2018 in rosso per tutti i metalli, ma tutti gli occhi sono puntati su Cina, USA ed Europa

Metalli non ferrosi LME - Commento del 09 gennaio 2019

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Non Ferrosi LME Analisi settimanale LME

DINAMICA SETTIMANALE

Performance dei singoli metalli (future 3 mesi $)
Da inizio anno Performance a 1 anno
Ultima settimana Performance a 1 settimana

 

Nella prima settimana del 2019 c’è stato un leggero ribasso dei prezzi che ha interessato 3 metalli su 6. In evidenza il ribasso del piombo seguito da quello del rame. La chiusura LMEX è scesa fino a toccare quota 2730 $ e poi ha rimbalzato. L’indicatore di momentum che misura la forza del trend in atto è uscito dalla zona ipervenduto e ora si trova in zona neutra. Buona la correlazione con i prezzi del petrolio e anche col cambio euro-dollaro. La performance del 2018 è negativa (-18%) come è negativa per tutti i metalli.

COMMENTO MACROECONOMICO

Il 2018 è stato un anno di ribassi per tutti i metalli non ferrosi quotati all’LME - London Metal Exchange. Il ribasso più consistente è stato segnato dallo zinco col 26% seguito dall’alluminio 2° col 22% e dal piombo col 19%. Nell’insieme l’indice LMEX ha registrato il – 18%.
Ancora più significativi sono i dati relativi alla volatilità dei prezzi che è stata molto alta per tutti i metalli. Al 1° posto c’è sempre lo zinco affiancato dal nichel con una volatilità superiore al 36%. Seguono l’alluminio e il piombo col 29%. La volatilità sale al 50% per i prezzi del petrolio.
Le ragioni che possono spiegare il ribasso (e anche la volatilità) sono diverse e vanno dal rafforzamento del dollaro, alla discesa dei prezzi del petrolio, dalla guerra commerciale USA-Cina fino ai timori di recessione economica a livello mondiale che, secondo alcune stime, comincerebbe a farsi sentire in quest’anno appena iniziato per rafforzarsi nel 2020.

Il nuovo anno inizia all’insegna degli stessi problemi. In più va segnalato che in Europa c’è un doppio appuntamento: Brexit ed elezioni per il rinnovo delle istituzioni dell’Unione Europea. Sono due appuntamenti che possono incidere sul futuro della UE.
In America invece a tenere banco è lo shutdown che paralizza molti uffici pubblici per via del mancato accordo tra il Presidente Trump e il Parlamento sulla legge di bilancio. Lo scontro è sullo stanziamento di 5 miliardi di dollari da destinare alla costruzione del muro al confine tra USA e Messico fortemente voluto da Trump.
Questo è solo un assaggio di ciò che succederà nella seconda parte della presidenza di Trump dopo che, nelle elezioni di midterm, ha perso il controllo di una delle due camere. Un piccolo aiuto a Trump e ai mercati arriva dalla FED che ha annunciato che il rialzo dei tassi di interesse procederà più lento.
Per quanto riguarda la Cina, osservato principale in quanto è il 1° consumatore mondiale di metalli, vanno segnalati due problemi su tutti: l’elevato debito pubblico e privato che preoccupa il governo di Pechino e non solo e il possibile rallentamento delle esportazioni, principale causa del rallentamento dell’economia. Per questa ragione tutto il mondo guarda con apprensione al riavvio delle trattative tra USA e Cina per risolvere la guerra dei dazi.
I primi giorni di quotazione del 2019 hanno visto ancora ribassi per alcuni metalli specie dopo l’uscita dei dati economici cinesi che evidenziano un rallentamento dell’economia. Quindi come sempre, invitiamo a guardare con attenzione l’evoluzione dei trend dei prezzi dei metalli assieme a quelli dei mercati con cui esiste una correlazione elevata (dollaro e petrolio) senza dimenticare le news particolarmente rilevanti che arrivano dai paesi che sono i principali consumatori come Cina, USA ed Europa.