Corsa all’acquisto del vaccino anti-Covid e dazi UE sull’alluminio cinese

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 7 settembre 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), è stata segnata da un ribasso dei prezzi che ha interessato 5 metalli su 6. In evidenza il rialzo dello stagno e il ribasso dello zinco. Volano i prezzi dell’alluminio secondario, che però non fa parte dell’indice LMEX. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese leggermente, ma restano oltre quota 3000 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è vicino alla zona ipercomprato. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20 e 40 giorni (indicazione rialzista). L’indice ha recuperato tutto il valore perso a causa della pandemia.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Il prossimo novembre potrebbero iniziare le forniture del vaccino anti-Covid. Sembra, infatti, che, dopo gli Stati Uniti, anche l’Europa potrebbe ricevere la prima fornitura, da distribuire ai paesi membri che ne faranno richiesta.

Secondo fonti qualificate di Bruxelles, il vaccino che sta per tagliare il traguardo è quello sviluppato dallo Jenner Institute di Oxford, in cooperazione con la IRBM di Pomezia, di cui ha acquisito i diritti alla commercializzazione la società anglo-svedese AstraZeneca.

Il contratto firmato dalla Commissione europea con AstraZeneca consente di acquistare 300 milioni di dosi (all’Italia ne andranno 70 milioni), con l’opzione per altre 100.

Per minimizzare il rischio di ritrovarsi con un vaccino non efficace, tuttavia, Bruxelles sta negoziando contratti con altri cinque candidati in stato avanzato di sperimentazione: Sanofi, Johnson & Johnson, CureVac, Moderna e Biontech.

Anche altri paesi sarebbero pronti a distribuire il vaccino nei prossimi mesi, fra questi spiccano Cina e Russia. Se tali notizie saranno confermate, si potrà superare l’incubo pandemia.

Dazi europei sull’alluminio cinese

Il 24 agosto scorso sono state ufficializzate a Bruxelles le misure antidumping relative all’importazione di estrusi in alluminio provenienti dalla Cina, passaggio preliminare per l’introduzione, a partire dal prossimo 13 ottobre, di un dazio «non inferiore al 37%» sui prodotti provenienti da Pechino.

La decisione giunge alla fine di un’indagine intrapresa dalla Commissione europea a febbraio sui prezzi sottocosto di barre, profilati, cavi e tubi prodotti in Cina – indagine avviata a seguito della denuncia presentata il 23 dicembre 2019 dalla Federation of Aluminium Consumers in Europe.

La Cina, massimo produttore di alluminio al mondo, esporta in Europa ogni anno 336 mila tonnellate di alluminio, di cui 36 mila in Italia. Per via dei prezzi praticati, la Cina è diventata un competitor impossibile da battere per estrusori e profilatori europei di alluminio, a cominciare dagli italiani.

Sul tema più generale delle materie prime, concludiamo con una nota sull’indice di produzione mondiale, che ad agosto è risultato in ripresa e continua ad allontanarsi dal drammatico –17% di aprile. A trainare l’indice è la produzione cinese, tornata in territorio positivo – la Cina si conferma così come il vero dominus delle commodity.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Per il mercato dei metalli non ferrosi, quella appena trascorsa è stata, nel complesso, una settimana di ribassi – che non stupisce dopo la galoppata di agosto. In particolare, hanno registrato ribassi i prezzi di rame, alluminio, nichel e zinco. In ribasso anche i prezzi di petrolio e gas naturale. Tra i metalli preziosi, la settimana è stata positiva soltanto per il palladio. Sul fronte valutario, invece, il dollaro prova a rimbalzare e chiude la settimana in rialzo, dopo aver fatto registrare il nuovo minimo annuale contro le principali valute. Rispetto a queste ultime, da aprile, il dollaro ha perso oltre il 10%, e il 13% contro l’euro.