/ton, con l’API2 front-month che ha chiuso a 102.4 $/ton. I futures sul carbone termico australiano hanno registrato una variazione settimanale di -2.1 $/ton e chiudendo a 130.1 $/ton.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Il rialzo del carbone europeo è stato sostenuto dal forte incremento del gas, ma è rimasto limitato dall’elevata produzione eolica in Germania, che ha ridotto lo spazio per la generazione a carbone. L’aumento del vento ha infatti indebolito i clean dark spread tedeschi, rendendo meno conveniente l’utilizzo del carbone nonostante il suo vantaggio di costo rispetto al gas. Le scorte nei porti ARA appaiono sufficienti a coprire i consumi tedeschi di breve periodo, ma nuove importazioni potrebbero rendersi necessarie nella seconda parte dell’anno se la domanda per generazione elettrica aumentasse.
In Asia, il carbone termico mostra segnali contrastanti, sostenuto dal rincaro del GNL e dalle attese di maggiore domanda estiva, mentre in Cina i prezzi domestici restano più deboli. Il carbone metallurgico registra rialzi moderati. Un calo del gas ridurrebbe invece il sostegno all’API2, soprattutto se rendesse più competitiva la generazione a gas.