Gas in recupero, petrolio e carbone in fase correttiva
Andamento settimanale delle commodity energetiche
Pubblicato da Nicolò Genta. .
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Di seguito vengono illustrate le variazioni delle quotazioni di venerdì 12 dicembre sul mercato del gas naturale, rispetto al venerdì precedente:
- TTF Olanda 27.7 €/MWh (+0.4 €/MWh)
- HenryHub USA 12.0 €/MWh (-3.5 €/MWh)
- JKM Asia 31.1 €/MWh (-0.8 €/MWh)
I mercati europei del gas relativamente stabili nonostante le condizioni meteorologiche insolitamente miti e il contesto di offerta abbondante. Temperature sensibilmente superiori alle medie stagionali e una produzione eolica elevata hanno ridotto i consumi di gas, determinando un netto rallentamento dei prelievi dagli stoccaggi. Dal lato finanziario, il posizionamento degli investitori mostra un aumento delle posizioni corte, mentre gli operatori commerciali mantengono esposizioni più prudenti, segnalando un mercato ancora sensibile a eventuali cambiamenti meteo.
Sul fronte dell’offerta, i flussi norvegesi sono rimasti complessivamente stabili, con lievi variazioni nella distribuzione tra Regno Unito e Continente. Le importazioni di GNL hanno evidenziato un rallentamento nel Regno Unito, compensato però da un incremento significativo nei terminali dell’Europa continentale, in particolare in Francia e Belgio. Questo ha contribuito a mantenere il sistema ben rifornito e a ridurre la pressione sugli stoccaggi, che restano su livelli considerati confortevoli.
L’attenzione del mercato rimane concentrata sull’evoluzione delle previsioni meteo, elemento chiave per determinare l’andamento della domanda nelle prossime settimane.
Grafico 1: Andamento prezzo del gas naturale TTF e confronto tra i mercati finanziari
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Petrolio
I prezzi del Brent hanno chiuso a 61.1 $/bbl venerdì 12 dicembre, in calo di -2.7 $/bbl rispetto alla chiusura della settimana precedente. Il WTI ha registrato anch’esso una variazione analoga, chiudendo le quotazioni a 57.4 $/bbl.
Grafico 2: Andamento prezzo del petrolio
Il mercato petrolifero ha attraversato una settimana caratterizzata da un equilibrio tra fattori di domanda e offerta, con prezzi complessivamente in calo.
I listini hanno risentito del ripristino della produzione in Iraq e delle aspettative legate a un possibile accordo tra Russia e Ucraina, che potrebbe riportare ulteriori volumi sul mercato globale.
Le abbondanti scorte di carburanti negli Stati Uniti e la percezione di un surplus strutturale hanno rafforzato il sentiment prudente, nonostante alcuni episodi di tensione geopolitica abbiano temporaneamente sostenuto le quotazioni.
Nel corso della settimana si sono alternati rimbalzi tecnici e nuove pressioni ribassiste, fino a una chiusura con perdite settimanali superiori al quattro per cento. Parallelamente sono emersi segnali di sostegno dal lato della domanda asiatica. In Cina il rilascio anticipato delle quote di importazione per il 2026 ha consentito alle raffinerie indipendenti di aumentare sensibilmente i tassi di utilizzo, favorendo il riassorbimento delle scorte e migliorando la visibilità della domanda nel breve termine.
Sul fronte dell’offerta, l’inasprimento delle sanzioni statunitensi ha ridotto le esportazioni venezuelane, bloccando volumi rilevanti e incidendo soprattutto sulla disponibilità di greggi pesanti. Questo effetto è stato tuttavia compensato dalle attese per il ripristino della capacità di esportazione dal Mar Nero, che ha attenuato le tensioni sull’offerta e contribuito a mantenere il mercato in una condizione di sostanziale bilanciamento.
Carbone Termico
Venerdì 12 dicembre il prezzo del carbone termico Europa API2 ha chiuso a 96.7 $/ton, in riduzione di – 0.5 $/ton rispetto al venerdì della settimana precedente. I futures sul carbone termico australiano hanno subito un calo più marcato, con una variazione di -1.7 $/ton, attestandosi a 108.5 $/ton.
Grafico 3: Andamento prezzo del carbone termico Europa
Il mercato del carbone termico europeo ha registrato una settimana caratterizzata da domanda debole e pressioni sui prezzi. L’indice API2 ha chiuso in lieve calo, penalizzato dall’aumento della produzione eolica e dal persistente vantaggio di costo della generazione a gas rispetto al carbone. In Germania il costo marginale della produzione elettrica da gas si è mantenuto nettamente inferiore a quello del carbone, favorendo lo switching e limitando il sostegno stagionale tipico del periodo invernale.
Le scorte nei porti ARA sono risultate in aumento e su livelli adeguati alla stagione, senza segnali di tensione sull’offerta.
Sul mercato internazionale, i prezzi del carbone australiano hanno mostrato un andamento divergente tra le diverse qualità, con forti ribassi per i gradi a più basso contenuto energetico, riflettendo una domanda cinese più debole. In Cina, temperature superiori alla norma, aumento della produzione domestica e crescita delle scorte portuali hanno esercitato una pressione ribassista sui prezzi interni, riducendo l’attrattività delle importazioni e influenzando l’equilibrio del mercato marittimo globale.
Nel Nord Est asiatico, la domanda di carbone ha beneficiato solo parzialmente di fattori stagionali, mentre previsioni meteo miti e attese di calo dei prezzi del gas alimentano il rischio di ulteriore fuel switching. Un elemento di sostegno potrebbe derivare da possibili riduzioni dell’offerta, legate all’adeguamento della capacità produttiva a più alto costo in risposta ai livelli di prezzo attuali.