Decisa frenata dei prezzi delle commodity

L'elevata incertezza si riflette anche in segnali contrastanti tra i mercati finanziari e i mercati reali

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Alimentari Chimici Organici Energetici Ferrosi Non Ferrosi Preziosi Plastiche ed Elastomeri Prodotti dell'Industria Chimica Legno e Carta Fibre Tessili Chimici Inorganici Congiuntura

È stato pubblicato l’aggiornamento PricePedia dei prezzi di maggio 2022. Il grafico che segue riporta la dinamica dell’Indice Totale delle Commodity e dell’Indice degli Industriali1.
Entrambi gli indici si attestano ancora su livelli estremamente alti, ma come evidenziato già lo scorso mese (vai all’articolo: “Continuano le tensioni sui prezzi delle materie prime”), le variazioni sembrano essere meno intense, segno dell’inizio di un possibile rallentamento. L’indice totale delle materie prime segna a livello congiunturale, ovvero rispetto al mese di aprile, un incremento del +2.9% mentre confrontato con i livelli di maggio 2021 registra una variazione tendenziale del +69.3%.

Indice Totale Commodity (Europa), Indice Industriali (Europa), Indici in € (2020 = 100)

 

Variazioni congiunturali

Analizzando singolarmente le variazioni congiunturali (in euro) di ciascuna famiglia, solo il comparto dei Preziosi e dei Non Ferrosi hanno registrano riduzioni di prezzo rispetto allo scorso mese. Tutte le altre famiglie, invece, segnalano aumenti di prezzo inferiori alla soglia dei 4 punti percentuali: eccezion fatta per la famiglia dei Chimici Inorganici (+6.5%). Come riportato nell’articolo “Prezzi della chimica inorganica di base: tra speculazioni e grande incertezza”, i recenti forti aumenti dei prezzi dei prodotti di base della chimica inorganica trovano determinanti nell'aumento del prezzo dei metalli e dell'energia elettrica, che ha fortemente influenzato i costi di produzione dell'ammoniaca e degli altri composti chimici prodotti tramite elettrolisi.


Grafico 2: Maggio 2022, variazioni % in euro rispetto ad aprile 2022

Fonte: PricePedia

Come mostra il Grafico 2, gli incrementi registrati dalla maggior parte delle famiglie merceologiche oscilla tra l’1% e il 4%. Nello specifico: Chimici Organici (+4.1%), Energetici (+3.8%), Fibre Tessili (+3.2%), Plastiche ed Elastomeri (+3.1%), Chimica per l’Industria (+3.1%), Alimentari (+3%), Legno e Carta (+2.6%) e, infine, i Ferrosi (+1.5%).

Variazioni Tendenziali

Il grafico che segue, invece, analizza singolarmente le variazioni tendenziali.


Grafico 3: Maggio 2022, variazioni % in euro rispetto a maggio 2021

Fonte: PricePedia

Osservando le variazioni di lungo periodo, il comparto degli Energetici risulta ancora la famiglia merceologica con il più alto incremento annuale (+110%), complici le forti tensioni che stanno caratterizzando il mercato energetico, in particolare le preoccupazioni sull'offerta e le tensioni geopolitiche in Europa sull’embargo petrolifero. Questo mese la Commissione Europea ha disposto il divieto di importare il petrolio russo come parte del più ampio pacchetto di sanzioni contro il Cremlino, che prevede un taglio del 90% di greggio e prodotti petroliferi russi entro la fine dell’anno. Il divieto a livello europeo riguarderà le importazioni via mare, che rappresentano più di due terzi degli acquisti giornalieri di petrolio russo del blocco, concedendo l’esenzione alle forniture di petrolio che fluiscono attraverso gli oleodotti.
Ad eccezione della famiglia dei Metalli Preziosi che risulta stabile rispetto a maggio 2021, le altre famiglie merceologiche hanno registrato incrementi tra il 20% e il 60%. Si segnala in particolare il comparto dei Chimici Inorganici (+55.7%).

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Confronto Indici Doganali – Finanziari

Le dinamiche registrate nei prezzi doganali richiedono un approfondimento rispetto alle dinamiche registrate dai prezzi finanziari.
In alcuni casi, infatti, i prezzi finanziari più recenti segnalano che il punto di massimo nel livello dei prezzi potrebbe essere già alle spalle. È questo il caso, ad esempio, del prezzo dei metalli.
I due grafici che seguono mettono a confronto gli indici di prezzo calcolati come aggregazione sia dei prezzi finanziari che dei prezzi doganali, relativi al raggruppamento dei metalli ferrosi e metalli non ferrosi.

Metalli Non Ferrosi

confronto indice doganale-finanziario non ferrosi

 

Il confronto tra l'indice doganale e l'indice finanziario dei non ferrosi evidenza tre aspetti:

  • Fino alla fine del 2020, questi due indici sono tra loro fortemente allineati. Ciò evidenzia la forte contaminazione che esiste, nel caso dei metalli non ferrosi, tra prezzi finanziari e prezzi sul mercato reale. È oggetto di dibattito tra gli analisti la questione se sia il prezzo reale a influenzare quello finanziario o viceversa. Se il prezzo finanziario riflette tutte le informazioni disponibili agli agenti/operatori, allora significa che il prezzo reale tende a influenzare quello finanziario.
    Questa ipotesi è stata messa fortemente in discussione dopo la crisi finanziaria del 2008. Alcuni analisti segnalano infatti come i prezzi determinati dai mercati finanziari seguano logiche proprie che possono essere non correlate con gli eventi dei mercati reali. In questo caso sarebbero i prezzi dei mercati finanziari a influenzare i prezzi reali.
  • Dall'inizio del 2021 i prezzi finanziari hanno registrato una dinamica molto più accentuata rispetto ai prezzi reali. Questi ultimi sembrano infatti aggiustarsi con un certo ritardo: ciò sembrerebbe avvalorare la tesi che siano i prezzi finanziari a guidare i prezzi reali.
  • Negli ultimi due mesi i prezzi finanziari hanno registrato una netta inversione di tendenza che sembra appena accentuata dai prezzi sui mercati reali. Anche in questo caso l'effetto potrebbe essere dovuto a un ritardo, oppure a un allineamento in termini di livelli e non di dinamica.

Metalli Ferrosi

Indice Totale Commodity (Europa), Indice Industriali (Europa), Indici in € (2020 = 100)

 

Per i metalli ferrosi, la relazione esistente tra i prezzi dei mercati reali e finanziari è più debole. L'analisi delle dinamiche dei due indici consente di evidenziare tre diverse fasi.

  • Dall'estate 2020 all'estate 2021: i prezzi sui mercati finanziari iniziano già ad aumentare nel 2020, per poi accelerare fino all'estate del 2021. I prezzi sui mercati reali, invece, sono rimasti relativamente deboli nel 2020 per poi registrare crescite più forti solo nella prima parte del 2021.
  • Secondo semestre 2021: dopo l'estate del 2021 si registra una caduta dei prezzi dei metalli ferrosi sui mercati finanziari a cui segue una stabilità dei prezzi nei mercati reali e un forte avvicinamento nei livelli tra le due serie.
  • Primi medi del 2022: in questa fase i mercati finanziari registrano un nuovo forte ciclo con aumenti intensi fino ad aprile, seguito da un altrettanto intenso calo. Il prezzo sui mercati reali ha una crescita più moderata avvicinandosi alla fine del periodo ai livelli finanziari.

Conclusioni

Questa prima analisi di comparazione tra i prezzi dei mercati finanziari e reali dei metalli suggerisce che nel lungo periodo i due mercati tendano a contaminarsi e portare dei risultati simili. Ciò è evidenziato dal fatto che i livelli degli indici a base 2020 sembrano riflettere delle forze che li portano ad avvicinarsi nel tempo.
L'analisi inoltre mette in luce una differenza tra metalli ferrosi e non ferrosi, dove per questi ultimi le forze di contaminazione sembrano essere più forti anche nel breve periodo. Ciò sembra rispecchiare la maggiore credibilità che gli operatori industriali attribuiscono al ruolo segnaletico dei prezzi dei metalli non ferrosi quotati al LME e SHFE. Credibilità che, tuttavia, ha ricevuto un colpo non lieve dalle vicende che hanno caratterizzato il mercato del nichel al LME. Viceversa i prezzi finanziari dei metalli ferrosi sembrano essere guida dei mercati reali solo nel lungo periodo e non nel breve periodo.


(1) L'indice PricePedia del prezzo degli Industriali risulta dall'aggregazione degli indici relativi alle seguenti categorie merceologiche: Ferrosi, Non Ferrosi, Legno&Carta, Chimica per l'Industria, Chimici Organici, Chimici Inorganici, Plastiche&Elastomeri e Fibre Tessili.