Covid-19: superato il milione di casi. Mercati isterici

Settimanale metalli non ferrosi LME - Commento del 06 aprile 2020

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LME Non Ferrosi Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Andamento non ferrosi

 

La scorsa settimana, rispetto alla precedente (venerdì su venerdì), si è registrato un rimbalzo dei prezzi che ha interessato 3 metalli su 6. In evidenza il ribasso dell’alluminio primario e il rialzo del rame. Le quotazioni dell’indice LMEX sono rimaste sotto quota 2300 $. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è in zona ipervenduto. La chiusura settimanale è sotto le medie mobili a 10, 20, 40 giorni (indicazione ribassista). Il valore dell’indice è sceso sotto la trendline (supporto dei prezzi) di lungo periodo che unisce i minimi del 2001, 2008 e quelli del 2016 fino ai minimi attuali. Ciò rende possibile un ulteriore ribasso dei prezzi dei metalli non ferrosi, che spaventa gli operatori così come l’alto livello di volatilità dei prezzi.

COMMENTO MACROECONOMICO E PROSPETTIVE

Nei giorni scorsi è stato superato il milione di contagi globali, con oltre 60.000 morti in 181 paesi. Metà della popolazione mondiale è confinata in casa, il picco non è stato ancora raggiunto e si sposta sempre più in avanti la possibile data di fine lockdown. Tanto che anche la locomotiva economica mondiale degli Stati Uniti si è fermata, cancellando in pochi giorni il risultato raggiunto di una disoccupazione ai minimi da cinquant’anni, e consegnando la cifra di 6.6 milioni di persone senza lavoro.

In parallelo alla crisi occupazionale, generata dall’economia reale, si colloca la crisi finanziaria, i cui effetti colpiscono ancora una volta economia e posti di lavoro. E nonostante i miliardi annunciati da governi e banche centrali, tuttora il treno del sistema economico mondiale procede verso la depressione.

Ciò contribuisce ancora una volta, in un circolo vizioso, a creare paura e isteria nei mercati. Gli effetti si sono visti con il petrolio. Sull’onda delle voci di un possibile taglio della produzione di greggio in America e nei paesi aderenti all’OPEC, i prezzi del petrolio sono volati fino a registrare un balzo record del 47% in una sola giornata. Tale rialzo è l’ulteriore conferma di un’elevatissima volatilità, che, combinata con prezzi bassissimi, consente il manifestarsi di queste fiammate, che hanno effetti inevitabili su mercati molto correlati, come quello del petrolio e del rame o dell’alluminio.

Andamento dei mercati finanziari e delle materie prime
Il peggioramento delle stime economiche aggiornato giorno dopo giorno, il crollo degli indicatori di fiducia, l’incremento della disoccupazione, la richiesta di aiuto statale a tutti i livelli, lasciano il trend dei prezzi delle materie prime nella direzione ribassista e vicino ai minimi pluriennali, nonostante le prove di rimbalzo della settimana scorsa.
Il CRB Index, indice generale delle materie prime pubblicato da Reuters, prova il rimbalzo, trascinato dai prezzi del petrolio e in parte anche del rame, allontanandosi dai valori minimi dal 1970.
Metalli non ferrosi: prezzi incredibilmente bassi, sui livelli del 2016, nonostante il rimbalzo che riporta il rame sopra quota 4800 $/ton, legato al rimbalzo dei prezzi del petrolio e ad alcune sospensioni produttive in importanti miniere. Sostanzialmente stabili o in flessione gli altri metalli. Nuovi minimi pluriennali per l’alluminio.
Metalli preziosi: torna a salire il prezzo dell’oro. In ribasso i prezzi di argento, platino e palladio.
Petrolio: forte rimbalzo dei prezzi, che tornano sopra i 30 dollari per il Brent e sopra i 25 per il WTI. In rialzo anche il prezzo del gas naturale.
Valute: Sui mercati forex il cross euro-dollaro resta il più volatile, a causa dell’importanza mondiale delle due valute. Il dollaro sale, ma si allontana dai massimi annuali. In discesa l’euro, mentre rimbalza lo yuan cinese. In ribasso tutte le valute dei Paesi emergenti.