Il 2021 si chiude con i primi segnali di prezzi in diminuzione delle materie prime

La scommessa per il prossimo anno non è tanto la direzione dei prezzi, che sarà in diminuzione, quanto il loro livello di caduta

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Il 2021 termina con l'economia mondiale in una situazione di stallo. Dopo la fortissima crescita avvenuta tra l'estate del 2020 e l'inizio della primavera 2021, i livelli di attività mondiale sono risultati per molti mesi stabili, senza ulteriori spunti di crescita.
Le cause vanno ricercate nelle difficoltà delle catene globali di valore, della logistica internazionale e dei lockdown imposti per contenere focolai e ondate di contagi.
Dati i bassi tassi di interesse e la permanenza delle difficoltà di approvvigionamento (con relativi rischi di carenze di materiali e componenti di base) è probabile che le imprese a livello mondiale stiano cercando di aumentare i livelli precauzionali dei magazzini a monte. Ciò si traduce in una una domanda di materie prime, beni e componenti di base ancora superiori ai fabbisogni diretti. Questa domanda aggiuntiva sta sostenendo i prezzi, impedendo che la fase meno dinamica dell'economia mondiale si traduca in una fase più intensa di una loro diminuzione.

Se espresso in dollari, l'indice PricePedia complessivo dei prezzi della materie prime presenta una sostanziale stabilità negli ultimi tre mesi dell'anno. Trasformato in euro, questa sostanziale stabilità si traduce in un leggero aumento, dato il deprezzamento dell'euro negli ultimi mesi del 2021.

Indice Totale Commodity (Europa), Indice in $ (2017 = 100)

I livelli dell'indice sono comunque molto elevati, sopratutto se misurati in euro. Come risulta dal grafico di lungo periodo di seguito riportato, l'indice PricePedia in euro dei prezzi del Totale delle Commodity registra a dicembre 2021 il massimo di questo secolo.

Indice Totale Commodity (Europa), Indice in € (2017 = 100)

Analisi per famiglia merceologica

Dal punto di vista dei prezzi delle diverse famiglie di materie prime, si segnala a dicembre la significativa diminuzione dei Ferrosi, diminuiti di oltre il 5% e della filiera Chimica Organica - Materie Plastiche. Viceversa continuano a registrare aumenti i Metalli non ferrosi (+2.5 % su novembre), l'Energia (+2.1) e soprattutto il legno e la carta (+6.5%).


Grafico 3: Dicembre 2021, variazioni % in euro rispetto a Novembre 2021

Fonte: PricePedia

L'analisi delle dinamiche nell'arco di tutto il 2021 modifica radicalmente la gerarchia dei beni con i maggiori aumenti. In prima posizione si colloca l'Energia, con un aumento prossimo al 100%, seguita a distanza dai Ferrosi (+57%) e da Legno e Carta (+54%). Gli aumenti annui di tutte le altre famiglie si collocano leggermente sotto al 50%, con i beni alimentari che si collocano all'ultima posizione per tassi di crescita.
Un caso a parte sono i metalli preziosi che avevano visto aumentare i loro prezzi anche nel corso della fase iniziale della pandemia, sostenuti dal loro ruolo di beni rifugio.


Grafico 4: Dicembre 2021, variazioni % in euro rispetto a Dicembre 2020

Fonte: PricePedia
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