Ottimismo sul mercato del petrolio per la speranza di vaccini imminenti

Il prezzo del greggio riflette la fine dell’incertezza per le elezioni americane e la speranza di un vaccino contro il Covid-19

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Lo scorso venerdì le quotazioni del petrolio hanno chiuso in positivo rispetto a due settimane fa, attestandosi sopra la soglia dei quaranta dollari al barile: il Brent a 42.8 dollari al barile (+3.3$), il WTI a 40.1 (+3$) e l’Oman/Dubai a 42.4 (+3$).

Grafico 1: Andamento prezzo del petrolio
Andamento prezzo del petrolio

La scorsa settimana il barile ha registrato un significativo incremento nei primi giorni: tra lunedì e mercoledì tutti i benchmark hanno guadagnato più tre dollari per poi rallentare, ma attestandosi su livelli superiori a quelli delle recenti settimane.
Dietro il rialzo di inizio settimana ci sono due eventi: la fine dell’incertezza per le elezioni statunitensi (sabato 5 settembre Biden è stato eletto presidente) e la speranza di un imminente vaccino contro il COVID-19. Se il vaccino fosse in grado di contrastare la pandemia, la diretta implicazione sul mercato del petrolio è il pieno recupero della domanda globale. Uno degli scienziati che sta lavorando al vaccino in questione afferma che un ritorno alla totale “normalità” si avrà dal prossimo inverno, mentre nei mesi estivi si avranno i primi effetti.
A inizio settimana l’azienda farmaceutica americana Pfizer e l’azienda di biotecnologie tedesca BioNTech hanno affermato che, sulla base dei primi risultati, il vaccino sviluppato ha un’efficacia al 90%. La notizia è stata comunicata durante una conferenza stampa e non è stato redatto ancora alcun articolo scientifico ufficiale, per cui la comunità scientifica non ha potuto analizzarlo nel dettaglio. Intanto anche Russia e Cina hanno annunciato la prossima distribuzione sul mercato del vaccino.
Il barile ha avuto un ulteriore rialzo anche nei giorni successivi, a seguito delle parole di speranza del Dr. Fauci, direttore dello U.S. National Institute of Allergy and Infectious Diseases, che afferma che le prime dosi negli USA per le fasce ad alto rischio saranno disponibili a dicembre. L’Europa dovrà invece aspettare fino a gennaio; l’UE ha acquistato 300 milioni di dosi, di cui 27 milioni sono destinate all’Italia.

Nel corollario delle notizie dal possibile risvolto positivo, la scorsa settimana l’Arabia Saudita ha affermato che l’OPECPlus aggiusterà le quote produttive qualora la domanda dovesse affondare nuovamente prima dell’arrivo del vaccino.

A fine settimana l’ottimismo è scemato ed i prezzi del petrolio sono tornati sui livelli medi mensili di ottobre, trascinati da un lato dall’incertezza per l’andamento della pandemia e dall’altro da un nuovo aumento della produzione libica.

BREAKING NEWS: Nella mattinata odierna, la casa farmaceutica americana Moderna ha annunciato che il suo vaccino è efficace al 94.5% e si conserva ad una temperatura superiore a quello di Pfizer&BioNTech, aspetto sul quale quest’ultimo ha ricevuto delle critiche. Alla notizia il Brent e il WTI hanno guadagnato un dollaro nei valori intragiornalieri, attestandosi rispettivamente sui 44.4 a 41.8 dollari al barile.

Il prossimo scenario

Nell’ultimo report dell’Energy Information Administration (EIA), documento che raccoglie le previsioni sull’andamento del mercato del petrolio per i prossimi mesi, si prevede che il prezzo del petrolio rimarrà intorno all’attuale livello per le restanti settimane del 2020: il Brent a 40.6 dollari al barile e il WTI a 38.2. Si prevede poi un rialzo nel corso del 2021, che porterà il prezzo del greggio sul livello medio annuo dei 46.6 dollari al barile (Brent) e 44.2 (WTI). Rispetto al report di ottobre c’è stata una correzione al rialzo per le previsioni.
Un altro fattore da monitorare è la domanda. Nella serie di report del 2020, l’incertezza per l’andamento della pandemia è stata indicata come elemento principale che ha influenzato la domanda mondiale di petrolio - incertezza acuitasi recentemente con l’impennata di casi in Europa e negli USA. La contrazione delle attività economiche ha infatti ridotto drasticamente la domanda, così come l’offerta di greggio, con l’obiettivo di compensare la caduta dei consumi. L'EIA prevede che l’elevata incertezza continuerà ad influenzare i fondamentali del petrolio nel medio periodo.
In termini di dinamica si conferma il primo trimestre 2020 come il più negativo per la domanda di petrolio, con un profondo crollo rispetto al periodo precedente, ed un successivo rimbalzo a “V” iniziato nel secondo trimestre 2020; si prevede che il lento recupero che procederà fino alla fine del 2021. L’EIA stima che alla fine del prossimo anno la domanda tornerà sui livelli del 2018, come emerge dal grafico che segue.

Grafico 2: Andamento della domanda di petrolio
Andamento della domanda di petrolio

In conclusione, il ritorno ai livelli prepandemici è ancora lontano e l’elevata incertezza caratterizzerà il prossimo scenario di lento recupero della domanda e del prezzo.