Materie Prime: i trend della settimana finanziaria

Una overview sulle tendenze in atto nel panorama delle commodity

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Alimentari Energetici Ferrosi LME Gas Naturale Settimana Finanziaria Materie Prime

Quella appena trascorsa è stata una settimana caratterizzata dai forti movimenti di vendita e di acquisto sui mercati. Dopo gli ampi rialzi delle prime sedute settimanali, nella giornate successive i prezzi delle materie prime hanno sperimentato un'altrettanto significativa fase di sell off, sull’onda dei commenti dei governi di Russia e Ucraina su dei possibili "sviluppi positivi" nel processo di negoziazione.
Sui mercati di borsa, dopo il forte rimbalzo di mercoledì 9 marzo, gli indici europei concludono la settimana finanziaria nuovamente in calo.

Grafico 1: Confronto indici di borsa
Performance dei principali indici di borsa

Nel corso dell’ultima settimana, Francoforte ha recuperato il +4.8%, seguito da Piazza Affari (FTSE MIB), Parigi (CAC 40) e Londra (FTSE 100) salite rispettivamente del +3.6%, del 3.4% e del +1.8%. Cresce moderatamente anche lo S&P500 del +0.7%.
Tali dinamiche evidenziano, dunque, come il sentiment degli investitori sia sempre più suscettibile agli sviluppi del conflitto.

NON FERROSI

Grafico 2: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia dei Metalli non ferrosi
Performance famiglia dei Metalli non ferrosi

Nella giornata di martedi 8 marzo, il London Metal Exchange ha dovuto sospendere la sessione di scambi sul prezzo del Nichel dopo che le quotazioni sul future a 3 mesi erano più che raddoppiate, toccando quota 100000 dollari per tonnellata. L'evoluzione della situazione in Russia e Ucraina sta evidentemente influenzando il mercato del nichel, delineando operazioni commerciali guidate più dalla paura che dai rapporti tra domanda e offerta.
Sulle piazze di Londra e Shanghai, cedono moderatamente terreno le quotazioni dell’Alluminio, dopo aver aperto la prima sessione della settimana superando i 3100 euro per tonnellata.
Al contrario, allungano il passo i prezzi di Cobalto e Leghe di alluminio, registrando guadagni superiori al 3% (MA a 3 gg). Segue a distanza la performance del Rame, il cui andamento è meno esposto rispetto ad altri metalli al conflitto in corso. Infatti, il metallo rosso è in gran parte influenzato dai dati macroeconomici di Stati Uniti e Cina. La prossima settimana sarà, tuttavia, cruciale per i prezzi del rame in quanto la Federal Reserve discuterà la propria politica monetaria.

FERROSI

Grafico 3: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia dei Metalli ferrosi
Performance famiglia dei Metalli ferrosi

La mancanza di offerta da parte delle acciaierie europee e dei fornitori d'oltreoceano, oltre agli acquisti di panico in Europa, sta facendo aumentare in modo significativo i prezzi dei Coils laminati a caldo. Considerando la media mobile a 3 giorni, le quotazioni spot dei Coils a caldo europei e del future con consegna a 10 mesi guidano questa tendenza, registrando un incremento settimanale di oltre il 10%.
Nel frattempo, i Minerali di ferro cinesi al CME hanno ricevuto una nuova dose di ottimismo a seguito del rilascio dell'ultimo obiettivo del PIL cinese, così come dal calo delle scorte nei porti cinesi. Durante l’ultima seduta della settimana, il prezzo a pronti è tornato a quota 142 euro per tonnellata, 148 euro per tonnellata il future a 4 mesi.

ENERGIA

Grafico 4: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia degli Energetici
Performance famiglia Energia

Sul fronte del complesso degli energetici, a partire da martedì 8 marzo ci sono stati significativi movimenti di sell-off , che hanno riportato, giovedì, il prezzo dell'ICE Brent verso i 109 dollari al barile ( 99 euro al barile). Al ribasso anche il prezzo spot del WTI, sceso a 96 euro al barile. Nell'ultima seduta della settimana il prezzo del petrolio è ritornato a salire (di 4 dollari al barile il Brent), a conferma della fortissima incertezza che sta caratterizzando il mercato.
Secondo quanto riportato da ING, questa settimana sono girate delle voci tra gli operatori che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero chiesto all'OPEC+ di aumentare la produzione in modo più aggressivo. Sembrano esserci messaggi contrastanti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti per quanto riguarda la loro politica verso la produzione di petrolio, che certamente non aiuterà in questi tempi di volatilità.
Performance mista per i prezzi del Gas Naturale. Dopo aver raggiunto il massimo storico di 240 euro per MWh, il prezzo spot del TTF di Amsterdam è tornato a quota 131 euro a MWh . In caduta anche il future sul gas UK, che perde il -6% (MA a 3 gg). Al contrario chiudono la settimana in maniera abbastanza stabile i prezzi spot del gas americano e asiatico. Negli ultimi giorni si è discusso molto dei piani dei diversi paesi per l'approvigionamento di energia. L’Unione Europea, pur non potendo applicare integralmente l’embargo sul gas e sul petrolio russo (come annunciato martedi 8 marzo dal presidente Biden), ha annunciato il piano REPowerEU, stabilendo una riduzione delle importazioni di gas russo da 155 miliardi di metri cubi a 55 miliardi entro la fine dell'anno.

Da segnalare l’anomalia del prezzo unitario nazionale (PUN) dell’energia elettrica e del prezzo del gas all’ingrosso in Italia scambiato al Punto di Scambio Virtuale (PSV). In entrambi i casi il prezzo è relativo agli scambi effettuati in un dato giorno, ma definiti il giorno precedente sul “Mercato del Giorno Prima”. A causa di queste regole di rilevazione del Gestore Mercati Energetici, il prezzo più alto questa settimana, sia per il PUN che per il PSV, è stato registrato per gli scambi di martedì 8 marzo, che hanno riflesso il massimo registrato il giorno precedente al TTF olandese. In una fase di prezzi altamente volativi, questo ritardo di un giorno è sufficiente a creare segnali, nel brevissimo periodo, parzialmente disallineati.

Infine, si registrano rincari anche sulle quotazioni spot di Gasolio e Benzina. Reuters riporta che il governo di Pechino ha chiesto alle raffinerie statali di prendere in considerazione la sospensione dell'esportazione di diesel e benzina durante il mese di aprile, aggravando le tensioni sui prezzi dovute al conflitto in Ucraina.

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ALIMENTARI

Alimentari da coltivazioni


Grafico 5: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia degli alimentari da coltivazioni
Performance famiglia alimantari da coltivazione

L'ultimo rapporto mensile del World Agricultural Supply and Demand Estimates (WASDE) è stato costruttivo per i mercati di Grano e Mais. Sebbene l’ente abbia rivisto al ribasso le stime delle esportazioni globali di grano per l'anno 2021-2022, sono aumentate quelle sulla produzione globale di grano, grazie ai raccolti favorevoli in Australia.
Nel frattempo, l'USDA ha nuovamente visto al ribasso le stime delle scorte di Soia a causa dei cattivi raccolti in Sud America. La stima della produzione del Brasile è stata ridotta di circa 7 tonnellate, portandola a 127 tonnellate. Anche le aspettative di fornitura dall'Argentina e dal Paraguay sono state riviste ulteriormente al ribasso.

Alimentari da allevamenti


Grafico 6: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia degli alimantari da allevamenti
Performance famiglia alimantari da allevamento

Perdono terreno i derivati su Suini e Bovini vivi. Secondo alcuni analisti, tale dinamica fa da specchio al rallentamento dei prezzi dei cereali.
In rialzo le quotazioni del Latte e Burro, che registrano incrementi settimanali intorno all’1%. Da segnalare il bull trend del burro spot, arrivato a toccare 2.4 euro per libbra, il livello massimo degli ultimi sette anni.

Alimentari tropicali

Grafico 7: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia degli alimantari tropicali
Performance famiglia alimantari tropicali

Dopo alcune settimane di forte incertezza, tornano a crescere i derivati su Caffè e, soprattutto, Cacao. Seguono, a distanza, le quotazioni dell’Olio di Palma, che registrano incrementi settimanali prossimi a +1.5%.

PIANTAGIONI

Grafico 8: Performance dei prezzi giornalieri della famiglia delle Piantagioni
Performance famiglia piantagioni

Settimana sottotono per il complesso delle Piantagioni, che registrano variazioni della media a tre giorni comprese tra il -3% e il +0.7%.