La profonda crisi del mercato del carbone

Il prezzo del carbone tra tensioni commerciali e processi di decarbonizzazione

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Carbone Congiuntura

Il comparto degli Energetici ha risentito in maniera molto intensa degli effetti della pandemia, il blocco dei trasporti e quello dell’industria hanno causato un forte crollo. Un esempio è il prezzo del petrolio che ha registrato i minimi del secolo, raggiungendo anche valori sotto lo zero. Se la pandemia per il prezzo del petrolio ha decretato l’inizio di una crisi dal lentissimo recupero, per il carbone termico questa ha acuito gli effetti di una flessione già in corso. Tale flessione deriva da due fenomeni distinti: decarbonizzazione e tensioni commerciali.

Della decarbonizzazione si era parlato in un precedente articolo, sottolineando come alcuni paesi siano ancora dipendenti dal mercato del carbone, data la competitività del prezzo rispetto ad altre fonti energetiche. Ad esempio l’India e la Cina sono ancora legate all’uso del carbone. A differenza dell’India, la Cina sta cercando di ridurre la propria dipendenza da mercati esteri, rivolgendosi, laddove possibile, al solo mercato interno, anche in conseguenza di tensioni commerciali con i partner di riferimento.
Le importazioni della Cina sono attualmente oggetto di una contesa commerciale con l’Australia, secondo esportatore mondiale, che sembra essersi esacerbata con l’attuale crisi pandemica. L’Australia è nel mezzo delle forti tensioni tra USA e Cina. Da un lato è alleata con gli americani, dall’altro la Cina è un partner commerciale strategico, con cui non mancano però scontri commerciali.
Lo scorso anno la Cina ha ridotto la sua dipendenza dal carbone australiano e ciò è stato visto come una mossa contro l’Australia dopo che questa aveva scelto di escludere il colosso cinese Huawei nella costruzione della rete 5G sull’isola.
Inoltre recentemente Pechino ha annullato due importanti spedizioni di carbone dall’Australia ed è probabile che si appresti a cancellarne altre. Il ministro dell’agricoltura australiano ha dichiarato che la rete di scambi commerciali è ampia e che in mancanza della Cina si apprestano ad aumentare la loro collaborazione con altri partner.

Il mercato del carbone quindi è in un momento di crisi, da un lato il processo di decarbonizzazione dall’altro le tensioni commerciali alle quali si aggiungono gli effetti del lockdown. La quotazione spot del carbone fossile all’Intercontinental Exchange evidenzia questa crisi. Il grafico che segue ne riporta i valori in euro per tonnellata.

Andamento prezzo del carbone termico
Andamento prezzo del carbone spot

Dal grafico emerge che la quotazione del carbone si posiziona su un profondo trend negativo iniziato a novembre 2018, dal quale è sembrata leggermente riprendersi nell’estate del 2019 per poi tornare a perdere valore. Nell’arco di due anni la quotazione ha dimezzato il suo valore di oltre il 50%, passando da un livello di ottobre 2018 pari a 87 euro alla tonnellata a quello di aprile 2020 pari ai 42 euro alla tonnellata. Questo è prossimo al valore di minimo storico di febbraio 2016 pari a 40 euro alla tonnellata.