Il prezzo dello stagno LME ai massimi dal 2019

Continua la crescita delle quotazioni al London Metal Exchange

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Non Ferrosi LME Determinanti dei prezzi

All’alba del 2021 l’economia mondiale sconta ancora l’incertezza legata all’evoluzione dei contagi da Covid-19. Alcuni paesi europei hanno prolungato l’adozione di misure restrittive per far fronte alle nuove ondate, in attesa che le campagne vaccinali possano sortire i primi effetti e restringere il numero dei contagi.
L’incertezza, però, sembra essere legata più al settore dei servizi che non a quello manifatturiero, come sembra essere confermato dall’andamento dei prezzi delle commodity industriali.
La settimana scorsa abbiamo visto come i prezzi finanziari di numerose materie prime alla fine del 2020 fossero in crescita rispetto al gennaio 2020 (qui l'articolo).
Tale crescita sta continuando anche nel 2021 per il prezzo dello stagno quotato al London Metal Exchange (LME), che in questi primi giorni dell’anno ha toccato un punto di massimo da aprile 2019, superando il livello di 21 mila dollari per tonnellata. Il grafico che segue mostra la serie del prezzo giornaliero (fonte DailyDataLab).

DATI GIORNALIERI (LIVELLO - DOLLARO)

Come è possibile osservare dal grafico, dopo il crollo di fine marzo, le quotazioni dello stagno al LME sono state interessate da una forte e incessante crescita che ha portato il metallo non ferroso a chiudere il 2020 con aumenti di oltre il 20% rispetto ai prezzi di inizio anno.

Effetto Covid-19 su domanda e offerta

A sostenere il prezzo nell’anno appena trascorso vi è, secondo Reuters, il diverso modo in cui sono state colpite offerta e domanda.
Dopo la prima fase di caduta nel marzo 2020, a sostenere il prezzo, infatti, vi sono state le politiche di riduzione dell’offerta implementate dai maggiori produttori mondiali, per far fronte alla carenza di concentrati di stagno, come documentato in un precedente articolo.
Dopo il crollo iniziale, la domanda di stagno, e in generale di metalli non ferrosi, è stata sostenuta dalla ripresa dei consumi e dagli investimenti cinesi in settori come quelli delle costruzioni e delle infrastrutture.
Secondo l’International Tin Association (ITA), associazione che rappresenta i maggiori produttori mondiali, il 2020 si è chiuso con una carenza di offerta, nonostante la domanda di stagno sia diminuita del -6% . Sempre secondo l’ITA, nonostante si preveda un recupero della produzione, il 2021 si chiuderà ancora una volta con un surplus della domanda.
Ciò mette sotto pressione le quotazioni dello stagno, evidente nel confronto tra prezzo spot e prezzo future a 15 mesi. Nel grafico che segue viene illustrato il confronto tra le quotazioni dell' LME con diversa scadenza (fonte DailyDataLab).

Prezzo giornaliero: Stagno Spot - 15 mesi, $/Tonnellata

Dal grafico si può osservare come il prezzo dello stagno sia in backwardation. Sebbene il divario tra prezzo spot e prezzo future fosse già presente nel 2020, esso è aumentato ancora di più negli ultimi giorni di dicembre e in questi primi giorni dell’anno in favore del prezzo spot.

Relazione col prezzo doganale

La relazione esistente tra prezzo dello stagno all’LME e il prezzo osservato sui mercati reali, rappresentato dal prezzo doganale, implica che le pressioni che interessano il primo verranno trasferite in poco tempo anche al secondo. Nel grafico che segue viene illustrata la relazione tra i prezzi mensili in dollari per tonnellata.

Confronto dati mensili, $/Ton

Come si può notare, la dinamica del prezzo doganale è praticamente identica a quella del prezzo spot. La correlazione tra le due serie è, infatti, molto elevata (0.99). Risulta, dunque, di fondamentale importanza il monitoraggio dei prezzi finanziari, in quanto anticipatori di ciò che avverrà sui mercati reali.