I prezzi europei della soda caustica restano stabili

Confronto tra i prezzi europei e cinesi

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Chimici Inorganici Congiuntura

La soda caustica è ampiamente utilizzata nel settore dell’industria cartaria e chimica (coloranti, detergenti e saponi). Essa la si può trovare o allo stato solido o in soluzione liquefatta.
In questo articolo si analizzano i prezzi della soda caustica in soluzione liquefatta poiché di maggiore importanza negli scambi commerciali europei. Nel 2017 il valore delle importazioni di soda caustica in forma liquefatta è stato di 1.4 miliardi di euro, contro i soli 140 milioni di euro di quella allo stato solido.

I prezzi della soda caustica in UE e in Cina

Il grafico che segue riporta il prezzo doganale in livelli in euro della soda caustica europea e cinese. prezzo della soda caustica Dal grafico emerge una forte relazione tra il prezzo europeo e quello cinese, confermata anche dall’indice di correlazione pari a 0.76.
Dopo una relativa fase di stabilità, dalla seconda parte del 2016 i prezzi hanno registrato aumenti tali da portarli su un nuovo livello. Da settembre 2016 agli inizi del 2018 i prezzi cinesi ed europei sono aumentati rispettivamente del + 123% e del + 64%, raggiungendo il loro massimo storico di 175 e 275 euro per tonnellata.
A seguito di questa ondata di forti tensioni i prezzi hanno iniziato a decresce. Nel 2018 i prezzi cinesi sono diminuiti con una maggiore intensità, pari a - 32%, rispetto a quelli europei che hanno registrato una variazione del - 8%. Il prezzo cinese si trova tuttora su un trend negativo spinto dalla diminuzione della domanda di soda caustica: nel 2018 la domanda cinese è scesa del - 20% (fonte ExportPlanning). Il prezzo europeo invece sembra essersi relativamente stabilizzato, con aumenti modesti della domanda (+ 5% nel 2018, ExportPlanning).
L’Europa (UE 28) è riuscita a contenere la caduta del prezzo poiché esercita un forte ruolo nel commercio internazionale. L’UE è infatti il primo esportatore a livello mondiale di soda caustica - l’export proviene principalmente da Germania e Olanda -, con scambi per 1.4 miliardi di euro nel 2017, rivolti quasi interamente al commercio intraUE. Ciò definisce l'Europa come un mercato focalizzato sugli scambi interni in cui la domanda è soddisfatta dai paesi apparteneti allo stesso mercato. Questo garantisce sicuramente un controllo maggiore sulla stabilizzazione dei prezzi.