La sostituibilità tra commodity quale fattore di mitigazione del rischio di scarsità strutturale

Una misura indiretta della sostituibilità: la correlazione tra i prezzi delle commodity

.

Procurement Gestione dei rischi di approvvigionamento

Le più recenti analisi di PricePedia delineano, per il biennio 2025-2026, uno scenario di probabile calo dei prezzi delle commodity, seguito da un modesto rialzo nel 2027[1]. Per gli uffici acquisti prosegue quindi una fase favorevole, in cui il buyer dispone di un maggiore potere negoziale e la riduzione dei costi può rappresentare una leva competitiva importante.

Tuttavia, le previsioni rappresentano solo lo scenario più probabile, non certamente l’unico possibile. Gli shock geopolitici, i mutamenti regolatori o gli squilibri di mercato possono rapidamente modificare le condizioni di offerta e di prezzo. Un ufficio acquisti evoluto non si limita quindi a utilizzare le previsioni per le proprie decisioni, ma valuta anche i rischi di approvvigionamento che potrebbero derivare da scenari meno probabili, ma comunque possibili.

Tra questi rischi è utile distinguere tra quelli controllabili – legati a fattori interni, come la gestione delle scorte o la diversificazione dei fornitori – e quelli esogeni, che dipendono da fattori esterni sui quali l’impresa non può intervenire direttamente, ma può solo agire per mitigarne gli effetti. All’interno di questa seconda categoria rientra il rischio di scarsità strutturale, ossia la possibilità che, per una determinata commodity, l’offerta globale non sia in grado, per un periodo più o meno prolungato, di soddisfare la domanda.

Per rafforzare la resilienza delle imprese rispetto ai rischi esogeni, PricePedia ha avviato un progetto di misurazione dei Rischi Esogeni di Approvvigionamento di una Commodity (REAC). L’obiettivo è fornire uno score sintetico che consenta di valutare il livello di vulnerabilità esogena di ciascuna commodity monitorata.

Rischi Esogeni di Approvvigionamento di una Commodity

 

Tra le varie componenti del REAC, una delle più rilevanti è proprio la scarsità strutturale. Essa può essere mitigata, almeno in parte, attraverso la sostituibilità tra commodity: la possibilità di rimpiazzare un materiale con un altro, funzionalmente simile, riduce l’impatto delle tensioni sull’offerta. Comprendere e misurare questa sostituibilità diventa quindi un passaggio cruciale per la gestione strategica del rischio.

Nel seguito dell’articolo esploreremo come la correlazione tra i prezzi possa rappresentare una misura indiretta della sostituibilità tra commodity, fornendo un segnale utile – se correttamente interpretato – per valutare la resilienza delle catene di fornitura di fronte a situazioni di scarsità strutturale.

Vuoi restare aggiornato sull’andamento dei mercati delle commodity?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter PricePedia!

Correlazione tra i prezzi quale misura di sostituibilità tra commodity

La sostituibilità tra due o più commodity è innanzitutto un aspetto di natura tecnica. Due materiali possono essere sostituibili in alcune applicazioni e non in altre, a seconda delle loro caratteristiche fisiche, chimiche o funzionali. Ad esempio, molti cereali sono tra loro sostituibili come materie prime per la produzione di mangimi, ma lo sono molto meno nella trasformazione alimentare destinata al consumo umano. In modo analogo, rame e alluminio possono sostituirsi efficacemente nella produzione di cavi elettrici ad alta tensione, ma non nell’edilizia, dove ciascuno presenta proprietà specifiche che ne limitano l’intercambiabilità.

Quando due commodity sono effettivamente sostituti, i loro prezzi tendono a muoversi su livelli e dinamiche simili. Differenziali di prezzo duraturi sono giustificabili solo se una delle due commodity offre un vantaggio tecnico o di prestazione in specifiche applicazioni. Se invece si genera un divario significativo tra i prezzi di due beni sostituti, la domanda tenderà a spostarsi verso la commodity più conveniente, determinando un aumento del suo prezzo e, al contrario, una riduzione di quello del sostituto più costoso. Questo meccanismo porta a un progressivo riavvicinamento dei due prezzi, segnale tipico di una relazione di sostituibilità effettiva.

Non è però vero il contrario: una correlazione elevata tra i prezzi di due commodity non implica necessariamente che esse siano sostituti. Prezzi simili o altamente correlati possono derivare dalla comune dipendenza da fattori esterni che influenzano entrambe. Tra questi, il più rilevante è la condivisione di un medesimo input produttivo — ad esempio l’energia o un determinato materiale di base — le cui variazioni di prezzo si riflettono su più commodity lungo la filiera. Altri fattori comuni possono essere legati a condizioni climatiche, a shock geopolitici o a politiche di offerta che agiscono contemporaneamente su più mercati.

Un approccio metodologicamente corretto per utilizzare la correlazione dei prezzi come misura indiretta della sostituibilità consiste quindi nel selezionare coppie di commodity con correlazioni significativamente elevate e nel escludere i casi in cui tale correlazione sia chiaramente spiegabile da una dipendenza comune o da una relazione di filiera. Solo così la correlazione può essere interpretata come un segnale, anche se indiretto, della presenza di una reale possibilità di sostituzione tra commodity.

Coppie di beni sostituti

La tabella che segue riporta una selezione di coppie di commodity identificate come potenziali sostituti sulla base dei criteri metodologici descritti in precedenza. Le coppie sono state ordinate in modo decrescente rispetto al valore della correlazione dei prezzi detrendizzati, così da ridurre il rischio di interpretare come relazioni di sostituibilità semplici co-movimenti dovuti a trend di lungo periodo comuni.

Coppie di commodity potenziali sostituti
Commodity 1 Commodity 2 Correlazioni prezzi
Olio di colza Olio di soia 0.96
Benzene Benzene da catrame 0.96
Orzo Grano tenero 0.96
Oli greggi di palmisti per usi industriali Olio di cocco greggio per usi industriali 0.95
Fili di rame (sezione > 6 mm) Fili di alluminio non legato 0.81
Acidi grassi industriali del tallolio Acido stearico industriale 0.80
Alluminio greggio non legato Zinco greggio 0.72

 

L'olio di colza e l'olio di soia sono oli vegetali polifunzionali, utilizzati sia nel settore alimentare (condimenti, margarine, prodotti da forno) sia in quello industriale e bioenergetico (biodiesel). L’elevata correlazione dei loro prezzi detrendizzati (0.96) riflette una forte intercambiabilità tecnica e commerciale, in particolare nei mercati globali degli oli vegetali, dove la disponibilità di uno influenza direttamente il prezzo dell’altro.

Il benzene può essere prodotto sia dal catrame di carbone sia da fonti petrolchimiche. Le due varianti sono sostituti perfetti sul piano chimico, trattandosi dello stesso composto ma di origine diversa. La loro quasi perfetta correlazione di prezzo (0.96) riflette la piena equivalenza funzionale nei processi chimici in cui il benzene è impiegato.

L'orzo e il grano tenero sono entrambi cereali destinati principalmente all’uso zootecnico e, in misura minore, all’alimentazione umana (biscotti, farine miste). Nel comparto dei mangimi possono essere facilmente intercambiati come fonti di carboidrati e amido, in base ai prezzi relativi e alla disponibilità stagionale. La loro forte correlazione di prezzo (0.96) riflette sia la competizione negli stessi mercati agricoli sia la comune esposizione a fattori climatici e logistici.

Gli oli greggi di palmisti e l'olio di cocco greggio per usi industriali presentano una composizione chimica molto simile e derivano entrambi da palme tropicali. Sono ampiamente sostituibili come materie prime nella cosmetica, nei saponi, nei lubrificanti naturali e nei tensioattivi. L’andamento quasi sincrono dei loro prezzi (corr. 0.95) riflette la forte sostituibilità funzionale e la comune origine geografica.

Sia i fili di rame che i fili di alluminio vengono utilizzati per la trasmissione elettrica. Il rame offre una conduttività superiore ma ha un costo più elevato, mentre l’alluminio è più leggero e conveniente, e per questo viene spesso scelto per cavi ad alta tensione o infrastrutture in cui il peso è un fattore critico. La correlazione di prezzo (0.81), significativa ma non elevata, riflette una sostituibilità tecnica parziale tra i due metalli.

Gli acidi grassi industriali del tallolio e l'acido stearico industriale (corr. 0.80) sono entrambi acidi grassi utilizzati come materie prime per la produzione di saponi, lubrificanti, gomme e cosmetici. L’acido stearico è di origine animale o vegetale, mentre gli acidi del tallolio derivano dalla resina del legno. Le loro proprietà chimiche affini li rendono sostituti parziali nei processi industriali, soprattutto dove è rilevante la funzione più che la purezza del composto.

La sostituibilità tra zinco e alluminio si manifesta attraverso la competizione tra leghe. Le leghe di zinco, come la Zamak, possono competere con le leghe leggere di alluminio in diverse applicazioni di pressofusione e componentistica industriale. Si tratta di una sostituibilità parziale e tecnologica, legata alle prestazioni dei materiali e non a una diretta equivalenza chimica o di mercato.

In sintesi

L’analisi delle correlazioni tra i prezzi consente di individuare gruppi di commodity che, almeno in alcune applicazioni, possono svolgere funzioni simili. Questa informazione è particolarmente rilevante nei casi di rischio di scarsità strutturale, poiché la disponibilità di sostituti riduce l’impatto potenziale di shock sull’offerta.

La sostituibilità, anche quando solo parziale, rappresenta dunque una leva fondamentale per accrescere la resilienza dei sistemi di approvvigionamento e per orientare le strategie di diversificazione delle imprese. Comprendere dove tale sostituibilità è presente e dove invece manca, aiuta a definire in modo più accurato le priorità di monitoraggio e mitigazione del rischio.


[1] Per una descrizione dello scenario PricePedia si veda l'articolo Scenario Ottobre 2025: pressioni al ribasso per i prezzi delle materie prime nel 2025-2026