L’Unione Europea fa un nuovo passo storico: arrivano gli eurobond

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 27 luglio 2020

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), è stato registrato un rialzo dei prezzi che ha interessato 3 metalli su 6. In evidenza il rialzo dell’alluminio primario, seguito dallo stagno. Le quotazioni dell’indice LMEX sono scese a quota 2889 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è vicino alla zona ipercomprato. La chiusura settimanale è sopra le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione rialzista). L’indice ha recuperato interamente il valore perso a causa della pandemia.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Dopo quattro giorni e quattro notti di intensi negoziati, anche bilaterali, i 27 paesi membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un importante accordo sul prossimo bilancio comunitario 2021-2027, di cui fa parte anche il discusso Recovery Fund.

L’intesa è “realmente storica” e l’accordo raggiunto, per la prima volta, sigla la nascita di un debito comune europeo (eurobond) e di nuovi strumenti di politica economica, sulla scia della grave recessione provocata dalla pandemia.

Nello specifico, i 750 miliardi del fondo sono suddivisi in sussidi (390) e prestiti (360). L’Italia riceverà complessivamente 209 miliardi di euro e per il nostro paese, adesso, inizia la fase più difficile. Infatti, i soldi messi a disposizione dal fondo sono vincolati alla realizzazione di progetti coerenti con gli impegni presi con l’Europa. E, soprattutto, coerenti con le priorità del paese.

La reazione dei mercati alla notizia dell’accordo è stata positiva. L’euro si è apprezzato e, contro il dollaro, ha superato quota 1.16 – non accadeva dal 2018. Lo spread tra BTP e Bund è sceso a 145 punti e ora viaggia poco sopra quota 150 – ad aprile era salito fino a 277. Notevole il risparmio in conto interessi per l’Italia. Bene anche le Borse. Un’altra notizia positiva per l’Eurozona è la risalita dell’indice manifatturiero PMI, che torna sopra quota 51 (espansione) contro il 47 (contrazione) del mese di giugno.

Fuori dall’Europa, invece, le notizie non sono altrettanto positive. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina si vanno intensificando e ora, dalle ritorsioni commerciali, si è passati a quelle diplomatiche, con la chiusura di alcuni consolati cinesi su suolo americano, con la motivazione che fossero centri di spionaggio. Immediata la risposta cinese, che ha agito in maniera speculare e nelle dichiarazioni, da entrambi i fronti, si tornano a sentire frasi che hanno il sapore della guerra fredda.

Inevitabilmente, i mercati – da quelli asiatici a quelli americani ed europei, fino a quelli delle materie prime, a cominciare dai metalli – hanno reagito negativamente. Lo stesso dollaro si è indebolito, toccando il nuovo minimo annuale e tornando ai livelli del settembre 2017.