Le ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 14 marzo 2022

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

Nella settimana scorsa è proseguita la corsa dei prezzi dei metalli non ferrosi, alcuni dei quali hanno registrato dei massimi assoluti, come lo stagno, che si è spinto oltre quota 48000 $/ton, l’alluminio, il nichel, il palladio.
La quotazione dell’indice LMEX è salita a quota 5355,80$, il nuovo massimo di sempre. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona ipercomprato. La chiusura settimanale è molto sopra le medie mobili a 10,20,40 gg. Nel complesso ne deriva un’indicazione rialzista per il breve termine.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Dopo quasi tre settimane, proseguono senza tregua gli scontri sul suolo ucraino, trasformando il Paese noto come il “granaio di Europa” in un campo sterminato di macerie.

Sul fronte economico si cominciano a considerare gli effetti della guerra sulla congiuntura internazionale e dei singoli paesi. In una nota congiunta, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale hanno recentemente dichiarato: "I prezzi dell'energia e delle materie prime – tra cui grano e altri cereali – sono aumentati, aggiungendo pressioni inflazionistiche alle interruzioni delle catene di approvvigionamento e al rimbalzo della pandemia di Covid-19. Gli shock dei prezzi avranno un impatto in tutto il mondo".

Nel frattempo, l’agenzia di consulenza Oxford Economics ha abbassato le previsioni di crescita per i paesi europei, portandola al 3%, con un tasso d’inflazione stimato intorno ad un valore medio del 5%. L’aspetto che maggiormente preoccupa gli analisti è il rischio di un doppio shock di offerta e di domanda sulla supply chain. Nell’Eurozona, già minacciata dal rialzo dei prezzi dell’energia e altre materie prime, serpeggia il timore della stagflazione. La febbre da inflazione dovuta agli ampi rincari delle materie prime appare comunque diffusa.

I tassi di volatilità dei prezzi sopra esposti ben rappresentano la guerra che coinvolge le commodity tra speculazione finanziaria e shortage sul mercato fisico, dove le aziende manifatturiere rischiano di non trovare le materie prime necessarie alla produzione. Nichel, Ferro-titanio e Carbon Coke guidano questa tendenza registrando, nel periodo gennaio-marzo, tassi di volatilità superiori alle tre cifre. Le sanzioni varate da Stati Uniti e Unione Europea rischiano di provocare una carenza di materie prime che fermerebbe la produzione di tanti prodotti. I trasporti rischiano un collasso non solo per i prezzi alti ma perché potrebbero mancare petrolio e gas. La nostra agricoltura potrebbe veder dimezzata la produzione per mancanza di fertilizzanti. Diverse associazioni di categoria stanno già iniziando ad esternare le preoccupazioni delle aziende manifatturiere italiane. Con le nuove sanzioni, USA e UE decreteranno lo stop alle importazioni di acciaio, ferro, vodka e caviale. Sebbene per la famosa bevanda russa e per la celebre varietà di uova di storione cercheremo di farcene una ragione, i primi due non saranno facili da sostituire.

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LA REAZIONE DEI MERCATI
CRB Index-Commodity in generale: in rialzo e nuovo massimo pluriennale.
BDI Index-Noli marittimi: in rialzo.
Container Index: in leggero ribasso.
ETS-CO2: in rialzo.
Petrolio Brent e WTI: in ribasso.
Gas naturale: in ribasso.
Costo energia Italia: in ribasso.
Costo energia Germania: in rialzo.
LMEX-Metalli non ferrosi: in ribasso.
Metalli preziosi: in rialzo.
Dollar Index: in leggero ribasso.
Euro: in leggero rialzo.
Rublo: in ribasso verso dollaro ed euro.