Prezzi del mais, mai così alti da 5 anni

Da maggio la quotazione spot ha registrato una variazione dell’ordine del 20%

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Alimentari Congiuntura

Negli USA la stagione del mais inizia ad aprile e termina a fine novembre con il raccolto. In questo periodo il prezzo tende a fluttuare, a causa dell’incertezza per l’andamento della stagione. Analizzando la serie storica del mais si nota una certa stagionalità con un prezzo che solitamente tende ad aumentare nel periodo primaverile ed d'inzio d'estate, quando inizia la fase di semina. L’intensità con cui il prezzo tende a muoversi è legato alle aspettative sulla futura offerta, che solitamente dipendono dal clima e/o dalla condizione delle piantagioni.
Da maggio 2019 la quotazione spot del mais al Chicago Mercantile Exchange (CME) sta registrando una fase di aumento, generata da aspettative di un raccolto limitato.

In particolare, da aprile a giugno la variazione del prezzo spot segnala un aumento pari al +22%, passando da 141 a 172 dollari alla tonnellata, un livello di prezzo così elevato non si vedeva da giugno 2014. La variazione più forte è stata registrata nel mese di giugno, con una variazione congiunturale del +15%.
Alla base di questa dinamica ci sono le aspettative di riduzione dell’offerta di mais; a causa di una primavera fredda e piovosa i produttori americani hanno dovuto ritardare il periodo di semina. Inoltre secondo un rapporto dello United States Department of Agriculture a giugno le scorte americane di mais si sono ridotte del -2% rispetto a giugno 2018.

Il grafico che segue riporta le quotazione dei contratti che riguardano:

  1. la stagione agricola 2019, con scadenza luglio, settembre 2019 e marzo 2020 (in colore rosso),
  2. la stagione agricola 2020, con scadenza settembre e dicembre 2020 (in colore blu).

Contratti future sul mais

Contratti furure sul mais

 

Dal grafico emerge chiaramente che i contratti relativi alla stagione 2019 registrano tutti forti aumenti (dell’ordine del 15%), riflettendo tutti aspettative di un’offerta limitata. Per quanto riguarda invece i contratti per la stagione 2020, questi non registrano aumenti significativi, perché gli operatori non hanno alcuna informazione sul livello di raccolta della prossima stagione agricola: i mercati si attendono una futura disponibilità dell’offerta “normale", pertanto l’aumento, contenuto, registrato negli ultimi mesi è solo dovuto agli effetti ciclici che caratterizzano il mercato del mais.