Sull'onda di news, la carenza di cloro attraversa l'Atlantico

Nel corso del 2021 il prezzo del cloro sta registrando una elevata dispersione con prezzi massimi difficilmente giustificabili se non dalle notizie provenienti dal mercato USA

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Chimici Inorganici Dispersione prezzi Determinanti dei prezzi

Il cloro è uno degli elementi più comuni in natura. È ricavato del cloruro di sodio (il sale comune presente nei mari e sulla terra) attraverso il processo cloro-soda che è alla base dell’omonima industria. L’industria europea del cloro-soda genera oltre la metà del fatturato dell’intera industria chimica.

Il cloro è quindi una delle principali commodity chimiche: prodotto in quantità elevate da centinaia di imprese nel mondo con impianti dedicati tramite processi continui ad un costo limitato, in larga parte dovuto all’energia elettrica impiegata. Il basso prezzo del cloro ne limita la convenienza di trasporto su lunghe distanze. Degli oltre 50 milioni di tonnellate prodotte nel mondo ogni anno, meno di un milione attraversa le dogane, esclusivamente all’interno delle tre grandi aree di scambio mondiali: Nord America, Asia e Europa.
Questi tre mercati regionali dovrebbero essere commercialmente impermeabili tra loro, dato il limitato volume di merci scambiate. La realtà appare però diversa: l’impermeabilità tra i mercati è superata dal continuo scambio di notizie. Il caso del cloro è un caso di studio molto interessante per un duplice motivo. In primo luogo esso consente di approfondire come anche gli scambi di informazione, oltre agli scambi commerciali, tendono a contaminare mercati tra loro geograficamente distanti. In secondo luogo esso è interessante perché evidenzia come, tramite data analysis e visualization adeguate, si possono estrarre, da una numerosità elevata di dati, informazioni altrimenti non ricavabili.

Aumento anomalo della dispersione del prezzo del cloro

Nel grafico che segue è riportato il grafico sulla dispersione dei prezzi del cloro nella UE degli ultimi 20 anni.

Questo grafico fa emergere in modo chiaro l’anomalia del 2021. In quest’anno il prezzo medio del cloro (misurato in termini di mediana) è aumentato del 20%, un aumento storicamente elevato per questa commodity. La grande anomalia del 2021 è però l’aumento della sua dispersione, soprattutto nei valori massimi. A fronte di un prezzo medio di 234 euro alla tonnellata, a settembre 2021 il 25% del cloro che ha attraversato le dogane UE ha registrato un prezzo superiore a 850 euro.

Fattori determinanti l'aumento della dispersione

Una possibile spiegazione di questo prezzo del tutto anomalo può essere ricercato nei prezzi dell’energia elettrica. A settembre, infatti il prezzo medio dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso europeo è stato superiore a 130 Euro/Mwh. Poichè per produrre una tonnellata di cloro sono necessari 2.5MWh, il solo costo diretto dell’energia elettrica risulta di 330 euro. Sicuramente il prezzo dell’energia elettrica ha influito sulla dinamica dei prezzi del cloro, tuttavia, non è stato il solo fattore, per i seguenti motivi:

  1. Il cloro è prodotto tramite il processo cloro-soda che produce contemporaneamente cloro, soda caustica in ugual misura, e idrogeno. Il prezzo della soda caustica è risultato nel 2021 in diminuzione, come risulta dal grafico qui riportato.

  2. Molti prezzi a valle della filiera del cloro hanno registrato aumenti in linea con quelli del cloro medio e non con quelli delle sue punte massime. Tra i beni derivati più comuni del cloro figurano gli ipocloriti. Nella figura che segue sono riportati livelli e dispersione dell’ipoclorito di calcio.

  3. I prezzi massimi del cloro sono iniziati ad aumentare molto prima dell’aumento del prezzo dell’energia elettrica. A gennaio di quest’anno il prezzo medio dell’energia elettrica sui mercati all’ingrosso della UE era ancora di poco superiore a 50 euro Mwh. Viceversa il prezzo del cloro ha iniziato a presentare valori anomali già nell’estate del 2020.
L'aumento del prezzo dell'energia elettrica ha sicuramente sostenuto gli aumenti di prezzo nel corso del 2021, ma la fase iniziale di aumento trova ragione in una stagionalità dei prezzi e nelle informazioni provenienti dal mercato americano.

Stagionalità del prezzo del cloro

Come si vede chiaramente dal grafico dei livelli e dispersione del prezzo del cloro, prima riportato, i prezzi massimi hanno registrato in più occasioni significativi aumenti nel periodo estivo, per poi rientrare nei mesi invernali. Il cloro è utilizzato nella forma liquida anche come disinfettante nelle piscine. In estate la sua domanda aumenta portando ad un aumento del prezzo di questa specifica versione del prodotto.

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Aumento 2020-2021

Con l'arrivo della stagione estiva, il prezzo del cloro nella versione per piscine ha iniziato ad aumentare anche nel 2020. Successivamente, tuttavia, invece di diminuire con l'arrivo dell'autunno, è continuato ad aumentare, man mano che arrivavano le informazioni sulla carenza di cloro registrata sul mercato americano.
La mattina del 27 agosto, infatti, la fabbrica Bio-Lab, che produce prodotti per il trattamento di piscine e spa, ha sperimentato un incendio devastante, causato dell'uragano Laura. Nei mesi successivi, il blocco della produzione della Bio-Lab si è trasformato in una carenza di cloro sul mercato americano. Questa carenza è andata aumentando nel corso dell'inverno, man mano che aumentavano i tempi di consegna e la domanda cresceva per acquisti a scopi precauzionali, fino a manifestarsi nella primavera del 2021 con una crescita dei prezzi mai prima sperimentata.
Il 29 maggio è apparso un articolo sul The New York Times dal titolo Just in Time for Pool Season: A Chlorine Shortage. Da quel momento è partita sul mercato americano la corsa al cloro per piscina, con prezzo fuori da ogni logica economica. L'effetto di queste notizie sul mercato UE è stato quello di creare una elevata asimmetria informativa portando alla dispersione dei prezzi illustrata dal grafico. Il timore di non trovare le quantità di cloro desiderate ha portato ad una corsa al cloro anche sul mercato europeo creando anche in questo mercato una carenza d'offerta ed un aumento del prezzi da mercato d'asta.

Conclusioni

È evidente che un prezzo di 800 euro per una tonnellata di cloro non è un prezzo sostenibile, data la struttura dell'offerta ed i costi di produzione. Questi prezzi sono destinati a diminuire. Più difficile è prevedere il momento in cui si avvierà questa discesa, perchè molti fattori concorreranno a determinarla. Una volta avviata la fase di riequilibrio, questo verrà raggiunto relativamente in fretta. In questa situazione, la pratica migliore per chi acquista cloro in modo significativo, è quella di monitorare frequentemente la situazione.