Il protrarsi del conflitto in Medio Oriente sostiene i prezzi energetici e consolida la tensione anche sulle scadenze più lontane

Andamento settimanale delle commodity energetiche

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Energetici Indicatori Congiunturali Analisi settimanale energetici

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Gas Naturale

La scorsa settimana il mercato del gas europeo ha registrato un forte rialzo in seguito all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e al successivo deterioramento della situazione nello Stretto di Hormuz, che ha compromesso la fornitura globale e alterato rapidamente gli equilibri nel mercato del GNL.
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 6 marzo sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:

  • TTF Olanda 53.4 €/MWh (+21.4 €/MWh)
  • HenryHub USA 9.4 €/MWh (+1.1 €/MWh)
  • JKM Asia 46.4 €/MWh (+15.4 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

Il TTF front month è tornato a superare i 60 €/MWh, in aumento di oltre il 60% rispetto alla chiusura della settimana precedente. La dichiarazione di forza maggiore da parte del Qatar e il reindirizzamento di diversi carichi verso l’Asia hanno aggravato le preoccupazioni per l’equilibrio estivo europeo, nonostante stoccaggi leggermente migliori delle attese. Il mercato ha inoltre iniziato a prezzare rischi più strutturali, come dimostra il rafforzamento delle scadenze più lontane e il rinvio dell’espansione del North Field qatariota.
L’inasprimento del conflitto, testimoniato dagli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, dalla nomina di una nuova leadership a Teheran considerata più rigida e dalle dichiarazioni statunitensi sull’eventuale impiego di forze di terra, rafforza l’ipotesi di una crisi prolungata. In questo contesto, i prezzi restano orientati al rialzo e caratterizzati da elevata volatilità, sostenuti anche da una domanda attesa in lieve aumento e da alcune criticità sul lato dell’offerta, tra cui le manutenzioni sulla produzione norvegese.

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Petrolio

La scorsa settimana i prezzi del petrolio hanno registrato un forte rialzo, alimentato dall’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran e dalla conseguente reintroduzione di un consistente premio al rischio geopolitico. Il Brent è passato da 72.5 a 92.7 dollari al barile, sostenuto dal deterioramento delle condizioni operative nell’area del Golfo, con interruzioni produttive, rallentamenti logistici e crescenti ostacoli al transito marittimo nello Stretto di Hormuz. Anche il WTI ha registrato un aumento significativo delle quotazioni, con una variazione di 23.9 $/bbl e chiudendo a 90.9 $/bbl.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

A incidere sui prezzi sono stati in particolare i tagli alla produzione in Iraq e Kuwait, le difficoltà nell’export, le fermate del GNL qatarino, le interruzioni in alcune raffinerie saudite e la riduzione delle forniture di gas israeliane. Il mercato ha inoltre risentito dell’aumento dei costi di trasporto, dei premi assicurativi e dei ritardi nelle consegne, fattori che stanno rendendo più costoso e complesso l’approvvigionamento fisico pur in presenza di scorte globali ancora relativamente confortevoli.
Per la settimana in corso i driver restano orientati al rialzo, poiché il rischio non è più soltanto teorico ma si traduce in una concreta perdita di offerta. La persistenza del conflitto rafforza il premio incorporato nella parte breve della curva e aumenta la probabilità che le tensioni sui prodotti raffinati amplifichino ulteriormente la pressione sui benchmark più accessibili e sicuri.

Carbone Termico

Il mercato del carbone termico ha registrato un forte rialzo, trainato soprattutto dall’impennata dei prezzi del gas, che ha reso più competitiva la generazione da carbone sia in Europa nordoccidentale sia nel Nord-Est asiatico.
Il prezzo del carbone termico Europa API2 ha chiuso a 127.0 $/ton, in crescita di 20.5 $/ton rispetto al venerdì della settimana precedente. I futures sul carbone termico australiano shanno mostrato crescite analoghe, registrando una variazione di 18.0 $/ton e chiudendo a 133.8 $/ton.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Le scorte nei terminal ARA si sono ridotte, segnalando un mercato più teso rispetto al periodo precedente al conflitto. In Asia, il forte rialzo del carbone australiano ad alto potere calorifico riflette dinamiche analoghe, con prezzi del GNL molto più elevati e crescente convenienza del carbone nella generazione elettrica. Diverso l’andamento del carbone metallurgico, che ha invece subito una correzione.
Per le prossime settimane la domanda globale di carbone marittimo ad alto CV è attesa in rafforzamento, ma prezzi così elevati potrebbero incentivare un graduale aumento dell’offerta da parte di produttori australiani, indonesiani e colombiani. Nel breve termine il quadro resta orientato al rialzo, pur con forte sensibilità agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.