La locomotiva mondiale che non si è mai fermata

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 18 gennaio 2021

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), è stato registrato un ribasso dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il ribasso dello zinco, seguito da quello del rame. La quotazione dell’indice LMEX è scesa a quota 3485 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in ribasso, il che lascia presagire un proseguimento dello storno dei prezzi. La chiusura settimanale è a cavallo delle medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione incerta, tendenzialmente ribassista). L’indice ha recuperato tutto il valore perso a causa della pandemia e ha segnato i nuovi massimi pluriennali.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Il 2020 appena concluso ha confermato la Cina come potenza mondiale, avviata a conquistare, nel breve periodo, il primo posto, a danno degli USA.

Secondo i dati diffusi dalle dogane cinesi, l’intero 2020 si è chiuso con un attivo degli scambi commerciali con l’estero di oltre 535 miliardi di dollari, il più elevato dal 2015. A dicembre le esportazioni hanno continuato a crescere per il settimo mese consecutivo, con un più 18.1% su base annua, in frenata dal 21.1% di novembre, ma comunque sopra le attese. Tuttora, il gigantesco comparto manifatturiero cinese continua a beneficiare dei lockdown e delle limitazioni alle attività della maggior parte dei Paesi occidentali.

Sull’intero 2020, l’export cinese è salito del 3.6%, mentre le importazioni sono scese dell’1.1%. Numeri che indicano la Cina come locomotiva globale. Se rallenterà, rallenteranno tutti – e non viceversa.

L’interscambio con gli Stati Uniti di Trump si chiude con un +7% (e tocca quota 317 miliardi di dollari) a favore della Cina. Nonostante l’import cinese di beni e servizi esteri in generale sia cresciuto, il surplus commerciale globale è arrivato a 78 miliardi di dollari, ai massimi dal 2007. I paesi dell’area ASEAN sono il primo partner della Cina, seguiti da Stati Uniti e Unione Europea. La Cina è il primo consumatore mondiale di materie prime, a cominciare dai metalli. È anche il primo produttore mondiale di numerose materie prime (in primis l’alluminio) e di materie prime seconde, come l’acciaio. Inoltre, ha in mano molte terre rare. Tale leadership economica è in grado di condizionare il trend dei prezzi di tante commodity.

Cosa succede, intanto, nel resto del mondo?

La pandemia tiene ancora sotto scacco molti Paesi, e in alcuni si fanno i conti con la terza ondata, nuovi lockdown e conseguente crisi dei consumi. Focalizzando l’attenzione oltreoceano, il 20 gennaio avverrà l’insediamento di Biden. Per il giorno successivo si attendono i primi provvedimenti del neopresidente per contrastare il virus e rilanciare l’economia – è già stato annunciato un piano di stimoli da 1900 miliardi di dollari.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Accenno di storno sui metalli non ferrosi – o meglio rallentamento del rialzo –, che ha interessato soprattutto rame, alluminio, zinco. Nel complesso il trend dei prezzi resta rialzista. Dal 12 al 19 febbraio, i festeggiamenti per il Capodanno cinese potrebbero portare a una riduzione dell’operatività dei trader cinesi sul mercato fisico e sulle borse, con la possibilità di un raffreddamento temporaneo delle quotazioni.
Sui mercati valutari, si nota un leggero recupero del dollaro – effetto Biden.
Prezzi in rialzo per petrolio e gas naturale.
Prezzi in ribasso per i metalli preziosi.