Maggio, mese di massimi storici per i prezzi delle materie prime?

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Dal lato dei prezzi delle materie prime, il 2021 è segnato da forti aumenti. A sostenere questa dinamica c’è un disequilibrio nei fondamentali: a fronte della ripresa della domanda, l’offerta non è in grado di soddisfarla, il risultato è quindi di forti tensioni sui prezzi. Il grafico che segue riporta l’andamento dell’indice di prezzo totale delle materie prime e degli Industriali.

Grafico 1: Confronto indice totale di prezzo delle materie prime
 Confronto indice totale di prezzo delle materie prime

Dal grafico emerge che negli due mesi la dinamica degli indici è perfettamente allineata, crescendo a ritmi sostenuti e attestandosi su livelli antecedenti a quelli della crisi sanitaria.
Inoltre il recupero, rispetto alla profonda flessione del primo semestre 2020, si è concluso non solo a livello aggregato ma anche sulle singole merceologie. Il grafico che segue riporta la variazione tendenziale (maggio 2021 su maggio 2020) degli indici di prezzo delle principali merceologie. I valori sono riportati in euro.

Grafico 3: Maggio 2021, variazioni % in euro rispetto a Maggio 2020

Fonte: PricePedia

Dal quadro emerge un netto recupero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la merceologia che segna il maggior distacco sono gli Energetici con una variazione pari al +84.2%. Seguono i Ferrosi e Non Ferrosi con discostamenti dell’ordine del 30%, e quei comparti legati al settore petrolifero: Chimici Organici (+26%) e Plastiche&Elastomeri (+12.8%). Anche le Fibre Tessili, tra i comparti più colpiti, mostrano un netto distacco e pari al +10.4%. Con variazioni al di sotto della doppia cifra ci sono Alimentari (7%), Legno&Carta (+6.3%) e Chimica per l’Industria (+3.8%). Da segnalare che gli Alimentari sono l’unica merceologia a non avere registrato una significativa caduta nel 2020, per cui la variazione di maggio va classificata come un effettivo aumento piuttosto che un recupero.
Infine, l’unica merceologia ancora a mostrare una flessione, seppur lieve, sono i Chimici Inorganici (-2.2%).

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Il 2021 si sta, quindi, caratterizzando da un lato per i netti recuperi, rispetto alla flessione dello scorso anno, e dall’altro per le forti tensioni in termini di dinamica, che destano una relativa preoccupazione dati gli elevati livello di prezzo sui vari comparti merceologici. Dal seguente grafico e dalla tabella emerge, però, che ad eccezione dei Non Ferrosi, a maggio nessuna merceologia è prossima ai massimi storici raggiunti da inizio secolo.

Grafico 3: Maggio 2021, variazioni % in euro rispetto al massimo storico

Fonte: PricePedia
Indice di prezzo Data di massimo storico Valore di massimo storico Valore maggio 2021 Discostamento
Indice Alimentari 2012-09 119 105 -11.4%
Indice Legno e Carta 2018-09 111 103 -7.4%
Indice Ferrosi 2008-09 134 130 -3.0%
Indice Preziosi 2020-09 180 170 -6.0%
Indice Energetici 2012-03 183 110 -39.8%
Indice Non Ferrosi 2021-05 117 117 0.0%
Indice Chimici Organici 2012-06 123 96 -21.9%
Indice Chimici Inorganici 2012-10 118 96 -18.5%
Indice delle Fibre Tessili 2011-05 113 92 -18.8%
Indice Chimica per l’Industria 2004-04 75 105 -13.4%
Indice Plastiche ed Elastomeri 2003-08 65 99 -18.0%

Ne consegue che sui mercati delle materie prime non si è verificato un aumento tale da portare i prezzi sui massimi, quanto piuttosto un recupero ad altissima intensità: a seguito della profonda flessione nel 2020, che ha portato i prezzi su livelli relativamente bassi a causa di una domanda debole, nel 2021 si è verificato un forte recupero in concomitanza della ripresa della domanda globale.
Le tensioni però sui prezzi potrebbero già essere arrivate ad un massimo in alcuni comparti, ad esempio sui Non Ferrosi. Il grafico che segue riporta le quotazioni giornaliere dei principali metalli Non Ferrosi rilevati al London Metal Exchange. I dati sono riportati in euro con anno base pari al 2020 (fonte: DailyDataLab).

Grafico 4: Andamento giornaliero dei metalli non ferrosi
 Confronto indice totale di prezzo delle materie prime

Dall’analisi del grafico emerge che negli ultimi giorni tutti i metalli sono in leggera flessione; rilevante è il caso del rame che in data 10 maggio ha toccato quota 8813 euro alla tonnellata (in dollari 10725) mentre oggi è trattato sugli 8107 euro (9943 dollari).
In conclusione, i valori rimangono comunque elevati ma è possibile che alcuni prezzi abbiano già raggiunto la soglia di massimo.