Carne suina: le dinamiche di prezzo 2020 rispecchiano la regionalizzazione del mercato

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Recentemente la febbre suina, contagiosa per gli animali ma non per l’uomo, è tornata a colpire gli allevamenti di maiali cinesi, come avvenuto ad ottobre 2019. Come raccontato in un precedente articolo, in quell'occasione la Cina, il più grande consumatore di carne di maiale al mondo, è stata costretta a rivolgersi ai mercati esterni per soddisfare il consumo domestico, nello specifico agli USA e alla UE, principali produttori mondiali di carne suina (fonte: ExportPlanning).
Ad oggi si è verificata la stessa dinamica: la Cina si è rivolta nuovamente al mercato esterno, nello specifico a quello americano per soddisfare la domanda interna, causando tensioni sulla quotazione della carne suina al Chicago Mercantile Exchange (CME) (fonte: Reuters). Ad oggi la carne di maiale è scambiata a 60 euro alla libbra, segnando una crescita del 10% dall'inizio dell'anno (fonte: DailyDataLab). Al tempo stesso, le condizioni meteo avverse nel Midwest degli Stati Uniti hanno minacciato di interrompere la normale commercializzazione dei maiali, sostenendo quindi il prezzo.

Oltreoceano il prezzo della carne suina sta quindi sperimentando una crescita, ma questa fase al rialzo si sta riversando sul mercato europeo? ll grafico che segue riporta la quotazione al CME della carne di maiale e il prezzo "reale" sul mercato europeo, ovvero il prezzo medio al quale l’Unione Europea importa carne di maiale dal mondo.

Grafico 1: Andamento prezzo della carne suina in Europa e USA
 Andamento prezzo della carne suina in Europa e USA

Dall’analisi del grafico emerge che nel lungo periodo periodo, al netto di una maggiore volatilità e di una marcata stagionalità della quotazione al CME, le serie tendono ad avere un andamento simile, che però è venuto meno nelle dinamiche più recenti. Conseguentemente, gli aumenti sul mercato americano non si sono trasmessi, per ora, sui prezzi europei, che scontano ancora una flessione da inizio 2020.

Nella prima metà del 2020, entrambe le serie storiche hanno registrato una profonda caduta: nello specifico, nel primo semestre la quotazione al CME ha perso circa il 30% del suo valore in euro, mentre quella europea circa il 22%. A partire da settembre, però, sul mercato americano si è instaurata una ripresa; di contro, la dinamica europea sta ancora scontando la flessione del 2020, benché nell'ultima parte dell’anno la caduta abbia rallentato, mostrando variazioni mese su mese dell’ordine del -1%.

La spiegazione dietro questa differenziazione potrebbe essere l’assenza di significative relazioni tra i due mercati. Negli Stati Uniti, infatti, la quotazione registra sia le modificazioni del mercato interno che la domanda cinese, mentre la maggior parte dei flussi commerciali europei rispecchiano le dinamiche del mercato comunitario.
I grafici che seguono riportano i principali paesi per i flussi in entrata ed in uscita della UE nel 2020.

Grafico 2: Flussi in entrata ed in uscita nel mercato comunitario
Flussi in entrata ed in uscita nel mercato comunitario Flussi in entrata ed in uscita nel mercato comunitario

Dai grafici emerge come il mercato europeo tenda ad essere dominato dagli scambi intra-UE, mentre gli Stati Uniti non figurano tra i maggiori paesi partner. Di conseguenza, almeno nel breve-medio periodo, non si dovrebbero registrare significativi effetti di trasmissione tra i prezzi registrati sui due mercati.