Mercati del riciclo e mercati delle commodity
Le interazioni tra i prezzi degli scarti, delle commodity riciclate e delle materie prime vergini
Pubblicato da Luigi Bidoia. .
Polipropilene Alluminio Polietilene tereftalato (PET) Economia circolareL’economia circolare sta emergendo come una leva fondamentale sia per la transizione ecologica sia per la sicurezza degli approvvigionamenti. In questo scenario diventa sempre più importante, per gli uffici acquisti, comprendere come il mercato del riciclo delle diverse commodity interagisca con il mercato delle commodity da fonte primaria e come i prezzi nei due ambiti si influenzino reciprocamente.
Una mappa stilizzata dell’economia circolare
I materiali che entrano nei processi di riciclo attraversano diverse fasi lungo una specifica catena del valore. Essi nascono come scarti dei processi di lavorazione delle materie prime vergini oppure come rifiuti e rottami derivanti dall’utilizzo dei prodotti finiti, per poi diventare materiali riciclati impiegati come sostituti delle commodity primarie.
La figura che segue riporta una mappa stilizzata di questo sistema, affiancando al processo di utilizzo delle materie prime vergini quello di riciclo degli scarti, dei rifiuti e dei rottami.
Dalla mappa emergono due mercati principali che contribuiscono a definire l’economia del riciclo. Il primo riguarda la commodity ancora allo stadio di scarto, o rifiuto; il secondo riguarda la commodity riciclata, che può svolgere il ruolo di sostituto della commodity vergine. Risulta quindi utile distinguere tra un mercato degli “scarti della commodity” e un mercato della “commodity riciclata”.
Accanto a questi due mercati interni all’economia del riciclo esiste naturalmente il mercato in cui viene scambiata la commodity vergine. Tra i tre mercati si sviluppano forti interrelazioni. Man mano che l’economia circolare cresce, le relazioni tra il mercato degli scarti, quello del riciclato e quello della commodity vergine tendono a rafforzarsi, influenzandosi reciprocamente. In questo contesto, limitarsi ad analizzare i meccanismi di funzionamento del solo mercato della commodity vergine può risultare riduttivo. Diventa quindi necessario ampliare l’analisi anche ai mercati interni all’economia del riciclo e alle relazioni che li legano.
A ciascuno di questi tre mercati corrisponde un prezzo: il prezzo della commodity vergine, il prezzo della commodity riciclata e il prezzo dello scarto della commodity. Comprendere in che modo questi prezzi si influenzano reciprocamente è essenziale per analizzare il funzionamento dei mercati delle materie prime in un contesto caratterizzato da una crescente diffusione dell’economia circolare.
Interazioni tra i prezzi degli scarti, delle commodity riciclate e delle commodity vergini
In questa prima fase di analisi delle interrelazioni tra i mercati del riciclo e il mercato della commodity vergine sono stati presi in esame alcuni casi di studio, limitandosi a misurare come i prezzi nei tre mercati si influenzino reciprocamente. Come indicatore è stata utilizzata l’elasticità di lungo periodo delle variazioni di un prezzo rispetto alle variazioni degli altri [1]. L’elasticità è un numero puro, privo di unità di misura, che consente quindi una valutazione immediata dell’intensità delle relazioni tra i prezzi.
I casi analizzati (alluminio, PET e polipropilene) riguardano mercati nei quali il riciclo svolge un ruolo rilevante nel mercato UE. In questi mercati la quota di consumo coperta da materiale riciclato è significativa e le relazioni tra i prezzi degli scarti, delle commodity riciclate e delle commodity vergini risultano quindi particolarmente evidenti.
Il caso dell’alluminio
Il caso dell’alluminio è particolarmente rilevante per il peso che l’alluminio riciclato (o secondario) ha sul consumo totale di alluminio nella UE. Questa quota è generalmente stimata tra il 40% e il 60%, a seconda delle fonti.
La figura che segue riporta le relazioni tra i prezzi nei diversi mercati considerati. Oltre ai prezzi degli scarti (e rottami) di alluminio, dell’alluminio primario (vergine) e dell’alluminio secondario (riciclato), è stato considerato anche il prezzo dell’allumina. Quest’ultimo è infatti strettamente legato al prezzo dell’alluminio primario, ma potrebbe avere relazioni anche con gli scarti di alluminio, in quanto potenziali sostituti come input nella filiera.
La figura riporta sia le elasticità stimate tra i vari prezzi sia il livello medio dei diversi prezzi nel periodo 2020-2025. Le differenze tra i prezzi medi forniscono una prima misura dell’importanza economica dei diversi processi che consentono di passare tra i vari stadi della produzione dell’alluminio primario e secondario.
Le elasticità stimate tra i diversi prezzi segnalano la forte relazione che il prezzo degli scarti ha sia con il prezzo dell'alluminio primario sia con quello secondario. Nel caso dell'alluminio, i due mercati del riciclo risultano quindi significativamente integrati. Tramite il mercato degli scarti, inoltre, l'economia del riciclo appare fortemente collegata al mercato primario dell'alluminio. Il prezzo degli scarti risulta inoltre legato anche al prezzo dell'allumina, seppur con un'intensità minore.
I prezzi dell'alluminio primario e dell'alluminio secondario, entrambi quotati al London Metal Exchange (LME), risultano invece relativamente poco correlati. Questo risultato potrebbe riflettere il forte legame che il prezzo dell'alluminio primario quotato a Londra mantiene con il corrispondente prezzo negoziato allo Shanghai Futures Exchange, entrambi influenzati dalle condizioni del mercato mondiale dell'alluminio. Viceversa, il prezzo dell'alluminio secondario quotato al LME tende a riflettere maggiormente le condizioni del mercato europeo.
Il caso del Polietilene tereftalato (PET)
La quota del PET riciclato sul consumo totale di PET nella UE è stimata intorno al 25%. Questa quota sta registrando una fase di forte crescita, trainata anche dalla crescente preferenza dei consumatori per imballaggi ottenuti da materiali riciclati.
La figura che segue riporta le relazioni tra i prezzi dei diversi mercati considerati. Anche in questo caso, oltre ai prezzi degli scarti, del PET vergine e del PET riciclato, è stato considerato il prezzo dell'acido tereftalico, principale input di produzione del PET.
Anche nel caso del polietilene tereftalato, il prezzo degli scarti svolge il ruolo di collegamento tra il mercato del riciclo e il mercato del PET vergine. In questo caso la relativamente debole relazione che si registra tra il prezzo del PET riciclato e quello del PET vergine sembra riflettere la maggiore standardizzazione della plastica vergine rispetto alla maggiore differenziazione del PET riciclato, che spesso soddisfa una domanda più specifica e segmentata. Una possibile conferma di questa interpretazione è data dal livello medio del prezzo del PET riciclato, molto simile a quello del PET vergine. Questo risultato è possibile solo se il possibile gap qualitativo del materiale riciclato è compensato da un plus di specializzazione della domanda.
Il caso del polipropilene
La quota di polipropilene riciclato sul totale degli impieghi industriali di polipropilene nella UE è ancora relativamente contenuta. Questo consente di analizzare come possano modificarsi le relazioni tra il mercato del riciclo e quello della materia prima vergine al crescere della quota della commodity riciclata sul totale dei suoi impieghi.
La figura che segue sintetizza le relazioni tra i diversi prezzi, incluso quello del propilene, principale materia prima per la produzione del polipropilene.
Le elasticità riportate nella figura descrivono una struttura più lineare delle relazioni tra i prezzi del mercato del riciclo e quelli del mercato vergine. Il prezzo degli scarti risulta prevalentemente legato al prezzo del polipropilene riciclato, mentre la relazione tra mercato primario e mercato secondario sembra passare soprattutto attraverso gli effetti di sostituzione tra polipropilene riciclato e polipropilene vergine. In questo caso il mercato degli scarti appare quindi svolgere un ruolo meno centrale rispetto a quanto osservato nei casi dell'alluminio e del PET.
Conclusioni
L’analisi dei tre casi considerati mostra come l’economia del riciclo delle commodity non costituisca un sistema separato rispetto al mercato delle materie prime vergini, ma sia invece strettamente integrata con esso. L’intensità e la struttura di questa integrazione possono tuttavia variare significativamente a seconda della specifica commodity.
Nel caso dell’alluminio e del PET, il mercato degli scarti svolge un ruolo centrale nel collegare il mercato del riciclo con quello della materia prima vergine. Attraverso il prezzo degli scarti si trasmettono infatti gran parte delle variazioni di prezzo tra le diverse fasi della filiera produttiva. In questi mercati il sistema del riciclo appare quindi fortemente integrato con quello della produzione primaria.
Nel caso del polipropilene emerge invece una struttura differente. Il collegamento tra mercato primario e mercato del riciclo sembra avvenire soprattutto attraverso gli effetti di sostituzione tra il materiale riciclato e quello vergine, mentre il mercato degli scarti svolge un ruolo meno centrale. Questo risultato è coerente con il peso ancora relativamente limitato che il riciclo del polipropilene riveste nel consumo complessivo della commodity.
Nel complesso, i risultati suggeriscono che, con la crescita dell’economia circolare, l’analisi dei mercati delle materie prime non può più limitarsi allo studio del solo mercato delle commodity vergini. Comprendere il funzionamento dei mercati degli scarti e delle commodity riciclate diventa sempre più importante per interpretare correttamente le dinamiche dei prezzi e le relazioni tra le diverse fasi della filiera delle materie prime.
[1]. Le elasticità sono state calcolate stimando in logaritmi le equazioni che legano ciascun prezzo agli altri prezzi e, nel caso delle commodity vergini, anche ai prezzi dei principali input di produzione.