Lo strano caso del mercato delle materie plastiche

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Plastiche ed Elastomeri PP Congiuntura

Dall'inizio del 2021 il mercato mondiale delle materie plastiche sta vivendo una situazione del tutto eccezionale. Per analizzare quello che sta succedendo, bisogna considerare l’intero mondo e approfondire la situazione a livello di specifico prodotto.
Un caso di studio può essere quello del polipropilene.
Come sempre, i dati consentono una rappresentazione puntuale ed efficace del fenomeno. Nel grafico che segue sono riportati i prezzi del polipropilene rilevati da quattro diverse fonti, in vari mercati del mondo:

  1. al Chicago Mercantile Exchange americano (USA);
  2. sul mercato cinese dalla società SunSirs (CHN);
  3. alle dogane dei paesi UE (DOG);
  4. dalla Commissione Materie Plastiche della Camera di commercio di Milano (MI).
Prezzo Polipropilene, $ per Ton
Dati giornalieri, $ per Ton

Le tensioni sul mercato americano

Il grafico mette chiaramente in luce come la tensione sui prezzi sia partita dal mercato americano, con uno strappo fortissimo nei mesi invernali. Tra novembre 2020 e febbraio 2021, il prezzo del polipropilene (del contratto CME con consegne a giugno 2021) è aumentato sul mercato americano da 1188 dollari alla tonnellata a 2376 $. Le motivazioni sono molte e vanno ricercate nei seguenti fattori:

  1. aumento degli utilizzi legati alle modificazione del paniere dei consumi, indotte dalla pandemia: maggiori acquisti di dispositivi di protezione; aumento di beni usa e getta; aumento degli imballaggi alimentari, dovuti alla maggior quota di consumi in casa;
  2. interruzioni di produzione nella fase più acuta della pandemia con l’avvio di molti programmi di manutenzione;
  3. colli di bottiglia nelle diverse catene logistiche e distributive, nella fase di ripresa.

Ma l’elemento che ha scatenato gli aumenti più significativi è stato l’inverno rigido che ha portato al blocco di alcuni impianti. In un mercato che già stava subendo significativi aumenti (il prezzo del polietilene era passato da meno di 700 dollari nella primavera del 2020 nella fase più acuta della pandemia, a oltre 1100 nell’autunno) le notizie di blocco della produzione di alcuni impianti petrolchimici è stato il detonatore che ha portato ad acquisti speculativi sui contratti future del CME e ad una crescita delle scorte detenute dalle imprese utilizzatrici. In meno di tre mesi il prezzo del polipropilene ha superato 2300 dollari a tonnellata. Arrivato a questo livello, il prezzo sul mercato americano si è relativamente stabilizzato.

La diversa contaminazione dei mercati mondiali

Le tensioni sul mercato americano non hanno coinvolto il mercato cinese, che è di gran lunga il primo mercato mondiale. La Cina è produttore netto di polipropilene e il mercato cinese ha riflesso la crescita della domanda interna passando, nell’arco di un anno, da 1100 dollari alla tonnellata a oltre 1300, registrati in questa primavera.

Anche il mercato europeo, dal lato degli scambi commerciali, è relativamente isolato dal mercato americano. L’UE ha un saldo netto con gli USA e importa solo qualche migliaio di tonnellate di tipologie molto particolari di polipropilene. L’Europa importa invece quasi mezzo milione di tonnellate dall’Arabia Saudita.
Il canale di trasmissione tra il mercato degli Stati Uniti e quello europeo non sono state quindi le importazioni di merci, ma le news provenienti dal mercato americano.
L’effetto è evidente sui prezzi rilevati alla camera di commercio di Milano. Questi prezzi sono passati nell’arco di pochi mesi dai 1300 $ della fine 2020, ai 2500 $ di questa primavera. Anche in Italia, e in Europa più in generale, il meccanismo che ha alimentato l’aumento dei prezzi è stato una progressivo circolo tra aumento dei prezzi, aumento delle scorte e allungamento dei tempi di consegna.

Differenze tra prezzi di acquisti programmati e non programmati.

L’elemento, tuttavia, forse più interessante nel grafico è la diversa dinamica dei prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Milano rispetto a quella delle importazioni UE. Da un lato i prezzi hanno raggiungono livelli stratosferici (2500 $) per questo mercato; dall’altro il prezzo ha seguito sostanzialmente la dinamica di quello cinese, arrivando a maggio a 1500$ alla tonnellata.
Le motivazioni vanno ricercate nei seguenti fattori. Le rilevazioni della Camera di Commercio di Milano rappresentano i prezzi di acquisti non legati a contratti di medio/lungo periodo, effettuati prevalentemente da imprese utilizzatrici. I prezzi doganali riflettono maggiormente prezzi vincolati a contratti di medio/lungo periodo, scambi intra-gruppo e acquisti di grandi distributori. Le diverse caratteristiche degli scambi e il diverso potere contrattuale tra utilizzatori finali e distributori spiegano queste differenze. In altre parole, è probabile che i prezzi doganali stiano registrando principalmente i prezzi degli acquisti programmati, mentre quelli rilevati dalla Camera di Commercio di Milano riguardino prevalentemente acquisti non programmati. Il problema è diventato ulteriormente più complesso data la possibilità delle imprese fornitrici di non consegnare per cause di forza maggiore, imponendo alle imprese utilizzatrici di passare dal mercato programmato a quello non programmato.

Una analisi storica

Per capire come potrà evolvere questo mercato nei prossimi mesi può essere utile l’analisi storica evidenziata dai quattro grafici che seguono. In essi sono riportati i prezzi di 4 termoplastiche di base rilevate sul mercato cinese (CHN), alle dogane dei paesi UE (DOG), e dalla Commissione Materie Plastiche della Camera di commercio di Milano (MI).

Polietilene a bassa densità (€/ton)
Polietilene a bassa densità (€/ton)
Polietilene lineare a bassa densità (€/ton)
Polietilene lineare a bassa densità (€/ton)
Polietilene a alta intensità (€/ton)
Polietilene a alta intensità (€/ton)
Polipropilene (€/ton)
Polipropilene (€/ton)

Le quattro termoplastiche considerate sono caratterizzate da un processo di produzione simile (cracking petrolchimico) e da elevate e simili tipologie di consumo.
Per tutte le 4 termoplastiche le dinamiche dei prezzi sono molto allineate, sia tra le quattro termoplastiche considerate, sia tra le diverse rilevazioni. In particolare i prezzi delle importazioni UE e le quotazioni sul mercato cinese sono sempre molto simili. Anche i prezzi rilevati dalla Camera di Commercio di Milano sono sempre molto prossimi ai prezzi doganali, tranne nei primi mesi del 2000 e nei primi mesi di quest'anno, dove registrano livelli del tutto anomali. Potremmo dire che, nella maggior parte degli anni considerati, i prezzi sul mercato non programmato sono stati molti simili a quelli del mercato programmato, tranne in due specifici periodi storici: l’inizio di questo secolo e nel 2021.

Cosa accadrà nei prossimi mesi

L’esperienza dell’inizio del secondo ci dice che ad un certo punto i prezzi del mercato non programmato si allineeranno a quelli del mercato programmato. Possiamo quindi prevedere che i prezzi ritorneranno su livelli compresi tra i 1000 e i 1400 euro, a seconda del prodotto considerato.
Non sappiamo invece molto della velocità con cui questo avverrà perché ciò dipenderà prevalentemente dalle imprese utilizzatrici. A fonte di acquisti “normali” sul mercato, già ora non ci sarebbero probabilmente carenze di offerta. Le carenze di offerta sono determinate dalle politiche attuate contemporaneamente dalla maggior parte delle imprese utilizzatrici di aumentare significativamente i propri magazzini di scorte. Non appena un numero sufficientemente ampio di impresa ritornerà a politiche di acquisto “normali”, le attuali tensioni tra domanda e offerta tenderanno ad attenuarsi avviando il riallineamento tra i prezzi. L’esperienza di inizio secolo ci dice che il ri-aggiustamento nei prezzi sarà per alcuni mesi incerto, per poi accelerare e completarsi in pochi mesi.


Claudio Bruggi
Ingegnere Gestionale, per oltre dieci anni ha coperto il ruolo di Purchasing Director. Nel 2019 ha fondato Procure4you per mettere a disposizione la sua esperienza ai processi di acquisto delle imprese interessate