Tensione per i mercati energetici: gas, petrolio e carbone nell’attesa delle decisioni degli Stati Uniti

Andamento settimanale delle commodity energetiche

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Gas Naturale

I mercati del gas restano in una fase di forte attesa, con l’attenzione concentrata soprattutto sulle prossime decisioni del governo statunitense in merito alla crisi con l’Iran. La scorsa settimana il TTF ha perso terreno, favorito dalle ipotesi di una possibile de-escalation in Medio Oriente, mentre i fondamentali hanno inciso solo marginalmente sulla formazione dei prezzi.
Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 3 aprile sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:

  • TTF Olanda 50.0 €/MWh (-4.2 €/MWh)
  • HenryHub USA 8.3 €/MWh (-0.9 €/MWh)
  • JKM Asia 59.1 €/MWh (-1.3 €/MWh)

Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari

Il contratto front month è sceso sotto la soglia di 50 €/MWh per la prima volta in tre settimane, chiudendo ai minimi dall’11 marzo, in un contesto in cui l’avvio della stagione estiva ha portato il prompt a trattare a sconto rispetto al terzo e al quarto trimestre, creando incentivi a rivendere più avanti le iniezioni effettuate in estate.
In avvio di settimana, però, il quadro è tornato più incerto dopo il nuovo irrigidimento della retorica americana e l’ultimatum fissato da Donald Trump sull’abbandono del programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli operatori restano prudenti perché il mercato attende di capire se alle dichiarazioni statunitensi seguiranno misure concrete oppure un nuovo rinvio, e questa incertezza continua a dominare la direzione dei prezzi. Sullo sfondo, alcuni elementi fisici offrono ulteriore supporto alla cautela, tra cui il blocco di due navi qatariote dirette in Pakistan e la riduzione temporanea dei flussi da terminali LNG nel Nord Ovest Europa per la manutenzione del terminale di Wilhelmshaven.

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Petrolio

La scorsa settimana il mercato petrolifero si è ulteriormente irrigidito, con il focus concentrato sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, sull’ultimatum statunitense all’Iran e sull’intensificarsi degli attacchi reciproci contro infrastrutture civili ed energetiche. I prezzi del Brent hanno chiuso a 109.0 $/bbl venerdì 3 aprile, in calo di -3.6 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Le quotazioni del WTI sono invece aumentate significativamente su base settimanale, con una variazione di 11.9 $/bbl e chiudendo a 111.5 $/bbl.

Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio

Oggi il Brent è salito a 110.4 dollari al barile e il WTI a 116.4 dollari, con il greggio americano su livelli massimi dal 2022, mentre il mercato ha attribuito un premio crescente alla disponibilità immediata di barili. In parallelo, il mercato fisico ha mostrato tensioni ancora più acute, con alcuni greggi per consegna ravvicinata vicini a 150 dollari al barile e il Forties del Mare del Nord a un massimo storico, segnale di forte competizione tra raffinerie europee e asiatiche per sostituire i flussi mediorientali interrotti.
Sul fronte dell’offerta, l’aumento di 206000 barili al giorno deciso dall’OPEC+ per maggio appare in larga misura nominale, perché la chiusura di Hormuz continua a limitare proprio i produttori che avrebbero maggiore capacità di incremento. Anche i governi stanno intervenendo per attenuare l’impatto sui consumatori, mentre il mercato resta in attesa di capire se da Washington arriveranno azioni concrete o nuovi rinvii.

Carbone Termico

Il prezzo del carbone termico Europa API2 ha chiuso a 113.0 $/ton, in flessione di -6.6 $/ton rispetto a venerdì 3 aprile. I futures sul carbone termico australiano sono invece cresciuti, registrando una variazione di +2.3 $/ton e chiudendo a 137.9 $/ton.

Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa

Il mercato del carbone termico API2 ha risentito soprattutto della flessione del TTF, ma al contempo continua a mantenere un vantaggio di costo rispetto alla generazione a gas in termini di costi marginali di breve periodo. Questo differenziale ha migliorato la redditività relativa della produzione elettrica da carbone in Germania, contribuendo a sostenere il mercato nonostante la debolezza dei prezzi. Anche in Asia la domanda di carbone termico ad alto potere calorifico resta supportata, poiché il gas continua a risultare meno competitivo nella generazione elettrica.
Per questa settimana il punto centrale resta la competitività del carbone rispetto al gas nei momenti in cui la produzione rinnovabile è bassa e il carico residuo aumenta. In tali condizioni ci si attende un maggiore ricorso al carbone, soprattutto in Germania, dove le stime di consumo nel settore elettrico sono state riviste nettamente al rialzo rispetto alle attese precedenti. Anche in Asia il quadro resta favorevole al carbone, pur con temperature miti che potrebbero contenere la domanda elettrica per riscaldamento.