Forti tensioni dal lato prezzi sulla filiera degli oli

Le quotazioni dei principali oli si trovano su livelli di massimo

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Alimentari Energetici Congiuntura

Nella filiera degli oli i fattori che guidano l’andamento del prezzo sono, dal lato della domanda, il consumo alimentare e i regimi normativi che impongono l'uso di biodiesel, e dal lato dell’offerta le condizioni climatiche. A questi fattori si aggiunge un effetto di sostituzione tra beni simili, come trattato in un precedente articolo.
Il 2020 è stato un anno ad alta intensità per questo mercato, segnato prima da una forte contrazione della domanda nel comparto alimentare ed energetico, e poi da una ripresa a conduzione asiatica; costante, inoltre, l'avversità delle condizioni climatiche. L’aumento della domanda asiatica e la riduzione dell’offerta hanno contribuito ad un repentino incremento del prezzo dei principali oli.

Olio di palma e colza

In un articolo di settembre si è segnalato il rimbalzo del prezzo dell’olio di palma; il rialzo è stato confermato anche dalle più recenti dinamiche. Attualmente la quotazione in euro al Chicago Mercantile Exchange (CME) si trova prossima ai massimi, segnando a novembre 650 euro alla tonnellata, per un incremento tra giugno e il mese scorso pari al +32%.
Il grafico 1 riporta la quotazione in euro dell’olio di palma al CME.

Grafico 1: Quotazione dell'olio di palma al CME
Quotazione dell'olio di palma al CME

A sostenere l’intensa ripresa ci sono gli stessi fattori che già avevano sostenuto il rimbalzo di questa estate: la riduzione della produzione dovuta alle misure di contenimento dell'emergenza sanitaria nei paesi produttori, le cattive condizioni meteorologiche nel Sud-est asiatico e l’aumento della domanda cinese di olio di palma. Nuovi elementi si sono inoltre aggiunti nell'ultimo periodo, come la riduzione dei dazi alle importazioni indiane dalla Malesia, secondo produttore mondiale di olio di palma.
Il ministro degli affari esteri malesiano ha ringraziato il governo indiano per l’ammorbidimento della politica commerciale: “This is expected to increase the total export of palm oil to India as well as increase the price of crude palm oil in our country”. La Malesia sfrutterà questa occasione per aumentare le esportazioni in India, rafforzando quindi il proprio impianto industriale. In questo contesto, l'India costituisce un partner chiave per la Malesia, in quanto principale paese di destinazione per l'export del prodotto.
A parità di condizioni dell’offerta, se nei prossimi mesi i consumi indiani dovessero aumentare si potrebbe verificare un ulteriore incremento del prezzo, che però potrebbe condurre ad una riduzione della domanda di olio di palma per effetto di sostituzione. I consumatori, infatti, potrebbero preferire altri tipi di oli sostituti più competitivi.

L’aumento della quotazione dell’olio di palma è dovuto, inoltre, all’incremento del prezzo dei suoi beni sostituti, come l’olio di semi di soia. La quotazione al Chicago Mercantile Exchange dell’olio di soia è infatti interessata da una forte crescita: il valore in euro a novembre si attesta sui 680 euro alla tonnellata. Come l’olio di palma, anche quello di soia ha registrato un rimbalzo fisiologico dopo il crollo di primavera, guadagnando tra maggio e novembre il 26%; parte di questa spinta è stata registrata lo scorso mese, quando la quotazione ha segnato una variazione congiunturale del 9%. Oltre al meccanismo di interazione che intercorre tra il prezzo dell’olio di palma e quello di soia, dietro gli aumenti di quest’ultimo troviamo anche le forti tensioni che stanno riguardando la materia prima, come spiegato nell’articolo della scorsa settimana.
Il grafico 2 riporta la quotazione in euro dell’olio di semi di soia al CME.

Grafico 2: Quotazione dell'olio di semi di soia al CME
Quotazione dell'olio di semi di soia al CME

Le forti tensioni che si sono verificate sul mercato a pronti non sembrano per ora aver impattato con la stessa intensità sui prezzi doganali1, che si trovano su un sentiero di lieve ripresa nelle dinamiche più recenti, benchè ad un tasso di crescita nettamente inferiore rispetto alla quotazione spot. A novembre sia il prezzo doganale dell’olio di palma che quello dell'olio di soia si attestano in prossimità dei livelli medi del 2020, rispettivamente pari a 594 e 811 euro alla tonnellata.

Grafico 3: Prezzi doganali dell'olio di palma e dell'olio di soia
Prezzi doganali dell'olio di palma e semi di soia

Olio di canola

L'aumento dei prezzi dell’olio di soia e di palma è confluito in un altrettanto significativo aumento del prezzo dell’olio di canola. Il meccanismo di interazione è intercorso con ritardo di alcuni mesi: la quotazione all’Intercontinental Exchange dell’olio di canola ha registrato un incremento solo da settembre, aumentando nell’arco di tre mesi del 13%; attualmente l’olio è trattato a 470 euro alla tonnellata, il massimo dal 2017. Sui prezzi doganali l’incremento non è stato altrettanto intenso: il valore risulta infatti in lieve crescita e a novembre si attesta sui livelli medi del 2020 (816 euro alla tonnellata).
Nel grafico di sinistra è riporta la quotazione dell’olio di canola all'Intercontinental Exchange e in quello di destra il prezzo doganale.

Grafico 4: Quotazione dell'olio di canola all'ICE
Quotazione dell'olio di canola all'ICE
Grafico 5: Prezzo doganale dell'olio di canola
Prezzo doganale dell'olio canola

In conclusione, anche nelle dinamiche più recenti è confermato che il comparto degli oli è inserito in un complesso schema di reciproca interazione, in cui il prezzo di un bene è strettamente legato alle dinamiche dei suoi diretti sostituti. L’andamento al rialzo è confermato anche dai primi dati di dicembre (Fonte: DailyDataLab).


(1) I prezzi doganali fanno riferimento al prezzo medio delle importazioni europee dal mondo.