I prezzi delle commodity prima della guerra

Negli indici di febbraio 2022 solo i prezzi dell'energia riflettono già gli effetti di possibili riduzioni dell'offerta russa e ucraina

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L'invasione russa dell'Ucraina del 24 febbraio sta sconvolgendo la vita delle popolazioni coinvolte con crescenti effetti sull'economia europea e, più in generale, mondiale. Nella prima settimana di marzo, la reazione dei mercati finanziari ha portato ad aumenti di entità inaspettata dei prezzi delle materie prime che hanno riguardato trasversalmente molteplici comparti, dall’energia ai cereali, dai metalli non ferrosi all’acciaio.
La storia raccontata dai prezzi mensili PricePedia, aggiornati a febbraio 2022, non incorpora ancora queste dinamiche, se non nel prezzo del gas naturale europeo, che data la sua forte dipendenza dalle forniture russe aveva già, da metà dicembre 2021, iniziato a riflettere i timori di una possibile aggressione militare dell’Ucraina da parte della Russia.
Qualche primo segnale dei futuri effetti del conflitto russo-ucraino sui prezzi della materie prime si sono avuti nei primi mesi del 2022 anche sugli altri prezzi delle materie prime energetiche, tanto che l’indice aggregato PricePedia ha raggiunto a febbraio il massimo storico di questo secolo, con una crescita annuale prossima all’80%.
A febbraio 2002, l'indice Totale Commodity di PricePedia ha registrato un aumento congiunturale significativo (+3.8%), sostenuto dall'aumento dei prezzi energetici.

Indice Totale Commodity (Europa), Indice in $ (2017 = 100)

Come si ricava dal grafico, a febbraio 2022 questo indice ha raggiunto il livello di 160, indicando prezzi medi delle commodity in euro, più elevati del 60% rispetto alla media del 2017.
Prima che l'invasione dell'Ucraina sconvolgesse l'economia mondiale, i prezzi dei beni industriali si erano stabilizzati sugli alti livelli raggiunti a novembre 2021, con variazioni congiunturali mediamente contenute, anche se significativamente diverse tra le varie famiglie di prodotti.


Grafico 2: Febbraio 2022, variazioni % in euro rispetto a Gennaio 2022

Fonte: PricePedia

Da un lato, infatti, i prezzi della famiglie merceologiche dei Ferrosi e di Plastiche ed Elastomeri hanno segnato a febbraio un diminuzione rispetto al livelli del mese precedente, consolidando la fase di diminuzione iniziata alla fine dello scorso anno. All’opposto, anche a febbraio i minerali e metalli non ferrosi, i beni alimentari e la famiglia dei prodotti chimici per l'industria e l'agricoltura, fortemente condizionati dall'aumento dei prezzi dei fertilizzanti, avevano registrato una crescita prossima al 2%.
Come già indicato, gli aumenti più forti sono stati registrati dai prezzi dei beni energetici. Ugualmente forte è stata la crescita dei beni preziosi, sostenuti da una domanda alla ricerca di strumenti di protezione dall'inflazione.
In termini tendenziali sul corrispondente mese del 2021, tutte le famiglie di beni considerati hanno registrato a febbraio una crescita molto elevata, frutto degli aumenti cumulati nel corso del 2021. Anche in questo caso la famiglia delle materie prime energetiche registra la variazione annua più elevata, prossima all'80%.


Grafico 3: Febbraio 2022, variazioni % in euro rispetto a Febbraio 2021

Fonte: PricePedia

Tutte le altre famiglie di prodotti registrano variazioni annue comprese tra il 25% e il 35%. La spinta inflazionistica dell'ultimo anno risulta ancora più chiara se si considera che all'inizio del 2021 i prezzi della materie prime avevano mediamente recuperato i livelli pre-pandemia. La crescita dell'ultimo anno, quindi, non trova le sue determinati in una fase di recupero dei prezzi rispetto ai crolli subiti nel periodo di maggiori restrizioni all'attività produttiva, ma nella velocità con cui si è manifesta la ripresa della domanda a fronte di un'offerta maggiormente orientata ad un recupero dei margini che non dei volumi. L'unica eccezione a questa dinamica è rappresentata dai preziosi, i cui prezzi non sono stati penalizzati dai minori livelli di attività del 2020 e sono quindi risultati già molto elevati all'inizio del 2021. La modesta crescita dell'ultimo anno delle quotazioni dei preziosi deve quindi leggersi come una relativa stabilità su livelli levati.
Come già accennato, i livelli di prezzo di febbraio 2022 risultavano già storicamente molto elevati, prima che su di essi si riflettessero i timori di un crollo dell'offerta di molte materie prime di provenienza russa o ucraina. Il mese di marzo si preannuncia quindi come un mese di forti aumenti, generalizzati a molte famiglie di materie prime.

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