Frenano i prezzi delle materie prime, ma non i costi dei noli marittimi

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 22 marzo 2021

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), è stato registrato un ribasso dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 7. In evidenza il ribasso dello stagno e il rialzo dell’alluminio primario. La quotazione dell’indice LMEX è salita a quota 3882.2 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è zona neutra e in leggera risalita: ciò lascia presagire un possibile proseguimento del rialzo dai valori attuali. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione di incertezza).

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Nonostante le difficoltà che alcuni Paesi stanno riscontrando con le campagne vaccinali (per la disponibilità delle dosi e per i dubbi sollevati su alcuni vaccini), a livello macroeconomico le aspettative sulla crescita economica globale restano positive. Questa dovrebbe accelerare nel secondo trimestre, in accordo con i miglioramenti sul fronte della pandemia.

Se spostiamo l’attenzione sulle materie prime, notiamo che il rialzo dei prezzi, nelle ultime settimane, ha perso momentum, ovvero ha rallentato la sua corsa, anche se le quotazioni restano vicine ai massimi pluriennali. La conferma di ciò arriva sia dal CRB Index, indice generale dei prezzi, sia dall’LMEX, indice dei metalli non ferrosi, sia dai prezzi del petrolio Brent e WTI e dai prezzi del gas. Quelli che continuano a salire, invece, sono i costi dei trasporti marittimi: un anno fa noleggiare un container costava mediamente 1500 dollari, mentre oggi ne costa 4300 (+186%). Sono aumentate soprattutto le tariffe dalla Cina verso l’Europa (+142%) e le rotte verso il Mediterraneo attraverso il canale di Suez (+103%).

Alla base di questi rialzi c’è una forte domanda, alla quale si contrappone un’offerta insufficiente di navi e container, soprattutto sulle tratte più utilizzate, che hanno al centro appunto la Cina. Il gigante asiatico, intanto, mostra un’economia in forte crescita e si conferma il principale driver per le materie prime, come evidenzia il livello molto alto degli acquisti finalizzati all’aumento delle scorte. Questo scenario solleva una questione dalla forte rilevanza geopolitica: Stati Uniti e Unione Europea iniziano a vedere la Cina non più solo come un partner, bensì come un rivale, la cui potenza economica può costituire una minaccia.

Biden ha cambiato i toni, ma la sostanza è rimasta pressoché la stessa di quella dell’amministrazione Trump: la Cina va frenata e l’interscambio commerciale va ribilanciato. Il sentimento nazionalista sta riportando in auge il reshoring, ovvero il rientro delle attività produttive delocalizzate in Paesi con costi di produzione sensibilmente più bassi. Se attuato su larga scala e con criteri socio-economici e non solo economici, il reshoring potrebbe ridisegnare la globalizzazione e correggere quelle storture nel modello, che, già evidenziate negli ultimi anni, la pandemia ha messo sotto i riflettori.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Tra i metalli non ferrosi, ribassi per tutti, tranne che per l’alluminio. In leggera flessione i prezzi del petrolio. In ribasso i prezzi del gas naturale. Tra i metalli preziosi, in rialzo oro, argento, palladio e ribasso per il platino. Sui mercati valutari si rafforza il dollaro, pressoché stabile l’euro, debole lo yuan.