Prezzi delle commodity in balia del conflitto in Medio Oriente

L'annuncio dell'offerta extra dell’IEA non basta a frenare i prezzi del petrolio

.

Indicatori Congiunturali Settimana Finanziaria Materie Prime

Lo scoppio del conflitto in Iran sta generando forte incertezza sui mercati energetici, dove i prezzi finanziari sono ormai guidati quasi esclusivamente dall’evoluzione della crisi.
Lunedì 9 marzo, i prezzi del Brent hanno registrato un rialzo di quasi il 7%, arrivando a 99 $/barile, sostenuto dai tagli alla produzione in Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Il giorno successivo, le quotazioni intraday hanno toccato addirittura i 120 $/barile, per poi crollare e chiudere a 87.8 $/barile.

Il calo è stato principalmente determinato dall’annuncio del presidente Trump di una possibile conclusione imminente del conflitto, accompagnato da indiscrezioni su un probabile allentamento delle sanzioni petrolifere statunitensi nei confronti di alcuni Paesi. Ulteriori pressioni sul mercato sono arrivate dai ministri delle finanze del G7, che stavano già valutando un massiccio rilascio di scorte dalle riserve strategiche. Tale misura è stata poi confermata nella riunione straordinaria di mercoledì, quando l’International Energy Agency (IEA) ha autorizzato il rilascio coordinato di 400 milioni di barili, il più grande mai realizzato.
Nonostante questo intervento, i prezzi del petrolio hanno rapidamente ripreso la loro corsa al rialzo legata all’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, chiudendo la settimana sopra i 100 $/barile. Al momento, infatti, l’unico fattore in grado di ridurre significativamente i prezzi del petrolio è la fine del conflitto in Medio Oriente e la ripresa dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz.

I mercati finanziari dei distillati restano anch’essi fortemente sostenuti, con i prezzi di gasolio e benzina che presentano entrambi rialzi settimanali superiori al 10%. In lieve calo invece i prezzi spot del gas naturale europeo TTF Olanda, che tuttavia rimangono attorno ai 50 €/MWh.

Nel settore delle termoplastiche, i prezzi cinesi dei contratti finanziari quotati al Dalian Commodity Exchange (DCE) hanno subito una brusca correzione venerdì, annullando completamente i rialzi registrati durante la settimana. In particolare, il PVC, il polipropilene e il LLDPE hanno registrato flessioni giornaliere rispettivamente del -11%, -8% e -6%.

I prezzi dei metalli preziosi sono rimasti complessivamente stabili su base settimanale, presentando una lieve flessione. In questo contesto caratterizzato da elevata incertezza, il mancato rialzo dei beni rifugio riflette le attese di politiche monetarie più restrittive, alimentate dal timore che l’aumento dei prezzi del petrolio possa tradursi in maggiori pressioni inflazionistiche.

Nel mercato dei metalli industriali si rilevano dinamiche dei prezzi per lo più laterali, con eccezione per l’alluminio, che al London Metal Exchange (LME) ha superato i 3500 $/tonnellata a causa delle interruzioni di offerta legate al blocco dello Stretto di Hormuz.
Tra i metalli ferrosi si registrano rialzi soprattutto sulle borse cinesi, in particolare per i minerali di ferro, i coils e i tondini d’acciaio. Per quanto riguarda i metalli non ferrosi, oltre all’incremento dell’alluminio e delle sue leghe, si segnala un aumento delle quotazioni del nichel. Il rialzo di quest’ultimo è legato alle attese di possibili interruzioni della produzione in Indonesia, dove una parte rilevante della raffinazione utilizza acido solforico prodotto a partire dallo zolfo importato dal Medio Oriente.

Nel comparto delle commodity agricole si rileva un aumento particolarmente marcato per i prezzi dell’avena, che al Chicago Mercantile Exchange ritornano a livelli di 3.63 $/Bushel. Altri aumenti significativi riguardano oli alimentari, cacao e zucchero, quest’ultimo sostenuto dalle attese che, nel raccolto 2026/27, l’industria brasiliana possa destinare una quota maggiore della produzione di canna da zucchero alla produzione di etanolo. Tra le flessioni, si segnala invece quella del caffè robusta, legata al miglioramento delle prospettive di offerta proveniente dal Brasile.

Inflazione USA

I dati più recenti sull’inflazione statunitense, misurata sia dal Consumer Price Index (CPI) sia dal Personal Consumption Expenditures (PCE), confermano la presenza di pressioni inflazionistiche persistenti, ancora lontane dall’obiettivo del 2% della Federal Reserve (FED).
Nel mese di febbraio, il CPI ha registrato un incremento su base mensile del +0.3% e su base annua del 2.4%. I dati PCE, riferiti a gennaio 2026, mostrano anch’essi pressioni inflazionistiche ancora rilevanti, con una crescita mensile dello 0.3% e annua del 2.8%.

Questi dati non riflettono ancora l’impennata dei prezzi energetici di marzo causata dall’escalation del conflitto in Medio Oriente. I mercati si attendono quindi un possibile aumento dell’inflazione nei prossimi mesi, che potrebbe ritardare eventuali tagli dei tassi da parte della FED.

APPENDICE NUMERICA

ENERGIA

L’indice finanziario PricePedia dei prodotti energetici registra forti oscillazioni, con movimenti contrastanti determinati dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dell'energia
Indici finanziari PricePedia dei prezzi dell'energia

L’heatmap degli energetici segnala importanti rialzi settimanali per i prezzi del petrolio e dei suoi derivati.

HeatMap dei prezzi degli energetici in euro
HeatMap dei prezzi degli energetici

 

MATERIE PLASTICHE

L'indice finanziario cinese delle materie plastiche e degli elastomeri cinesi interrompe la propria dinamica rialzista, registrando una brusca correzione nella giornata di venerdì.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari delle materie plastiche
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari delle materie plastiche

METALLI PREZIOSI

L’indice finanziario dei metalli preziosi segue una riduzione settimanale prezzi.

Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi
Indice Finanziario PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli preziosi

FERROSI

L'indice finanziario dei metalli in Cina segnala un lieve rialzo settimanale, mentre quello europeo rimane relativamente stabile.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli ferrosi

Dall'analisi dell'heatmap si segnala una crescita dei prezzi cinesi dei minerali di ferro, dei coils e dei tondini di acciaio.

HeatMap dei prezzi dei ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei ferrosi

 

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!

NON FERROSI INDUSTRIALI

I due indici finanziari dei metalli non ferrosi presentano un lieve rialzo dei prezzi.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari dei metalli non ferrosi industriali

Dall’analisi dell’heatmap dei non ferrosi si evidenzia l'aumento dei prezzi dell'alluminio, delle leghe di alluminio e del nichel.

HeatMap dei prezzi dei non ferrosi in euro
HeatMap dei prezzi dei non ferrosi

 

ALIMENTARI

Gli indici degli oli alimentari e dei cereali proseguono la loro fase di crescita, mentre quello dei tropicali registra una flessione.

Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari
Indici Finanziari PricePedia dei prezzi in dollari degli alimentari

CEREALI

L'heatmap dei cereali rileva una crescita settimanale significativa della media mobile a 3 giorni dei prezzi dell'avena.

HeatMap dei prezzi in euro dei cereali
HeatMap dei prezzi in euro dei cereali

TROPICALI

L'heatmap dei tropicali segnala una ripresa dei prezzi di cacao e zucchero, a fronte di una riduzione di quelli del caffè robusta.

HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali
HeatMap dei prezzi in euro degli alimentari tropicali

OLI

Dall'heatmap degli oli alimentari emerge un rialzo generalizzato dei prezzi, particolarmente intenso per l'olio di palma.

HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari
HeatMap dei prezzi in euro degli oli alimentari